VILLA LITERNO: LA DDA CONTRO IL NO DEL GIP

Il motivo del contendere riguarda la misura cautelare per Vincenzo Sagliocchi

VILLA LITERNO – Sembra un pò quello che succede in ogni famiglia. Questa volta però “il motivo del contendere” riguarda il mondo della giustizia.

Per essere precisi tutto inizia dal no del gip alla misura cautelare nei confronti di Vincenzo Sagliocchi, Raffaella Passarelli ed Emilio Botta.

Entrambi sono coinvolti con l’inchiesta che ha determinato l’arresto di Michele Patrizio Sagliocchi difeso dall’avv. Giovanni Santelli.

I capi di accusa nei loro confronti formulati dalla procura distrettuale sono l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita aggravata dalla finalità mafiosa.

I tre imputati, infatti, approfittando avrebbero eseguito una serie di operazioni finanziarie con il denaro guadagnato da Michele Patrizio Sagliocchi, di anni 70 e padre di Vincenzo.

Sempre secondo le ricostruzioni effettuate dalla Dda, inoltre, la Passarelli al fine di “ripulire” il denaro del marito dirottando gli importi alla Immobiliare San Carlo Caserta srl, ha provveduto ad effettuare ben 4 bonifici di 50 mila euro ciascuno nel periodo compreso tra il 12 e il 23 settembre del 2014.

Esecutore materiale di tutta la procedura un promotore finanziario di Avellino, Billotta Emilio.

A carico di quest’ultimo , sempre da quanto emerso dalle indagini della Dda, il fatto di essersi recato dal Sagliocchi mentre era agli arresti domiciliari.