Mercato, neoliberismo, spread, i padroni del’uomo nuovo

Mercato, neoliberismo, spread, i padroni del’uomo nuovo

Di Fiore Marro

Caserta 11 luglio 2018

Come cantava Gaber : Io sono un uomo nuovo, talmente nuovo che è da tempo che non sono neanche più fascista , sono sensibile e altruista orientalista, Ed in passato sono stato un po’ sessantottista …

Siamo anche noi così, talmente nuovi che corriamo dietro l’unico dogma vigente, quello del Mercato, si produce, si vende, e si fanno soldi, senza preoccuparsi di quello che succede dopo.

Vieni assunto, finalmente trovi un lavoro. Ma quando non servi più vieni scaricato.

Non importa se hai un mutuo da pagare, un anziano da curare, un figlio da mandare all’università, un affitto da sostenere.

Vieni scaricato a basta.

Ti dicono che é il mercato. Il nuovo dio al quale hanno giurato obbedienza destre e sinistre, con pochi distingui tra loro. Possiamo chiamarlo neoliberismo, spread, austerità, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale.

Possiamo dargli il volto anonimo di funzionari sconosciuti che parlano di persone come “esuberi”.

E’ sempre la stessa merda di un sistema morente che si ostina a non morire. Un pugno di imprese tengono in scacco milioni di esseri umani sulla scacchiera dei mercati. E se ne sbattono delle conseguenze delle loro azioni sulla società, sui pensionati poveri, sulle famiglie con un solo reddito, su chi perde il lavoro a 50 anni, sull’inquinamento di acqua, aria, suolo. Il loro Dio li assolve. E li assolve anche quando fanno affari sui terremoti e sulle guerre.

Pubbliche perdite e profitti privati. Saccheggiare l’Africa provocando la fuga di milioni di persone e’ ancora questo: ti compro a prezzi stracciati le tue ricchezze, ti tengo a bada con la violenza dei tuoi governi e se vuoi scappare dall’inferno sono solo cazzi tuoi, tanto da me non ti faccio arrivare, a meno che tu non abbia soldi, venga qui a spendere, a portarmi altri soldi, venga in porto con panfili e navi da crociera.

E invece le nazioni potenti dovrebbero risarcire i loro abitanti per i sacrifici che hanno fatto per farle diventare ricche e potenti e risarcire i popoli del pianeta per lo stesso motivo.

E oggi, anziché parlare di respingimenti dovremmo parlare di “quote obbligatorie di accoglienza in base ai profitti ottenuti dal saccheggio”.

Invece di parlare di blocchi navali e sequestro navi di soccorso dovremmo parlare di corridoi che tutelano gli esseri umani che cercano di vivere meglio.

Invece di parlare di flat tax dovremmo parlare di un fondo sociale finanziato con tasse enormi agli speculatori e da destinare ai giovani che progettano imprese, alle piccole imprese soffocate dal mercato. Ancora lui.

Tutto sommato, una bottiglia abbandonata su una spiaggia non é molto diversa da uno dei tanti migranti uccisi dal Dio Mercato e dai tanti nostri connazionali che ogni giorno devono decidere come usare i pochi Euro che hanno in tasca.

Io sono un uomo nuovo, talmente nuovo che si vede a prima vista … che il mio padrone è il Mercato.

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