Nove fermi, arresti per il nuovo stadio: ci sono anche Parnasi, Lanzalone, Civita e Palozzi.

Nove fermi arresti per il nuovo stadio: ci sono anche Parnasi, Lanzalone, Civita e Palozzi.

Di Fiore Marro

Caserta 13 giugno 2018

Arrestati Adriano Palozzi di Fi e l’ex assessore regionale all’Urbanistica Civita del Pd, assieme a loro in carcere il costruttore Luca Parnasi, ai domiciliari invece  il presidente di Acea Luca Lanzalone, fermi eseguiti nell’ambito dei lavori per  il nuovo stadio di Roma.

Si ipotizzata per loro  una associazione a delinquere finalizzata alla corruzione nell’ambito del progetto per l’impianto a Tor di Valle. Gli indagati avrebbero riscosso, in cambio dei favori agli imprenditori, una serie di opportunità, tra le quali anche l’obbligo di fornirsi da aziende loro amiche e l’assunzione di amici e parenti

Nove arresti in totale eseguiti dai carabinieri nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo su un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma.

Arrestato l’imprenditore Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova che sta realizzando il progetto dello Stadio, e cinque suoi collaboratori mentre ai domiciliari ci sono Luca Lanzalone, dirottato dal movimento penta stellato da Livorno a Roma, che è al momento è il presidente Acea (di cui il Comune detiene il 51%) che ha seguito, in veste di consulente per la giunta grillina, il dossier sulla struttura che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle, il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi di Forza Italia, l’ex assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita (Pd).

Lanzalone, tra il gennaio e il febbraio del 2017, nelle vesti di consulente per gli M5S portò avanti, sul fronte del progetto stadio, una mediazione con l’amministrazione comunale e la Eurnova, la società di Parnas, che acquistò i terreni dell’ippodromo di Tor di Valle, dove dovrebbe sorgere la nuova struttura, dalla società Sais della famiglia Papalia.

La mediazione ha portato ad una modifica del primo progetto con una riduzione delle cubature degli immobili “extra stadio” e la cancellazione delle due torri del grattacelo che sarebbero dovute sorgere in prossimità del’impianto.

Si avvia quindi  verso lo stop Il progetto dello Stadio della Roma, un investimento da almeno un miliardo di euro, naviga verso il fermo dei lavori. E’ quello che emerge dalle voci di corridoio del Comune di Roma, notizie che arrivano da fonti molto vicine al sindaco Raggi. Oggi era prevista una riunione tra i proponenti e il Campidoglio, vertice che con tutta probabilità salterà a causa degli arresti.

Sul futuro dell’impianto di Tor di Valle, a fronte dei comunicati delle ultime settimane in cui si prometteva un’accelerazione sull’iter, ora è tutto da rivedere a causa del terremoto degli arresti avvenuti, tutto ciò ha reso dubbiosa anche la sindaca Virginia Raggi: “Se è tutto regolare, spero che il progetto andrà avanti. Chi ha sbagliato pagherà, noi stiamo dalla parte della legalità”. Parole consegnate ai giornalisti della stampa estera dopo l’arresto, dei nove indagati .

La “maledizione politica romana” coinvolge anche il mondo dei 5 stelle, come una piovra tentacolare, facendo scoprire ai malcapitati grillini che per governare un mondo bizantino come quello della città capitolina, non basta la sola idea dell’onestà  ma serve tanto altro ancora, che come in tutti i “mestieri” si apprende con l’esperienza, che però poi al termine della corsa politica  però, ti trasforma e ti fa diventare come gli altri, come quelli  che si è combattuti, un vortice, un giro maledetto, come un cane che si morde la coda.

Share Button