Basta Biocidio, corteo pacifico a Marcianise

Basta Biocidio, corteo pacifico a Marcianise

Di Fiore Marro

Caserta 7 novembre 2018

Marcianise è stata per anni il “ventre di vacca” delle comunità rurali di Terra di Lavoro, un paese che ha fatto la fortuna di gran parte dei suoi cittadini proprio attraverso la “campagna”, a Puzzaniello, a Luriano, “Santa Venere” “Airola”, dinto e “Pagnane”, a “campo di Sole”, il benessere è arrivato via grandi sacrifici, conosciuti bene da chi ha fatto l’esperienza terragna del lavorare sodo; una prosperità così guadagnata non arriva mai a braccia conserte ma bensì con una grossa tenacia fatta di sforzi, di fatica, di conoscenza della materia e di passione per il lavoro di contadino.

Successivamente, però, Marcianise è stata saccheggiata e rovinata dalle fabbriche, dalla illusione di cambiamento, (da contadino a operaio) che hanno indotto il coltivatore di una volta ad abbandonare la terra per entrare appunto in fabbrica, per un lavoro meno duro e più pulito, con orari meno drammatici, meglio retribuito. Tutto ciò, tuttavia,  si è rivelato un’illusione che ha avuto il deludente risultati di creare una sorta di Orzowei”, un uomo bianco in una tribù di neri, senza più arte e mestiere, inducendo alla lunga il contadino autoctono a smettere di lavorare la terra, dimenticandosi i rudimenti di quel nobile mestiere,  facendolo trovare in un limbo, senza più lavoro, perché nel frattempo la fabbrica se ne è andata, per sfruttare altri sfortunati contadini ignari della fine che avrebbero fatto.

Marcianise è stata deturpata per lungo tempo, da stampa e media e da qualche contadino che ha sbagliato, facendo passare un paese, una comunità come terra di camorra, terra di delinquenti, da evitare, da tenere lontano, un oltraggio inaccettabile.

Un territorio rigoglioso, e pieno di persone di sani principi, lavoratori coraggiosi, me li ricordo bene io nel mio lavoro di un tempo, quando fornivo marmi per le loro case, le scalinate di granito, la zoccolatura esterna, il pavimento bello di marmo rosa, o di granito esotico, in molti pagavano dopo la consegna del “Tabacco”, dopo lunghi mesi di durissima prova, nelle loro campagne, ma altri lo facevano con i proventi dei mariti, dei padri o dei figli, che andavano fuori a lavorare, per giorni, per mesi, per anni, a fare da stuccatore o tramezzista, da masticiello, da montatore, perché prima di sposare una figlia o sposarsi direttamente bisognava finire la “casa di proprietà”, perché mi dicevano : “Se hai casa tua, pure se hai solo pane e cipolle da mangiare, lo sai solo tu e questo è l’importante”, “, la dignità fatta uomo, altro che camorristi!

Marcianise subisce ancora l’onta, ancora e ancora come una maledizione, stavolta sono i roghi tossici, quelli che ti fanno morire di cancro, per mano di un idiota che pensa di essere furbo, magari raccontando a se stesso che anche il cancro, che potrebbe attaccare la madre, o la figlia o la moglie lo possa fermare con il revolver o l’intimidazione; ignoranza crassa dettata da una vita di consumismo inutile, baggiano, vuoto.

L’invito a tutti voi che state continuando a sbagliare è quello di ritornare a essere uomini come lo erano i vostri antenati.

Questi troppi tanti incendi hanno spinto molti a rivoltarsi, a reagire, a dire basta, maledizione basta!!!

Dopo i tanti incendi di siti che si occupano di smaltimento dei rifiuti che hanno interessato il territorio casertano negli ultimi mesi, i comitati e le associazioni ambientaliste di Marcianise che da sempre si battono per la difesa del proprio territorio, sabato 10 novembre, a partire dalle ore 14 ,30, saranno in Piazza Umberto I, a Marcianise, per dire “Basta al Biocidio”.

Seguirà un corteo che raggiungerà il Velodromo comunale dove si terrà un incontro dibattito con i rappresentanti istituzionali preposti, invitati. Io ci sarò da marcianisano adottivo, e tu?

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