CARCERE DI SANTA MARIA C.V.-SAN TAMMARO : EMERGENZA IDRICA. E’ ANCORA TENSIONE FRA DETENUTI E AGENTI PER MANCANZA D’ACQUA. ISPETTORE VINCENZO PALMIERI SEGR. REG. CAMPANIA OSAPP : ” CHIEDO ALLE ISTITUZIONI DI INTERVENIRE . FATE PRESTO !!!”

di GIOVANNA PAOLINO

SANTA MARIA C.V.. Ancora tensione all’interno del Carcere di Santa Maria C.V.- San Tammaro dove , in queste ore, si sta acuendo la tensione fra detenuti e polizia penitenziaria.

All’indomani dell’aggressione perpetrata da un detenuto ai danni di un agente , la situazione nella struttura rimane molto critica a causa del perdurare della mancanza d’acqua.

A denunciare tale situazione e’ l’Ispettore Vincenzo Palmieri, Segretario Regionale Campania O.S.A.P.P., il quale , in queste ore, si sta attivando per  tutelare  i fondamentali diritti umani sia dei detenuti che degli agenti di polizia penitenziaria.

”  Stiamo vivendo un momento di forte criticita’ – afferma l’Ispettore Palmieri – e questo aumenta la possibilita’ di aggressione dei detenuti nei confronti degli agenti della polizia penitenziaria”.

Ma procediamo con ordine.

La mancanza di acqua all’interno del Carcere di Santa Maria C.V. e’ purtroppo cosa ben nota ma che  , fino ad oggi, nonostante le ripetute proclamazioni di intenti , le Istituzioni non sono state in grado di risolvere.

Il problema e’ enorme .

In questi giorni , a partire dalle ore 17.00, l’acqua viene a mancare all’interno della struttura.

Un vero e proprio disastro, considerata anche la insopportabile calura di questi giorni.

” I detenuti – spiega il Segretario Regionale O.S.A.P.P.Palmieri – sono forniti di acqua e doccia all’interno delle loro celle e cio’ in ossequio alle prescrizioni stabilite dall’Unione Europea per favorire la loro rieducazione . Alle ore 17.00 di ogni giorno l’acqua viene a mancare , in un momento della giornata in cui tutti  gli ospiti della struttura avrebbero maggiormente bisogno di essa”.

Alle ore 17.00, infatti,  i detenuti ,  adibiti ad  attivita’ di lavoro , terminano il loro impegno e rientrano in cella per potersi rinfrescare e ripulire : invece , si ritrovano, a meta’ del mese di agosto –  quello di quest’anno uno dei piu’ caldi della storia- senza acqua per bere  e per lavarsi.

“Questa situazione – continua Vincenzo Palmieri – preclude anche ogni attivita’ ricreativa degli stessi  detenuti : e’ impossibile , ad esempio, organizzare in queste condizioni una partita di calcetto o qualsiasi altra forma di svago”.

In questo contesto, dunque, divengono precarie tutte le condizioni di tutela  igienico – sanitaria.

E  cio’ che e’ strano e’ che si osa  ancora parlare di tutela dei diritti umani !

Nel carcere di Santa Maria C.V.  stiamo assistendo ad una vera e propria tragedia nella quale vittime sono i detenuti ma anche gli agenti di polizia penitenziaria , nei confronti dei quali si riversa la rabbia e la frustrazione di chi si sente annullato come persona dalle Istituzioni.

Una tragedia della nostra contraddittoria e ipocrita epoca ,  se si pensa che sono 1000 i detenuti ospiti del Carcere di Santa Maria C.V.  e se si pensa che al loro fianco , sono  anch’essi senza acqua , circa 800 agenti della polizia penitenziaria , che come i detenuti hanno diritto a questo bene primario per svolgere le loro funzioni lavorative. Fra questi , vi sono anche circa 30 ” accasermati ” , ovvero agenti della polizia penitenziaria che hanno scelto di vivere nella struttura pagando in corrispettivo un canone.

Praticamente , nel carcere di Santa Maria C.V. vi sono circa 2mila persone senz’acqua : una  vera e propria citta’ la cui emergenza idrica nessuno si preoccupa di risolvere.

” Gli agenti della polizia penitenziaria – spiega l’Ispettore Palmieri –  utilizzano l’acqua della struttura : fanno ad esempio la doccia dopo un turno di 12 ore o comunque beneficiano degli impianti di acqua a seconda delle loro esigenze primarie”.

Un disagio che anche gli agenti della polizia penitenziaria condividono, e per la cui risoluzione i tempi rischiano ancora di allungarsi. Nel corso della giornata l’acqua, prelevata dai pozzi, viene quasi razionata, con orari in cui non si può utilizzare, e spesso l’erogazione si interrompe per il malfunzionamento di una cabina elettrica e il conseguente stop dell’impianto di pompaggio. Tutto ciò nonostante la Regione Campania abbia già disposto da più di un anno un finanziamento di due milioni di euro per la realizzazione di quattro chilometri di condotta che dovranno portare l’acqua al carcere sammaritano.

Ma  perche’ le Istituzioni non intervengono  per  risolvere questo drammatico problema  da cui e’ afflitto solo il Carcere di Santa Maria C.V. ?

I fondi, dunque , ci sono per  realizzare quest’opera che risponde a canoni di tutela fondamentale di diritti umani : eppure , fino ad oggi, non si e’  ancora compreso quale sia l’organo competente a realizzarla.

”  In un primo momento- afferma Vincenzo Palmieri –  sembra che la competenza spettasse alla Provincia di Caserta . Successivamente con la riforma degli enti locali , la Provincia, anche a causa del dissesto finanziario , si e’ fermata nella realizzazione dell’opera ,  che sembra  avrebbe poi dovuto essere realizzata dal Comune di Santa Maria C.V.”

In ogni caso, al momento niente di fatto in una situazione che  avvolge di vergogna l’ intera comunita’ della provincia casertana anche perche’ i fondi per realizzare l’impianto, si ripete, sono stati stanziati.

” La situazione all’interno del carcere – conclude il Segretario Regionale Campania OSAPP Vincenzo Palmieri – e’ molto tesa.  Noi chiediamo alle Istituzioni competenti di intervenire : fate presto ! “.

 

 

 

 

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