A CASERTA SI MUORE DI MISERIA ! La lettera di una giovane mamma disperata

di CIRO GUERRIERO

Caserta. Nell’epoca del consumismo  piu’ sfrenato e della piu’ sfrenata mancanza di valori, la nostra terra invoca aiuto. Oramai, e non e’ neanche una verita’ nascosta, lo spettro della miseria accompagna almeno il 50% delle famiglie casertane, che pagano il grave danno del fenomeno della deindustrializzazione e della crisi economica relativa all’agricoltura e al piccolo commercio.

La nostra Redazione, oggi, non intende sollecitare analisi ed osservazioni sul tema.

La nostra Redazione, oggi, si limita a ricevere e a pubblicare una delle  tante numerose lettere che ci vengono inoltrate da quanti vivono nella miseria e  nella emarginazione.

Dinanzi a tanto dolore tutti noi non possiamo che tacere ponendoci seri interrogativi sul nostro futuro di cittadini e sulle responsabilita’ di una classe politica, nazionale e locale, che  negli anni non ha amministrato ma ” si e’ limitata a sfruttare  la gente onesta della nostra martoriata terra”.

Questo il testo della lettera pervenuta alla nostra redazione.

 ”… Le scrivo perché il dramma della mia famiglia è al pari di tante altre famiglie, che magari si vergognano di denunciare i casi di povertà in cui stiamo vivendo e la miseria che sta assalendo le nostre case. Abito a Caserta, felicemente sposata e mamma di una adorabile bambina.

Dal mese di dicembre mio marito è stato licenziato insieme a tanti altri (lavorava presso XXXXX ) e mandato a casa senza stipendio. Io lavoravo presso una signora anziana, che è morta e mi hanno mandato a casa.

Avevamo due stipendi minimi, ma li avevamo. Adesso, di colpo, non abbiamo nessun reddito e di colpo siamo rimasti senza soldi. Non abbiamo neanche i soldi per la benzina (la macchina è ferma da due mesi), né per pagare le tasse (da dicembre abbiamo sospeso il pagamento di telefono, della televisione, dell’assicurazione della macchina, luce, spazzatura ed acqua perché senza soldi).

 La nuova tassa sulla casa non l’abbiamo pagata (possono venire a prendersi pure la casa, l’unica cosa che ci è rimasta).

Spesso non abbaiamo cinque euro per compare un chilo di pasta ed un pezzo di pane e dobbiamo ricorrere all’aiuto di qualche parente vicino L’altra volta, presa dalla disperazione stavo rubando del salame e del pane in un supermercato, ma poi mi sono messa a piangere e sono tornata a casa. Mia figlia mi cerca del latte o biscotti, che non posso comprarle .

Le ho spiegato che non abbiamo neanche un centesimo, ma lei non capisce (alla sua età) e piange. Ci siamo rivolti a bar, alberghi, ristoranti, anche per lavare piatti o fare pulizie, ma tutti ci hanno detto di no. Facciamo la via crucis per le Chiese  che ci mandano alla  Caritas dove ci danno un pacco al mese che non serve davvero a poco.

  Cosa dire  se non che  sono sconfortata e spesso, per non farmi vedere da mia figlia, vado nel bagno dove manca la carta igienica e piango. Piango finchè mi mancano le lacrime. Sono sconfortata, triste e mal ridotta. Se dovessi stare male non ho neanche i soldi per morire. Possiamo morire tutti e tre. Come si fa.

 Cosa posso fare per sopravvivere. Lo so che non ci sono sbocchi di lavoro. Che tutto è fermo, che ovunque ci sono licenziamenti. Ma come faccio a vivere se non ho soldi? La testa mi scoppia, mia figlia si lamenta, mio marito sta andando in depressione, mi devo curare perché ho la pressione a duecento e il cuore mi palpita, ma come faccio? E piango, finchè mi escono le lacrime.”

Lettera Firmata

La signora ha avuto il coraggio di denunciare la povertà che ha assalito da sette mesi la sua casa, ma quante famiglie si trovano nelle sue stesse condizioni, quante famiglie non hanno più cosa mettere a tavola a pranzo, quante famiglie non hanno i soldi necessari per sopravvivere. Lo Stato non interviene e la Regione neanche. Ma chi non ha più lavoro che deve fare? La signora ha confessato che ha avuto la tentazione di rubare e chissà a quante mamme come lei è venuto in mente questo folle gesto. Un raptus che timbra una onesta famiglia. Il caso mi rattrista e mi addolora e non so come poter aiutare la signora. Certamente mi farò portavoce di questa maledetta realtà. Speriamo, però, che fra i visitatori del nostro giornale on-line ci sia qualche persona generosa che possa dare dignità e lavoro a questa giovane famiglia di Caserta. Grazie.

Gradirei che gli amici (che ci leggono su questa pagina) intervenissero con delle riflessioni o commenti costruttivi. Grazie .

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