SAN NICOLA LA STRADA. Mandati Corrado, Arpac un ente inutile e dannoso per le tasche dei cittadini campani

SAN NICOLA LA STRADA – Riceviamo da un nostro affezionato lettore, Corrado Mandati, laureato in Giurisprudenza con specializzazione in reati ambientali, una attenta analisi sull’Agenzia regionale per l’Ambiente della Campania (ARPAC): “Dalla Commissione Consiliare Speciale Trasparenza, Controllo delle attività della Regione e degli enti collegati e dell’Utilizzo di tutti i Fondi emerge un quadro veramente sconcertante in riferimento agli obblighi di pubblicità e trasparenza sul sito istituzionale delÌ’ARPAC, di cui al d.lgs. 33/2013 e ss.mm.ii. • gestione e controllo dell’ARPAC, all’esito delle verifiche di atti e dati visionabili sul sito istituzionale.

Ricordo che L’ARPAC è l’autorità deputata alla salvaguardia, DELL’AMBIENTE. L’inquinamento è la contaminazione dell’aria, delle acque e del suolo con sostanze e materiali dannosi per l’ambiente e per la salute degli esseri umani, capace di interferire con i naturali meccanismi di funzionamento degli ecosistemi o di compromettere la qualità della vita. Con la delibera nr. 211 la Giunta regionale Campania ha attribuito all’Arpac compiti ulteriori che riguardano appunto il tema “Emergenza ambientale della Terra dei Fuochi” per cui all’Arpac sono state attribuite funzioni nei controlli sulle matrici ambientali e alimentari della Terra dei Fuochi nonché il controllo e l’analisi di tutte le matrici ambientali provenienti dalle A.S.L. della Campania. Dall’audizione del commissario Arpac dott. Vasaturo, emerge quanto segue: La maggior parte delle centraline che dovrebbero registrare la qualità dell’aria a tutela dell’ambiente e dei cittadini risultano non funzionanti altre che non registrano altre ancora non sono adeguate ecc.

L’incompleta pubblicazione dei dati sul sito istituzionale Amministrazione Trasparente e la mancata tempestività delle informazioni per quello che riguarda le informazioni ambientali per i livelli di inquinanti delle aree cittadine in modo particolare per quelle limitrofe all’impianto di trattamento dei rifiuti, con picchi da paesi cinesi. Al mancato funzionamento delle centraline in zone molto pericolose per la salute umana nonché l’arretratezza di alcuni dati, visto che ad esempio non si registra il vanadio che è una sostanza che viene fuori dalla lubrificazione dei motori, il platino, dalle marmitte catalitiche ecc. Un ente nato per la salvaguardia della salute dei cittadini risulta non adeguato. Dal sito dell’Arpac molti dati mancano, molti sono raffazzonati, alcune pagine sono ancora vuote e non aggiornate ai requisiti della legge e che il numero di controlli sia ben lontano dalle disposizioni dell’Ue”. Ma ciò che balza all’occhio sono le spese stimate per il personale ammontano, per il 2017 a 32 milioni 279 mila euro e così via fino ad arrivare al 2019 con 32 milioni 927 mila 734 euro. Dal confronto tra le risorse complessive trasferite dalla Regione all’Arpac e il costo del personale, le spese per il costo del personale assorbono più della metà delle risorse regionali assegnate all’Agenzia nonostante la Regione versi ogni anno nelle sue casse 60 milioni di euro.

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