CASERTA. CHIUSURA TRATTORIA CHICHIBBIO . FRANCESCO IZZO RISPONDE AD EMILIANO CASALE : ” DANNO ECONOMICO , D’IMMAGINE E MORALE E PROCEDURA SCORRETTA DEL COMUNE “

Caserta. Continua la  querelle  fra Francesco Izzo , Titolare della  Trattoria Chichibbio , sita in via Ferrante , e l’Assessore alle Attivita’ Produttive Emiliano Casale.

L’amministrazione comunale ha disposto non solo   la chiusura dell’attività per 5 giorni per occupazione abusiva di suolo pubblico, ma anche la rimozione del gazebo .

E se da un lato il titolare asserisce di avere pagato la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, dall’altro lato l’Assessore Casale  ribadisce  che  l’Amministrazione Comunale aveva inviato una nota a tutti i commercianti , alcuni dei quali sono stati anche colpiti dal provvedimento di sequestro della Procura .

” Tutti i commercianti hanno pagato – spiega Emiliano Casale – ma la  chiusura  e’  stata determinata dalla mancanza di pareri da parte della Soprintendenza e dalla mancata integrazione che avevamo chiesto a quel locale e che non ci sono pervenute “.
Alle parole di Emiliano Casale non e’ mancata la replica di Francesco Izzo che ha risposto con una lettera aperta rivolta all’Assessore alle Attivita’ Produttive nella quale prospetta il danno economico, d’immagine e morale compiuto dal Comune nei suoi confronti da valutare in altre sedi.

Questo il testo :

“Egregio Emiliano Casale, capisco perfettamente l’imbarazzo della poco corretta procedura, per non dire assolutamente impensabile, dannosa, contro ogni regola di democrazia da parte del Comune, che dovrebbe salvaguardare i diritti di chi in questo comune ci lavora da circa 39 anni avendo visto passare decine di
AMMINISTRATORI, nel rispetto di tutte le regole e onorando tutti gli adempimenti richiesti.

Capisco pure la disperata ricerca del cavillo  per  giustificare l’accaduto… ma non ne troverà, sono 11 mesi che sollecito il parere presso il suo ufficio e presso la Soprintendenza, che senso avrebbe, la “pedanina” antistante al mio ristorante, è stata realizzata nel rispetto di tutte le regole indicate nelle disposizioni
Comunali, RISCHIANDO DI FARSELA SMONTARE PER NON RICHIEDERE UN PARERE ?.”

Ormai il danno ECONOMICO, D’IMMAGINE E MORALE è stato compiuto, ma di questo ne riparleremo in altre sedi.

Per quanto riguarda la sua nota a giustificazione citata, bene è stato risposto con allegata integrazione (copia richiesta parere Soprintendenza) con la raccomandata n. 15071490850-7 regolarmente ricevuta dall’UFFICIO PROTOCOLLO.

IL problema è un’altro, è l’incapacità, il poco impegno, l’indifferenza nell’individuare chi si fa beffa di delle istituzioni, arrivando al punto di far intervenire, Popolazione, Prefetto,e ENTI STATALI come la Soprintendenza, per riuscire a rimettere ordine nella città, ma in questo caso con la vostra SCORRETTA  PROCEDURA AVETE COINVOLTO ANCHE attività che non c’entrano nulla, come La Trarttoria Chichibio, che non fa politica e non si è mai beffata delle “Istituzioni.

NB CON GLI ATTI PRODOTTI E LA PROCEDURA INSTAURATA ERA IL COMUNE A DOVER RICHIEDERE IL PARERE ALLA SOPRINTENDENZA, COSI COME DISPONE L’ART. 146 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI, OBBLIGO DEL COMUNE, DISATTESO DA CIRCA UN ANNO, BEN OLTRE I TERMINI PREVISTI DALLO STESSO ARTICOLO.
E’ ADEMPIENTE IL COMUNE O IL CONTRIBUENTE ?
Da ultimo e non per ultimo. CONOSCE il DPR 31/2017 CHE ESONERA LE PEDANE DALL’AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA, QUINDI DAL PARERE DELLA SOPRINTENDENZA. NELLE ZONE SOGGETTE A VINCOLO ?

Egregio EMILIANO CASALE non esiste nessun retroscena, il gazebo verrà smontato sicuramente, augurandomi che questa ridicola operazione la faccia sentire un Amministratore attento e corretto nei riguardi dei cittadini.
Francesco Izzo

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