FILP SINDACATO AZZURRO. ETTORE CASINELLI COORDINATORE PROVINCIALE SALERNO ENTRA A GAMBA TESA NELLE VICENDE DEL CONSORZIO UNICO DI BACINO SA/3

Vicenda Consorzio Unico di Bacino della Provincia di Salerno.   Nel merito entra a gamba tesa Ettore Casinelli, Coordinatore Provinciale  del Sindacato Azzurro , i quale solleva una serie di interrogativi sulla vicenda.

Questa la nota di Ettore Casinelli – Coordinatore Provinciale Sindacato Azzurro Provincia di Salerno.

“Mentre il consorzio sa/3 non si attiene alle leggi : legge 26/10 art.13, è legge regionale n. 14 del 5 del 2014, legge regionale n. 14 del 2016, decreto legislativo 152/2006, dlg 267/00, è dlgs che 36/2003, l’impianto del consorzio sa/”3 costruito con i fondi della comunità europea resta chiuso o è aperto?

Le cessioni del quinto vengono pagate alle finanziarie o Trattenute solo in busta paga?

I contributi previdenziali vengono versati all'” Inps?

Il Parco automezzi che costo ha avuto ed ha? I contributi conai corepla raee, come vengono gestiti?

La società ecoambiente spa costituita con la legge 26/10, che ruoli ha nei confronti impianto del consorzio sa/3 ? La  legge dice diceva che doveva gestire l’impianto del. Consorzio sa /3 e garantire le  assunzioni anno 2001/2008: pertanto i dipendenti del consorzio sa /3, dal 2001/2009, sono stati retribuiti tramite banca d’Italia per l’emergenza rifiuti in Campania. Quindi  i soldi Tarsu,  Tares,  Tasi,  chiamiamola come vogliamo.  che fine hanno fatto e come sono stati gestiti, visto che i dipendenti non sono stati un costo per il consorzio sa/3?

La società Ergon,  partecipata del consorzio,  deve essere messa in liquidazione  come sancito dalla legge 26/10, fermo restando la  legge regionale n. 5 /2014 e  la legge regionale n. 14 del 2016?

Per il Sindacato Azzurro Ettore Casinelli

Nel frattempo, il presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Canfora, ha emesso, un’ordinanza per il trasporto dei rifiuti dallo Stir di Battipaglia all’area di stoccaggio di Polla. Sul documento dell’ente provinciale si legge, infatti, che “in seguito della sentenza del Consiglio di Stato non è più consentito inviare per lo smaltimento il rifiuto biostabilizzato fuori regione e considerato che i capannoni adibiti a tale rifiuto a Battipaglia sono saturi si è deciso, su richiesta di Ecoambiente, di trasferire gli stessi a Polla”.

Una decisione, quella della Provincia, che però non ha convinto il Comune di Polla. Il sindaco Rocco Giuliano ha scritto un documento al vetriolo al Presidente Canfora. Il primo cittadino di Polla ai nostri microfoni ricostruisce la vicenda.

Ecco il testo del documento che Giuliano ha inviato a Canfora:

Oggetto: Impianto di stoccaggio rifiuti sito nel Comune di Polla (SA), Rif. Ordinanza del Presidente della Provincia di Salerno n. 119 del 02.09.2015.

“Egregio Presidente della Provincia di Salerno

Constatiamo, non senza stupore, il contenuto dell’Ordinanza notificata in data 04.09.2015 da Lei emessa ed avente ad oggetto l’avvio del conferimento del rifiuto proveniente dall’impianto STIR di Battipaglia – gestito dalla Società Provinciale EcoAmbiente SPA – contrassegnato con Codice CER 19.05.01 (Rifiuto biostabilizzato). Ed invero, già nel Giugno 2015, nel corso di una riunione tenutasi presso gli Uffici della Presidenza, Provincia di Salerno, richiesta dal sottoscritto in quanto non informato del procedimento di cui sopra, alla presenza del Consigliere delegato al ramo (Rag. Domenico Volpe) e l’ing. Giuseppe D’Acunzi – Dirigente Settore Ambiente -, si concordò che qualsiasi provvedimento che in una qualche maniera riguardasse una diversa ed emergenziale gestione dell’impianto di proprietà del Consorzio Sportivo Meridionale Bacino SA3, dovesse necessariamente coinvolgere la figura di chi scrive che come Ella certamente saprà, rappresenta la massima autorità locale in tema di tutela dell’Ambiente. Tralasciando per un attimo, l’evidente sgarbo istituzionale derivante da una decisione assunta senza il minimo coinvolgimento del sottoscritto, la presente per rappresentarLe anche una serie di perplessità sulla legittimità degli atti che hanno portato all’emissione del provvedimento a sua firma, emarginato in oggetto. In primis, nello stesso documento, vengono citati una serie di sopralluoghi eseguiti dagli Enti preposti al controllo (Arpac, ASL ecc,…) per valutare l’attitudine del sito, senza il diretto coinvolgimento di tecnici del Comune che ospita l’impianto, condizione necessaria a mio giudizio per una maggiore garanzia in merito all’idoneità tecnica dello stesso. In merito più volte questa Amministrazione è intervenuta a tutela della salute pubblica per problematiche igieniche dell’impianto, tanto è vero che sono in corso procedimenti penali presso la Procura della Repubblica di Lagonegro Sull’idoneità dell’impianto si nutrono seri dubbi – anche in riferimento al sopralluogo eseguito da me stesso nella giornata di ieri con l’ausilio di tecnici del Comune – riferiti alla corretta tenuta dell’impianto, oltre all’idoneità in termini volumetrici dello stabile per accogliere la quantità prevista di 2500 tonnellate di prodotto, e la promiscuità che si verrebbe a creare con il carico di umido depositato in un’area adiacente e comunicante. Va evidenziato, altresì, che l’Ordinanza non contiene alcuna garanzia sulle tempistiche di sgombero del rifiuto biostabilizzato contrassegnato con il codice CER 19.05.01, riferendosi la stessa alla sola data di conclusione delle programmate operazioni di trasferenza dello stesso presso il sito di Polla (02.11.2015) e né viene indicato il numero di camion giornaliero in arrivo, trattandosi di un impianto con vicino attività alimentari e di ristorazione. Senza tener conto infine, le perplessità da me nutrite in ordine al provvedimento di cui trattasi, stante l’intrinseco carattere autorizzativo rivolto esclusivamente al ramo rifiuti del Consorzio Sportivo Meridionale Bacino SA3, laddove l’effettivo gestore dell’impianto è altro soggetto giuridico, Società Ergon Spa. Chi le scrive Egregio Presidente, non è un cultore della filosofia – largamente dilagante nel nostro paese – del “mai nel mio giardino”. A riprova di ciò le ricordo che il sottoscritto già in passato si è assunto delle responsabilità anche notevoli e largamente impopolari verso la propria collettività (vedi la creazione della discarica comprensoriale e la disponibilità all’accoglimento dell’impianto oggetto della sua Ordinanza). Chi le scrive è un sindaco preoccupato per i propri cittadini per decisioni imposte dall’alto che mortificano ulteriormente un territorio e chi lo rappresenta. Le chiedo, pertanto, di convocare immediatamente – nei primi giorni della settimana prossima – un tavolo tecnico aperto anche a rappresentanti dell’Ente Comune di Polla, possibilmente presso l’impianto, per verificare in maniera serena l’idoneità del sito in questione. Nelle more, chiedo a Lei e a Sua Eccellenza il Prefetto, che legge per conoscenza, di sospendere immediatamente gli effetti del provvedimento contenuto nell’Ordinanza de qua. Nella speranza di un favorevole ed immediato riscontro a quanto richiesto, la presente anche per preannunciarle ogni azione, anche giuridica, contro quanto contenuto nel provvedimento di cui all’Ordinanza n. 119 del 02.09.2015″.

Il Sindaco di Polla- Rocco Giuliano

 

 

 

 

 

 

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