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	<title>Angelo Merola, Autore presso BelvedereNews</title>
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	<description>Cronaca e notizie da Caserta, Napoli e province</description>
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	<title>Angelo Merola, Autore presso BelvedereNews</title>
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		<title>Caserta e la classifica del Sole 24 Ore:  l’eterno ritorno del “profondo blu”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Merola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 11:10:34 +0000</pubDate>
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<p>Ogni anno, puntuale come un rituale, arriva la classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane. E ogni anno, immancabilmente, Caserta si ritrova a navigare nelle ultime posizioni. Non è una sorpresa, non è un incidente, non è una fluttuazione statistica: è una costante che si ripete da troppo tempo. Eppure, nonostante l’evidenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="273" height="185" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/12/Unknown.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></div><p style="font-weight: 400">Ogni anno, puntuale come un rituale, arriva la classifica del <em>Sole 24 Ore</em> sulla qualità della vita nelle province italiane. E ogni anno, immancabilmente, Caserta si ritrova a navigare nelle ultime posizioni. Non è una sorpresa, non è un incidente, non è una fluttuazione statistica: è una costante che si ripete da troppo tempo. Eppure, nonostante l’evidenza dei numeri, lo spartito pubblico sembra immutabile. Le pagine social istituzionali si riempiono di annunci, contenuti patinati, video motivazionali e slogan che promettono rinascite, svolte, progetti “epocali”. Ma quando arriva il momento dell’analisi vera, quando i dati fotografano la realtà del territorio, improvvisamente cala il silenzio. Si sorvola. Si minimizza. Si passa oltre. La provincia di Caserta continua a scontare ritardi strutturali che vanno dalla mobilità alla sicurezza, dalla qualità dei servizi alla vivibilità urbana, fino alla scarsa attrattività per imprese, giovani professionisti e investimenti. Tutto questo non può essere ignorato o mascherato dietro un’efficace strategia social. Per migliorare, serve innanzitutto il coraggio di riconoscere i problemi. E invece, ogni anno, assistiamo a un paradosso comunicativo: un territorio che comunica come se fosse in piena rinascita, mentre i dati raccontano tutt’altro. Ciò che colpisce non è tanto la posizione in classifica, quanto l’assenza di un dibattito pubblico serio. Nessun amministratore che dica: “Siamo indietro. Ecco le nostre responsabilità. Ecco cosa cambieremo, concretamente.” La politica casertana e regionale sembra soffrire una certa allergia all’autocritica, preferendo la comfort zone della narrazione positiva, che garantisce consenso immediato ma non produce sviluppo. Eppure, Caserta non è condannata a restare in fondo alle classifiche. Ha potenzialità enormi: un patrimonio storico sottovalutato, un tessuto produttivo che resiste, risorse culturali, una posizione strategica nel cuore della Campania. Ciò che manca è una visione coordinata e un investimento sistematico sulla qualità della vita: mobilità, sicurezza, servizi pubblici, politiche giovanili, attrazione di imprese, rigenerazione urbana. Per risalire, occorre un approccio radicalmente diverso: meno storytelling e più pianificazione; meno autocelebrazione e più responsabilità. La provincia di Caserta merita molto di più di un’operazione cosmetica sui social. Merita una classe dirigente capace di leggere i dati, affrontare i problemi e costruire un futuro credibile. Fino a quando ciò non accadrà, continueremo a vedere lo stesso copione: classifiche negative, indignazione di qualche giorno, e poi un ritorno al consueto flusso di post entusiastici scollegati dalla realtà. Per andare oltre i post patinati, servono azioni concrete da parte degli assessorati competenti  dai Comuni, alla Provincia, fino alla Regione  che devono lavorare in modo coordinato su urbanistica e pianificazione, trasporti e mobilità, ambiente e qualità urbana, spazi pubblici, servizi sociali e sicurezza, sviluppo economico e politiche giovanili. Sono questi gli assi portanti che incidono davvero sulla qualità della vita. Senza un impegno serio e continuativo su questi dossier, ogni anno torneremo a occupare le ultime posizioni, mentre la comunicazione resterà solo fumo sui social.</p>
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<p>Qualità della vita a Caserta 2025 101° posto su 107 Province fonte Il Sole 24 ore.</p>
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		<title>Elezioni Regionali in Campania</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/elezioni-regionali-in-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Merola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 17:49:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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<p>A poche settimane dal voto, la scena politica campana sembra uno spettacolo di illusionismo. Scompaiono simboli, si moltiplicano i sorrisi, si cambiano casacche con una disinvoltura che lascia attoniti. Eppure, è proprio questa leggerezza che sta svuotando le urne. Non è disaffezione: è stanchezza. Perché votare, se non si capisce più chi rappresenta cosa? Nelle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="300" height="139" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/elezioni_regionali_2025.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></div><p style="font-weight: 400">A poche settimane dal voto, la scena politica campana sembra uno spettacolo di illusionismo. Scompaiono simboli, si moltiplicano i sorrisi, si cambiano casacche con una disinvoltura che lascia attoniti. Eppure, è proprio questa leggerezza che sta svuotando le urne. Non è disaffezione: è stanchezza. Perché votare, se non si capisce più chi rappresenta cosa? Nelle strade della provincia di Caserta, come in tutta la regione, i manifesti raccontano sempre la stessa storia: volti in posa, slogan generici, nessun programma chiaro. I simboli di partito spariscono (solo in pochi casi sono presenti) come se fossero diventati un imbarazzo, e restano solo i volti dei “trasversali”, pronti ad accomodarsi ovunque ci sia una poltrona libera.  Così, chi ieri militava a sinistra oggi si ritrova serenamente a destra e viceversa senza una parola di spiegazione, senza dibattito, senza coerenza. Il messaggio che arriva ai cittadini è desolante: “votate me, perché potrei essere chiunque”. Nel frattempo, la Regione continua a spendere spesso più di quanto incassi  accumulando un saldo negativo che sfiora centinaia di milioni. Ma nessuno, tra i candidati, sembra voler affrontare davvero il tema.  Come vengono gestite le risorse pubbliche? Dove finiscono i fondi? Quali sono le vere priorità?<br />
Domande semplici, ma scomode. E forse proprio per questo, restano senza risposta. Ecco, allora, su cosa i cittadini campani e in particolare i casertani  meritano risposte concrete, non slogan. Aeroporto di Grazzanise: dopo anni di annunci e rinvii, si torna a parlare di un’apertura al traffico civile e cargo. Ma un decreto non basta: serve un piano operativo chiaro, infrastrutture di collegamento, un impatto ambientale trasparente e un progetto industriale credibile.  Altrimenti, resterà l’ennesima promessa da campagna elettorale.<br />
Nuovo Policlinico di Caserta: sono passati più di 20 anni dalla posa della prima pietra. Tra tagli di nastri e inaugurazioni parziali, la struttura è diventata un simbolo di occasioni mancate.  Il nuovo ospedale e la piastra operatoria sono un’occasione storica per la sanità casertana ma solo se accompagnati da personale stabile, servizi efficienti e una gestione capace di fermare l’esodo sanitario verso Napoli e Roma. Le mura non bastano: la sanità è fatta di persone e competenze. Casello autostradale di Maddaloni e viabilità locale: ad ogni tornata elettorale torna puntuale la promessa, questa volta sarà la volta buona: “apriremo il casello” aspettiamo le elezioni regionali 2025 e il personaggio di turno per inaugurarlo. Nel frattempo, strade dissestate e trasporti carenti isolano i comuni interni, rendendo impossibile lavorare, studiare o anche solo spostarsi con dignità.  Senza infrastrutture, nessun piano di sviluppo può essere credibile. Ambiente e sicurezza del territorio: rifiuti abbandonati, discariche dimenticate, allagamenti, frane, smog. Problemi storici, che si ripresentano ad ogni temporale o cambio di stagione.  La Campania ha bisogno di una politica che non viva solo di emergenze, ma di pianificazione, prevenzione e manutenzione.  L’ambiente non è una voce di bilancio: è la nostra casa. Digitalizzazione e sviluppo green: ci sono ancora intere aree senza fibra o rete mobile stabile. Nel 2025, è inaccettabile.  L’innovazione non è un lusso per pochi, è una condizione per creare lavoro e sviluppo.  Serve una vera strategia su energie rinnovabili, efficienza energetica, microreti locali e incentivi per le imprese green. Formazione, lavoro e Giovani: la Campania è la regione più giovane d’Italia, ma anche quella con il maggior numero di ragazzi che non studiano e non lavorano.  Scuola, università e impresa devono parlarsi, costruendo percorsi formativi che rispecchino le realtà produttive locali — dall’agroindustria alla logistica, dall’artigianato alla tecnologia.  Non bastano slogan sui “cervelli in fuga”: servono opportunità vere per restare. Legalità e trasparenza: Ogni promessa elettorale dovrebbe essere accompagnata da un piano di verifica pubblica: bilanci chiari, spese tracciabili, rendiconti semestrali.<br />
Senza controllo, la parola “cambiamento” resta solo un ritornello buono per i comizi. Alla fine, la rivoluzione parte da chi vota.  E allora, prima di mettere la croce sulla scheda, ogni cittadino dovrebbe chiedere ai candidati a cui darà il  voto:</p>
<p>1. Qual è il mio bisogno concreto che intendi soddisfare nel mio territorio?<br />
2. Con quali risorse regionali, statali o europee prevedi di farlo?<br />
3. Come controllerai la qualità del tuo operato?<br />
4. Perché dovrei fidarmi di te, e non di chi prima di te ha già promesso e fallito?</p>
<p>Se a queste domande non arrivano risposte, la colpa dell’astensionismo non è dei cittadini.  È di una politica che ha smesso di parlare alle persone.<br />
E allora sì, la gente non vota. Ma forse, semplicemente, non trova più nessuno per cui valga la pena farlo.</p>
<p style="font-weight: 400">
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		<title>Il Psi cresce e si compatta</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/il-psi-cresce-e-si-compatta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Merola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 15:32:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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<p>Il Partito Socialista Italiano in provincia di Caserta guarda con determinazione alle prossime elezioni regionali. Dopo mesi di lavoro sul territorio, il coordinatore provinciale Romolo Vignola traccia un bilancio positivo: “Il lavoro di questi mesi ha pagato – afferma – l’aver riannodato i fili con le parti sociali, l’essere entrati in tante istituzioni e aver [&#8230;]</p>
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<p data-start="834" data-end="1290">L’obiettivo dichiarato è ambizioso: <strong data-start="870" data-end="934">riportare un rappresentante casertano in Consiglio Regionale</strong>. “Sappiamo che è una sfida difficile, ma alla nostra portata – spiega Vignola –. L’entusiasmo che si respira intorno al partito ci permette di guardare con ottimismo al risultato. Con la dirigenza del Psi e il coordinamento di <em data-start="1162" data-end="1179">Avanti Campania</em> siamo impegnati a scegliere i nomi migliori per aiutare il partito a eleggere il suo consigliere regionale”.</p>
<p data-start="1292" data-end="1694">Secondo Vignola, la selezione dei candidati partirà “da quelle compagne e quei compagni che, con generosità e senza fare calcoli, hanno già dato la loro disponibilità”. Attualmente, la lista di aspiranti supera di gran lunga gli otto posti previsti: professionisti, amministratori, rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali, tutti pronti a portare il proprio contributo di idee e valori.</p>
<p data-start="1696" data-end="1998">Il coordinatore provinciale conclude con un messaggio unitario: “A prescindere da chi sarà schierato, tutto il partito si muoverà insieme per arrivare al risultato. Il Psi è una squadra compatta, dove vecchia guardia e nuovi arrivati viaggiano all’unisono. Il Psi è un partito, non un tram politico”.</p>
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		<title>PSI Caserta: nasce il Coordinamento Femminile</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/psi-caserta-nasce-il-coordinamento-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Merola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 17:36:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1170" height="1594" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/08/COORDINAMENTO-FEMMINILE-PSI-CASERTA-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/08/COORDINAMENTO-FEMMINILE-PSI-CASERTA-.jpg 1170w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/08/COORDINAMENTO-FEMMINILE-PSI-CASERTA--440x600.jpg 440w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/08/COORDINAMENTO-FEMMINILE-PSI-CASERTA--768x1046.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/08/COORDINAMENTO-FEMMINILE-PSI-CASERTA--1127x1536.jpg 1127w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></div>
<p>Una nuova stagione per la politica locale si apre a Caserta con la nascita del Coordinamento Femminile del Partito Socialista Italiano, un progetto ambizioso che mira a dare centralità e voce alle donne all’interno della vita politica cittadina e provinciale. È stato ufficializzato il Coordinamento Femminile del PSI Caserta, voluto e guidato dalla responsabile donne [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1170" height="1594" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/08/COORDINAMENTO-FEMMINILE-PSI-CASERTA-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/08/COORDINAMENTO-FEMMINILE-PSI-CASERTA-.jpg 1170w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/08/COORDINAMENTO-FEMMINILE-PSI-CASERTA--440x600.jpg 440w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/08/COORDINAMENTO-FEMMINILE-PSI-CASERTA--768x1046.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/08/COORDINAMENTO-FEMMINILE-PSI-CASERTA--1127x1536.jpg 1127w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></div><p style="font-weight: 400"><em>Una nuova stagione per la politica locale si apre a Caserta con la nascita del Coordinamento Femminile del Partito Socialista Italiano, un progetto ambizioso che mira a dare centralità e voce alle donne all’interno della vita politica cittadina e provinciale.</em></p>
<p style="font-weight: 400" data-start="599" data-end="1031">È stato ufficializzato il Coordinamento Femminile del PSI Caserta, voluto e guidato dalla responsabile donne Francesca Giannini, che ha sottolineato l&#8217;importanza di questo passaggio come &#8220;segno tangibile di radicamento e partecipazione attiva sul territorio&#8221;, in piena sinergia con il Coordinatore provinciale Romolo Vignola, quello cittadino Antonio De Falco, il segretario regionale Michele Tarantino e quello nazionale Enzo Maraio.</p>
<p style="font-weight: 400" data-start="1033" data-end="1266">«Non sarà una riserva indiana – ha spiegato Giannini – ma uno spazio aperto e operativo dove donne di esperienze professionali e culturali diverse si confronteranno per costruire una presenza politica nuova, competente, inclusiva».</p>
<p style="font-weight: 400" data-start="1268" data-end="1626">Il Coordinamento, infatti, è aperto a tutte le donne che vogliono impegnarsi, contribuire con idee e progettualità, e partecipare in prima persona alla costruzione di un futuro più equo e rappresentativo. «È una vera e propria chiamata all’azione – ha aggiunto – rivolta a chi crede nella forza del dialogo, del lavoro di rete e della partecipazione civica».</p>
<p style="font-weight: 400" data-start="1628" data-end="1896">A comporre il coordinamento provvisorio sono Arianna Carrino, Isabella Casapulla, Desyderia De Falco, Gabriella Perrotta e la new entry Maddalena De Crescenzo, il cui ingresso rafforza ulteriormente il gruppo e conferma l’apertura del PSI a nuove energie e competenze.</p>
<p style="font-weight: 400" data-start="1898" data-end="2122">Il Partito Socialista Casertano annuncia, inoltre, un autunno ricco di iniziative pensate per rafforzare il protagonismo femminile e il legame con la cittadinanza: un vero e proprio laboratorio di idee, confronto e proposta.</p>
<p style="font-weight: 400" data-start="2124" data-end="2341">Con questa iniziativa, il PSI conferma ancora una volta la sua vocazione riformista e progressista, costruendo spazi concreti per una politica che parli alle persone e metta al centro il valore e la forza delle donne.</p>
<p style="font-weight: 400">
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		<item>
		<title>Maffei lascia la Reggia: bilancio di una gestione tra luci e ombre</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/maffei-lascia-la-reggia-bilancio-di-una-gestione-tra-luci-e-ombre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Merola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 13:55:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1600" height="1200" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/07/REGGIA-DI-CASERTA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/07/REGGIA-DI-CASERTA.jpg 1600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/07/REGGIA-DI-CASERTA-600x450.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/07/REGGIA-DI-CASERTA-768x576.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/07/REGGIA-DI-CASERTA-1536x1152.jpg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/07/REGGIA-DI-CASERTA-86x64.jpg 86w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></div>
<p>Con la conclusione del mandato di Tiziana Maffei alla guida della Reggia di Caserta, è tempo di bilanci. Sei anni alla testa di un patrimonio complesso, tra riconoscimenti internazionali, restauri, una crescita costante dei visitatori, ma anche episodi controversi, ritardi amministrativi e critiche da cittadini ed esperti. Indubbiamente la Reggia è tornata a essere un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/maffei-lascia-la-reggia-bilancio-di-una-gestione-tra-luci-e-ombre/">Maffei lascia la Reggia: bilancio di una gestione tra luci e ombre</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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Sei anni alla testa di un patrimonio complesso, tra riconoscimenti internazionali, restauri, una crescita costante dei visitatori, ma anche episodi controversi, ritardi amministrativi e critiche da cittadini ed esperti. Indubbiamente la Reggia è tornata a essere un polo d’attrazione di primo piano: nel 2024 ha sfiorato il milione di ingressi e le visite scolastiche che in alcuni periodi dell’anno costituiscono una fetta importante delle presenze sono aumentate notevolmente. Il sito ha ricevuto il premio City’Scape per la gestione sostenibile del Parco Reale, sono stati completati restauri significativi come quello della Gran Galleria, e avviato il progetto per trasformare l’ex convento dei Passionisti in un hub culturale. Questi risultati testimoniano una visione di medio-lungo termine, supportata da una riorganizzazione dell’organigramma e da una programmazione più trasparente. Nonostante questi riconoscimenti, la gestione del Parco Reale è stata oggetto di osservazioni critiche, spesso costruttive, da parte di agronomi, architetti e storici, che hanno segnalato potature scorrette, piante morte lasciate in loco e un approccio giudicato “inadeguato” alla cura del verde storico. Secondo fonti giornalistiche, una segnalazione formale sarebbe arrivata persino al Ministero della Cultura per denunciare potenziali danni irreversibili al patrimonio. Un capitolo a parte meritano le guide turistiche e gli operatori che ogni giorno promuovono la Reggia nei loro percorsi: sarebbe stato utile, per un bilancio davvero completo, raccogliere anche il loro punto di vista, essendo in prima linea nel verificare orari, chiusure, eventi e programmazione. Sul fronte della comunicazione, la direttrice ha introdotto un rebranding istituzionale, incontri aperti al pubblico e un dialogo costante con media e operatori culturali. Tuttavia, non tutte le scelte si sono rivelate fortunate. Emblematico il caso del nuovo logo, lanciato nel 2020 e subito bersagliato di critiche per la somiglianza con il marchio di Roger Federer. Definito “inadatto” a un sito UNESCO e ribattezzato dalla stampa “logo della discordia” o addirittura “figuraccia”, fu ritirato in fretta dopo una dura campagna mediatica. A pesare sulla percezione generale sono state anche le continue chiusure di spazi iconici: il Teatro di Corte, reso visitabile grazie ai volontari del Touring Club Italiano con il progetto “Aperti per voi”, resta comunque inaccessibile in molti giorni festivi e solo in occasione di mostre, riscontriamo aperture straordinarie. Gli Appartamenti Reali e il Giardino Inglese hanno subito numerose chiusure impreviste per lavori o carenze di personale, generando disagio e delusione tra i visitatori e coloro che promuovono la Reggia nei loro percorsi turistici. Non meno controversa è stata la gestione comunicativa dell’opera  <i>Il Terzo Paradiso </i>di Michelangelo Pistoletto, donata alla Reggia e installata nel Bosco Vecchio. Per un intervento di tale rilevanza internazionale, la comunicazione è apparsa carente: limitata alla sola inaugurazione, poco promossa e senza una segnaletica adeguata, tanto che oggi i visitatori devono cercarla e, spesso, chiedere indicazioni ai custodi per poterla trovare. Oggi la Reggia di Caserta resta un capolavoro fragile, che richiede cura costante e un rapporto più saldo con la comunità. La gestione Maffei ha senz’altro lasciato un segno positivo in termini di progettualità e visibilità internazionale, ma ha anche evidenziato una lunga lista di questioni aperte: dalla manutenzione ordinaria al rafforzamento dell’organizzazione interna, passando per un’efficace integrazione con il territorio. Al termine del suo mandato, sarebbe stato auspicabile che la direttrice sapesse riconoscere, con onestà, tre aspetti fondamentali del suo percorso: le cose fatte, le cose rimaste incompiute e le cose che, pur provando, non è riuscita a realizzare. Solo così la Reggia potrà davvero aprire un nuovo capitolo consapevole, imparando dai propri errori e valorizzando i successi per continuare a meravigliare ogni giorno con i fatti, non solo con le parole. Resta tuttavia una domanda che continua a pesare, senza trovare risposta: perché i direttori della Reggia non riescono a fare davvero sistema con la città? Perché non partire, ad esempio, dall’apertura del meraviglioso Giardino della Flora e dal coinvolgimento pieno del territorio? Sfide ancora tutte da raccogliere</p>
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		<title>PSI Caserta, Vignola chiama a raccolta la comunità socialista</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/psi-caserta-vignola-chiama-a-raccolta-la-comunita-socialista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Merola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 16:41:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1776" height="1100" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/07/BELVEDERE-NEWS.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/07/BELVEDERE-NEWS.jpeg 1776w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/07/BELVEDERE-NEWS-600x372.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/07/BELVEDERE-NEWS-768x476.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/07/BELVEDERE-NEWS-1536x951.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1776px) 100vw, 1776px" /></div>
<p>PSI Caserta: appuntamento da non perdere con l’Assemblea Provinciale guidata da Romolo Vignola In vista delle elezioni regionali in Campania, il Partito Socialista Italiano si prepara a un momento decisivo per la comunità socialista casertana: l’assemblea provinciale, che si terrà venerdì 11 luglio alle ore 19:00 presso Palazzo Paternò, via San Carlo, Caserta. L’iniziativa, fortemente voluta [&#8230;]</p>
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<p align="center"><strong>PSI Caserta: appuntamento da non perdere con</strong></p>
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<p align="center"><strong>l’Assemblea Provinciale guidata da Romolo Vignola</strong></p>
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<p>In vista delle elezioni regionali in Campania, il Partito Socialista Italiano si prepara a un momento decisivo per la comunità socialista casertana: l’assemblea provinciale, che si terrà<span class="apple-converted-space"> </span><strong>venerdì 11 luglio alle ore 19:00 presso Palazzo Paternò, via San Carlo, Caserta</strong>.</p>
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<p>L’iniziativa, fortemente voluta e coordinata da<span class="apple-converted-space"> </span><strong>Romolo Vignola</strong>, punto di riferimento e motore della squadra provinciale, sarà un’occasione per rilanciare le idee, i valori e la proposta politica riformista dei socialisti sul territorio.</p>
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<p>Vignola, in qualità di coordinatore provinciale del PSI, guiderà il confronto insieme al Segretario Nazionale<span class="apple-converted-space"> </span><strong>Enzo Maraio </strong>e alle principali cariche regionali, istituzionali e locali del partito, mettendo al centro il protagonismo della base e dei territori.</p>
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<p>“Ripartiamo da Caserta – ha sottolineato Romolo Vignola – per costruire un nuovo protagonismo socialista, contro la logica dei personalismi e del potere fine a sé stesso, con passione e visione.”</p>
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<p>La cittadinanza, i simpatizzanti e chiunque creda in una politica fondata su valori, competenze e visione è invitato a partecipare.</p>
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		<title>All’Opera Sant’Anna la solidarietà è  una tavola sempre apparecchiata</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/allopera-santanna-la-solidarieta-e-una-tavola-sempre-apparecchiata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Merola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 14:24:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1392" height="975" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/OPERA-SANTANNA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/OPERA-SANTANNA.jpg 1392w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/OPERA-SANTANNA-600x420.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/OPERA-SANTANNA-768x538.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1392px) 100vw, 1392px" /></div>
<p>A Caserta in Via Vico 77 c’è un posto dove nessuno ti chiede chi sei, da dove vieni o cosa hai sbagliato. Ti chiedono solo: Hai fame?” — “Siediti, qui c’è un posto anche per te.” È l’Opera Sant’Anna, ma chi la conosce davvero sa che non è solo un’associazione. È un rifugio. Un abbraccio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1392" height="975" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/OPERA-SANTANNA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/OPERA-SANTANNA.jpg 1392w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/OPERA-SANTANNA-600x420.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/OPERA-SANTANNA-768x538.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1392px) 100vw, 1392px" /></div><div>
<p>A Caserta in Via Vico 77 c’è un posto dove nessuno ti chiede chi sei, da dove vieni o cosa hai sbagliato. Ti chiedono solo: <strong>Hai fame?” — “Siediti, qui c’è un posto anche per te.” </strong>È l’Opera Sant’Anna, ma chi la conosce davvero sa che non è solo un’associazione. È un rifugio. Un abbraccio caldo in un giorno freddo. È il luogo dove il lunedì, mercoledì e venerdì si apparecchia alle 19:00 una tavola che sa di accoglienza, rispetto, dignità. E amore. Anche quando nessuno lo dice, si sente.  <strong>Oggi, per accedere al pasto, è richiesto un documento di identità.</strong> Un cambiamento semplice, introdotto per garantire ordine e sicurezza, ma che non snatura in alcun modo il cuore dell’iniziativa:<span class="apple-converted-space"> </span><strong data-start="747" data-end="770">nessuno resta fuori</strong>. Basta una carta di identità. <strong>Non per selezionare, ma per organizzare e censire le persone</strong>. Perché l&#8217;accoglienza vera è anche cura, attenzione, responsabilità. L’Opera Sant’Anna resta un luogo dove<span class="apple-converted-space"> </span><strong data-start="951" data-end="1007">nessuno chiede da dove vieni, ma solo se hai bisogno</strong>. E se hai fame, un piatto caldo ti aspetta. Sempre.</p>
</div>
<p style="font-weight: 400"><strong>Una porta che si apre sempre</strong></p>
<p style="font-weight: 400">Intorno alle 16 inizia il rito. Silenzioso, ma pieno di senso. Qualcuno affetta il pane con cura, qualcuno sistema l’acqua nei bicchieri, qualcuno dispone le posate come se fosse una cena importante. Non ci sono comande né turni da rispettare. C’è solo una regola: <strong>far sentire chi arriva meno solo.</strong> I volontari hanno scelto di mettere il proprio tempo a disposizione degli altri. C’è chi cucina con la tenerezza di una madre, chi serve i piatti con il rispetto di un fratello, chi sorride come se ogni volto davanti a sé fosse quello di un amico perso e ritrovato. E poi ci sono i ragazzi, giovanissimi, che scelgono di imparare qui cosa significa “servire” senza aspettarsi nulla in cambio. E finiscono per imparare molto più di quanto immaginassero. Poi ci sono quelli che hanno fatto parte della squadra, ma che il lavoro ha portato lontano da Caserta. Eppure, ogni volta che possono, tornano di corsa per ritrovare gli amici volontari e abbracciare chi guida questa piccola, grande famiglia.</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Le Feste che accendono gli occhi</strong></p>
<p style="font-weight: 400">A Natale, il santuario di Sant’Anna si trasforma. Non è magia, ma ci va vicino. I tavoli si uniscono, i piatti si fanno più curati, le luci più calde. Tutti insieme – chi cucina, chi serve, chi riceve – diventano una sola grande famiglia. In quell’atmosfera, un uomo si alza, con gli occhi lucidi, e sussurra: <strong>“Per la prima volta, mi sono sentito parte di qualcosa.”</strong> A Pasqua, qui si resta aperti. Perché il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua sono forse i giorni più silenziosi dell’anno. E il silenzio pesa di più, quando non hai nessuno. Allora una tavola apparecchiata, una parola gentile, un piatto caldo… diventano un segno. Che dice: <strong>non sei dimenticato.</strong></p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Un libro che profuma di casa</strong></p>
<p style="font-weight: 400">C’è stato un momento in cui qualcuno ha detto: “Perché non raccogliamo le ricette del cuore?” E così è nato un libro diverso da tutti gli altri. Non solo piatti: storie. Gesti. Mani che mescolano ingredienti e memorie. Ogni pagina è una carezza, ogni ricetta una dichiarazione d’amore verso la vita. I proventi? Tutti destinati a sostenere proprio quell’abbraccio quotidiano che l’Opera Sant’Anna rappresenta.</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Le storie dietro le stoviglie</strong></p>
<p style="font-weight: 400">Dietro ogni piatto servito, c’è una storia. C’è chi ha vissuto per anni per strada, e oggi viene a dare una mano, ogni giorno. Perché <strong>“qui ho imparato a rialzarmi.”</strong> C’è chi, dopo aver ricevuto, torna per offrire qualcosa del proprio mondo. Una madre, un giorno, ha cucinato per tutti il piatto tipico del suo paese: <strong>“Volevo dire grazie, a modo mio.”</strong></p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Una comunità che accoglie non giudica</strong></p>
<p style="font-weight: 400">All’Opera Sant’Anna non servono documenti. Non servono giustificazioni. Basta esserci.<br />
E spesso si entra con le spalle curve e si esce con lo sguardo un po’ più alto. Perché qui i ruoli si confondono: chi serve e chi riceve si scambiano continuamente di posto. È questo il miracolo silenzioso che accade ogni giorno: <strong>non si dà solo un pasto, si dà una possibilità.</strong></p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Il bene quotidiano che non fa rumore</strong></p>
<p style="font-weight: 400">Viviamo tempi in cui si parla spesso di ciò che manca. Di ciò che non funziona. Ma ci sono posti come questo, dove ogni giorno si costruisce il bene, silenziosamente. Non serve clamore. Non servono titoli. Serve solo continuare. Perché la vera rivoluzione è una tavola sempre apparecchiata. E qualcuno che ti guarda negli occhi e ti dice: “Benvenuto, siediti con noi.”</p>
<p style="font-weight: 400">“Non è solo questione di dare da mangiare,” racconta <strong>Francesco Marzano</strong>, il presidente. “È creare un posto dove chiunque possa sentirsi meno solo. Dove anche chi ha perso tutto, ritrova almeno un sorriso.”</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Il tuo aiuto può fare la differenza</strong></p>
<p style="font-weight: 400">Se anche tu credi in questo abbraccio quotidiano, puoi sostenerlo con un piccolo ma prezioso gesto. <strong>Dona il tuo 5×1000 all’Opera Sant’Anna.</strong> Inserisci nella tua dichiarazione dei redditi il codice fiscale: <strong>93085710619</strong> E scegli di far parte di questa grande tavola, dove nessuno viene mai lasciato indietro.</p>
<p style="font-weight: 400">
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		<title>Giovanni Tariello, l’artista che fece dell’arte  un solco nella terra (e nella memoria)</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/giovanni-tariello-lartista-che-fece-dellarte-un-solco-nella-terra-e-nella-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Merola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 15:47:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="2560" height="1574" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/Tariello-Giovani-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/Tariello-Giovani-scaled.jpeg 2560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/Tariello-Giovani-600x369.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/Tariello-Giovani-768x472.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/Tariello-Giovani-1536x944.jpeg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/Tariello-Giovani-2048x1259.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div>
<p>Conosco Giovanni Tariello da tanto tempo. Per me è sempre stato un punto di riferimento per l’arte nella nostra città, fin da quando nei luoghi più comuni e apparentemente lontani dalla scena culturale – come Castel Morrone – realizzava performance che lasciavano il segno. Lo ricordo nelle sue azioni collettive, nei laboratori con i bambini, nei gesti che parlavano di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/giovanni-tariello-lartista-che-fece-dellarte-un-solco-nella-terra-e-nella-memoria/">Giovanni Tariello, l’artista che fece dell’arte  un solco nella terra (e nella memoria)</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="2560" height="1574" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/Tariello-Giovani-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/Tariello-Giovani-scaled.jpeg 2560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/Tariello-Giovani-600x369.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/Tariello-Giovani-768x472.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/Tariello-Giovani-1536x944.jpeg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/Tariello-Giovani-2048x1259.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div><p style="font-weight: 400">Conosco <strong data-start="322" data-end="343">Giovanni Tariello</strong> da tanto tempo. Per me è sempre stato <strong data-start="382" data-end="439">un punto di riferimento per l’arte nella nostra città</strong>, fin da quando nei luoghi più comuni e apparentemente lontani dalla scena culturale – <strong data-start="526" data-end="549">come Castel Morrone</strong> – realizzava performance che lasciavano il segno. Lo ricordo nelle sue azioni collettive, nei laboratori con i bambini, nei gesti che parlavano di terra, memoria e dignità. E poi, lontano da qui, in Francia, dove il suo lavoro <strong data-start="777" data-end="803">“Il lavoro sul lavoro”</strong>, è stato – e lo è ancora oggi – <strong data-start="901" data-end="984">un segno distintivo fortissimo di cosa significhi essere arte, e non solo farla</strong>.Il nuovo catalogo “Giovanni Tariello e gli anni ’70. Castel Morrone nel panorama artistico nazionale”, edito da Terre Blu, racconta quel decennio speciale in cui l’arte non stava solo nei musei, ma nelle piazze, nei campi, nelle case, tra la gente.</p>
<p style="font-weight: 400">Il solco rosso: quando un aratro diventa arte</p>
<p style="font-weight: 400">Era il 1975. A Caserta si celebrava il Festival dell’Unità. Nei giardini della Reggia, Giovanni Tariello tracciò un lungo solco rosso, attraversando simbolicamente il mondo. Un happening concettuale, ma anche un atto d’amore per la sua terra. Con un aratro vero, di quelli usati nei campi, “squarciò” una grande mappa terrestre fatta di plastica e carta da giornale, mostrando ciò che stava sotto: la verità della terra.</p>
<p style="font-weight: 400"><em>“C’è un solco nella memoria. Una lunga linea tracciata tra i ricordi e le terre, una ferita, un vulnus che scorre tra i campi e la superficie della tela”</em>, scrive il critico <strong>Enzo Battarra</strong>, restituendo la forza simbolica di quel gesto.</p>
<p style="font-weight: 400">Per <strong>Enrico Crispolti</strong>, uno dei maggiori storici dell’arte italiana, Tariello rappresentava qualcosa di raro:</p>
<p style="font-weight: 400"><em>“Una capacità di restituire all’arte il senso del rito, della partecipazione. La sua azione è un’arte civile, che non vuole restare chiusa nei musei, ma cerca il contatto con la terra, con le mani e con la memoria.”</em></p>
<p style="font-weight: 400">Una comunità intera dentro un’opera</p>
<p style="font-weight: 400">Giovanni Tariello non lavorava da solo. Le sue opere coinvolgevano bambini, anziani, famiglie. La gente del paese diventava arte viva. Come in “La grande botta” (1978), dove si raccontava il mondo contadino con oggetti, canti, fotografie, danze, giochi popolari. Oppure in “La campana / ’U tizù”, dove il famoso gioco infantile diventava metafora della vita: un viaggio verso il cielo, con il sasso che salta da una casella all’altra come l’anima nel tempo.</p>
<p style="font-weight: 400">Nel 1978, con “I 12 mesi”, Tariello portò per le strade di Castel Morrone unaprocessione laica fatta di asini addobbati, contadini in costume, canti, simboli e storie: il tempo diventava teatro.</p>
<p style="font-weight: 400"><em>“Il sogno americano diventa il sogno morronese. Il sogno di un popolo. Dove tutti sono personaggi e protagonisti della scena”</em>, aggiunge <strong>Enzo</strong> <strong>Battarra</strong> con una frase che sembra una dichiarazione di poetica.</p>
<p style="font-weight: 400">Un’eredità che oggi parla ancora</p>
<p style="font-weight: 400">Giovanni Tariello non cercava fama. Eppure, il suo modo di fare arte anticipava temi che oggi ci interrogano: la sostenibilità, l’identità locale, la relazione tra uomo e natura, l’arte come partecipazione. I suoi lavori non erano pensati per essere venduti o appesi a una parete: vivevano nei volti, nei gesti, nei racconti.</p>
<p style="font-weight: 400">E Castel Morrone, quel piccolo paese che molti non saprebbero nemmeno collocare sulla mappa, diventava, per qualche anno, un centro propulsivo di avanguardia, visitato da critici, artisti, registi, studiosi.</p>
<p style="font-weight: 400">Anche <strong>Toni Servillo</strong>, in una testimonianza del 1998, ha raccontato con rispetto il proprio incontro con l’opera di Tariello:</p>
<p style="font-weight: 400"><em>“Mi ha fatto capire che si può essere significativi col proprio segno, proprio nel momento in cui ci si separa dall’attualità.”</em></p>
<p style="font-weight: 400">L’arte come semina</p>
<p style="font-weight: 400">Oggi, il catalogo Terre Blu non è solo un omaggio: è un invito a riscoprire un Sud che ha saputo creare, innovare, stupire. A ricordarci che l’arte vera nasce dal bisogno di dire qualcosa, di lasciare un segno, anche solo tracciando un solco.</p>
<p style="font-weight: 400">Perché da lì, anche nel cuore dell’inverno, può nascere una nuova primavera.</p>
<p style="font-weight: 400">
<p style="font-weight: 400">
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/giovanni-tariello-lartista-che-fece-dellarte-un-solco-nella-terra-e-nella-memoria/">Giovanni Tariello, l’artista che fece dell’arte  un solco nella terra (e nella memoria)</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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		<title>Atelier Follie: il cuore pop di Caserta tra design, vinili e arte senza tempo</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/atelier-follie-il-cuore-pop-di-caserta-tra-design-vinili-e-arte-senza-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Merola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 16:27:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="2560" height="1920" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-scaled.jpeg 2560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-600x450.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-768x576.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-86x64.jpeg 86w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div>
<p>Nel cuore pulsante di Caserta, precisamente in via San Giovanni, vive e respira un luogo che non è solo spazio espositivo, ma vero e proprio laboratorio creativo: Atelier Follie, l’universo visionario di Gino Borzacchiello, appassionato collezionista di vinili, cultore del modernariato e della pop art, instancabile organizzatore di eventi che uniscono arte, musica e memoria. La sua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="2560" height="1920" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-scaled.jpeg 2560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-600x450.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-768x576.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/06/gino-borzacchiello-1-86x64.jpeg 86w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div><div>
<p>Nel cuore pulsante di Caserta, precisamente in via San Giovanni, vive e respira un luogo che non è solo spazio espositivo, ma vero e proprio laboratorio creativo:<span class="apple-converted-space"> </span><strong>Atelier Follie</strong>, l’universo visionario di<span class="apple-converted-space"> </span><strong>Gino Borzacchiello</strong>, appassionato collezionista di vinili, cultore del modernariato e della pop art, instancabile organizzatore di eventi che uniscono arte, musica e memoria.</p>
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<p>La sua passione, nata da lontano, oggi prende forma in un progetto culturale che intreccia recupero, esposizione e divulgazione: dalle<span class="apple-converted-space"> </span><strong>spille anni ’50 alle sedie di design ricercato</strong>, dai<span class="apple-converted-space"> </span><strong>vinili rari</strong><span class="apple-converted-space"> </span>alle<span class="apple-converted-space"> </span><strong>opere di artisti come Andy Warhol</strong>, <strong>Mario Schifano, Tano Festa, Bruno Donzelli e Giovanni Tariello, </strong>passando per<span class="apple-converted-space"> </span><strong>serigrafie e stampe d’autore</strong>. L’Atelier è una galleria, ma anche un contenitore vivo, in cui gli oggetti raccontano storie, epoche, emozioni.</p>
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<p>Non solo esposizione, ma vera animazione culturale.<span class="apple-converted-space"> </span><strong>Atelier Follie è anche evento, esperienza, contaminazione</strong>. Dalle serate “<strong>pigiama arte</strong>”, in cui i primi dieci ospiti in pigiama ricevono un gadget esclusivo, agli aperitivi tematici che fondono<span class="apple-converted-space"> </span><strong>fotografia, arte e musica</strong>, fino alle serate dedicate ai<span class="apple-converted-space"> </span><strong>vinili storici</strong>, da ascoltare sorseggiando un calice di vino.</p>
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<p>Un luogo eclettico, che si trasforma a seconda dell’ispirazione e dell’energia dei suoi protagonisti. All’interno, un<span class="apple-converted-space"> </span><strong>laboratorio artigianale</strong><span class="apple-converted-space"> </span>permette la creazione di oggetti unici, mentre lo spirito cosmopolita di Borzacchiello – alimentato da continue ricerche in giro per il mondo – porta a Caserta suggestioni, pezzi unici e idee sempre nuove.</p>
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<p>E poi le collaborazioni con il cinema, le scenografie per film, le<span class="apple-converted-space"> </span><strong>videoinstallazioni</strong><span class="apple-converted-space"> </span>e, soprattutto, il sostegno ad <strong>artisti casertani</strong>, come<span class="apple-converted-space"> </span><strong>Del Gaudio, Mimmo Vastano, Rino Telaro</strong>. Perché Atelier Follie è anche trampolino, microfono aperto, casa accogliente per chi vuole raccontare la propria arte.</p>
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<p>Con l’arrivo dell’estate,<span class="apple-converted-space"> </span><strong>happening e performance musicali</strong><span class="apple-converted-space"> </span>animeranno lo spazio, trasformandolo in un punto di incontro dove<span class="apple-converted-space"> </span><strong>arte, musica e convivialità si fondono</strong>, offrendo alla città una proposta culturale diversa, accessibile, emozionante.</p>
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<p><strong>Atelier Follie è, in fondo, un piccolo grande atto d’amore per Caserta</strong>. Un luogo magico, dove tutto può accadere.</p>
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		<title>&#8220;Maresa&#8221;: una voce per tutte, un’eredità di consapevolezza</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/maresa-una-voce-per-tutte-uneredita-di-consapevolezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Merola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 16:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1131" height="1600" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/05/locandina-evento-22-mggio-2025.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/05/locandina-evento-22-mggio-2025.jpg 1131w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/05/locandina-evento-22-mggio-2025-424x600.jpg 424w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/05/locandina-evento-22-mggio-2025-768x1086.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/05/locandina-evento-22-mggio-2025-1086x1536.jpg 1086w" sizes="auto, (max-width: 1131px) 100vw, 1131px" /></div>
<p> “Ma non dovevo insegnarti ad amare?” È la frase che segna l’anima di Maresa, romanzo della compianta professoressa e scrittrice Angela Porfidia, che sarà al centro di un incontro di riflessione e confronto promosso dal gruppo “SegnaLibro” del Comitato Città Viva, in programma giovedì 22 maggio alle ore 18:30, presso la Biblioteca Tonino Casolaro, in via Volturno 30, a Caserta. Non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1131" height="1600" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/05/locandina-evento-22-mggio-2025.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/05/locandina-evento-22-mggio-2025.jpg 1131w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/05/locandina-evento-22-mggio-2025-424x600.jpg 424w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/05/locandina-evento-22-mggio-2025-768x1086.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/05/locandina-evento-22-mggio-2025-1086x1536.jpg 1086w" sizes="auto, (max-width: 1131px) 100vw, 1131px" /></div><p style="font-weight: 400"><em> “Ma non dovevo insegnarti ad amare?”</em> È la frase che segna l’anima di <em>Maresa</em>, romanzo della compianta professoressa e scrittrice <strong>Angela Porfidia</strong>, che sarà al centro di un incontro di riflessione e confronto promosso dal gruppo “SegnaLibro” del <strong>Comitato Città Viva</strong>, in programma <strong>giovedì 22 maggio alle ore 18:30</strong>, presso la <strong>Biblioteca Tonino Casolaro</strong>, in via Volturno 30, a Caserta.</p>
<p style="font-weight: 400">Non è solo una presentazione, ma un momento di memoria viva e partecipata, dedicato a un libro che continua a parlare con forza al nostro presente. <em>Maresa</em> affronta, con una scrittura colta e appassionata, il tema della <strong>violenza psicologica nelle relazioni</strong>, spesso invisibile ma profondamente devastante. È un viaggio nelle pieghe dell’animo umano, nelle trappole affettive che si confondono con l’amore, nella fatica di rompere legami che fanno male.</p>
<p style="font-weight: 400">Il romanzo, pubblicato da <strong>Terra Somnia</strong>, ha ricevuto <strong>numerosi premi e riconoscimenti in importanti luoghi di cultura in tutta Italia</strong>, per la sua capacità di dare voce, con grazia e verità, a esperienze troppo spesso taciute.</p>
<p style="font-weight: 400">A dialogare sul libro saranno lo scrittore e editore <strong>Paolo Miggiano</strong>, insieme a <strong>Virginia Boniello</strong> e <strong>Livia Malorni</strong> del gruppo SegnaLibro. Sarà un’occasione per restituire spessore e centralità a temi che, purtroppo, restano di drammatica attualità, come dimostrano le cronache di questi mesi: donne che spariscono, che vengono ferite, che non trovano ascolto. Donne che, come Maresa, imparano a riconoscere il confine tra amore e sopraffazione, tra seduzione e controllo.</p>
<p style="font-weight: 400">Angela Porfidia, scomparsa nel febbraio 2024, lascia un’opera che è già diventata <strong>testimonianza civile ed eredità culturale</strong>, capace di parlare alle coscienze e di accompagnare chi cerca parole giuste per nominare il dolore e riscoprire la propria forza.</p>
<p style="font-weight: 400">Un invito alla lettura, ma anche all’ascolto. Perché <em>Maresa</em> non è solo un personaggio:</p>
<p style="font-weight: 400">è una storia che riguarda tutti.</p>
<p><a href="https://www.maresa.it">www.maresa.it</a></p>
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