CASTEL VOLTURNO. SI INSEDIA IL COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO PER I MIGRANTI TRA SPERANZE E PERPLESSITA’

CASTEL VOLTURNO. Si è insediato oggi 21 agosto 2017 presso la Prefettura di Caserta il commissario straordinario del Governo per l’area del Comune di Castel Volturno.

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Il prefetto Francesco Antonio Cappetta è stato nominato con un decreto del presidente del consiglio dei ministri il 10 agosto scorso per “il superamento delle situazioni di particolare degrado di quell’area caratterizzata da una massiva concentrazione di cittadini stranieri”.

I migranti presenti sul territorio di Castel Volturno sono ufficialmente quasi quattromila. Tuttavia la Caritas, in un rapporto del 2015, stima che siano oltre  15mila laddove la  popolazione complessiva e’ di circa 25mila abitanti.

Prevalentemente senza documenti, vivono in edifici abbandonati e fatiscenti di cui spesso pagano affitti incongrui ai proprietari. Alcuni raccontano di essersi spostati qua perché richiamati dalla presenza massiccia di una comunità di connazionali.

Altri dicono di essere stati mandati dalle stesse autorità italiane che in Sicilia, a Milano, a Trieste, hanno consigliato di raggiungere questa terra “perché là non vi fanno i controlli.”

Ma Castel Volturno è, soprattutto, un limbo in cui gran parte degli africani restano intrappolati, conducendo una vita precaria, senza documenti e con un lavoro irregolare e saltuario.

Alla base dell’azione del Commissario Straordinario Cappetta lo stanziamento di fondi da parte del Governo centrale per una somma pari a 50 milioni di euro – decreto legge 91/ 2017 – finalizzati a realizzare piani di accoglienza  e favorire l’integrazione degli immigrati.

L’arrivo  del Commissario Straordinario ai Migranti, accolto con entusiasmo dal Sindaco Dimitri Russo, non viene tuttavia guardato con favore da una parte della popolazione  che teme che , in realta’, l’obiettivo del governo sia quello di  favorire la stabilizzazione del grosso numero di stranieri presenti  nella localita’ rivierasca.

Per il momento Castel Volturno  resta un luogo post apocalittico .

La Domitiana, la strada che il sovrano romano Domiziano volle per collegare meglio Pozzuoli ai territori dell’Impero, dei fasti antichi non conserva nulla — se non la dimensione, e un nome evocativo.

Le ville, con statue squarciate, fontane abbandonate e scheletri di strutture incomplete, richiamano costantemente la fine del sogno borghese degli anni Sessanta.

Là dove doveva villeggiare la Napoli bene, ora vivono ammassati migliaia di africani che spesso non hanno neanche l’acqua corrente.

Da domani, forse , a Castel Volturno un nuovo modo , legittimo, di gestire l’integrazione e la tutela dei diritti umani, non solo dei migranti ma anche dei residenti.