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	<title>Notizie sugli Cultura ed Eventi a Caserta - BelvedereNews</title>
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	<description>Cronaca e notizie da Caserta, Napoli e province</description>
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	<title>Notizie sugli Cultura ed Eventi a Caserta - BelvedereNews</title>
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	<item>
		<title>Alla Biblioteca Monsignor Nogaro di Caserta si analizza &#8220;Il Vangelo di Giuda&#8221; l&#8217;incontro con don Valentino Picazio.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Posillipo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 17:52:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="622" height="830" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/b262314f-dfbf-4d03-8c66-1b3e422322c2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/b262314f-dfbf-4d03-8c66-1b3e422322c2.jpg 622w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/b262314f-dfbf-4d03-8c66-1b3e422322c2-450x600.jpg 450w" sizes="(max-width: 622px) 100vw, 622px" /></div>
<p>Un appuntamento di grande spessore culturale e teologico si terrà a Caserta, organizzato dalla Forania Caserta Centro. Presso i locali della Biblioteca &#8220;Monsignor Nogaro&#8221;, situata all&#8217;interno del Seminario Vescovile in via Pollio, avrà luogo il secondo incontro di un ciclo di approfondimenti, questa volta interamente dedicato a uno dei testi più affascinanti e discussi della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="622" height="830" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/b262314f-dfbf-4d03-8c66-1b3e422322c2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/b262314f-dfbf-4d03-8c66-1b3e422322c2.jpg 622w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/b262314f-dfbf-4d03-8c66-1b3e422322c2-450x600.jpg 450w" sizes="(max-width: 622px) 100vw, 622px" /></div><p>Un appuntamento di grande spessore culturale e teologico si terrà a<strong> Caserta</strong>, organizzato dalla Forania Caserta Centro. Presso i locali della Biblioteca &#8220;Monsignor Nogaro&#8221;, situata all&#8217;interno del Seminario Vescovile in via Pollio, avrà luogo il secondo incontro di un ciclo di approfondimenti, questa volta interamente dedicato a uno dei testi più affascinanti e discussi della letteratura cristiana antica: &#8220;Il Vangelo di Giuda&#8221;.</p>
<p>L&#8217;incontro, previsto per <strong>giovedì 8 ottobre alle ore 19,30</strong>, vedrà come relatore d&#8217;eccezione <strong>don Valentino Picazio, </strong>noto sacerdote e studioso della diocesi, che guiderà l&#8217;assemblea nell&#8217;analisi critica e teologica di questo antico scritto apocrifo gnostico, emerso dall&#8217;oscurità dei secoli e capace ancora oggi di sollevare interrogativi sulla figura del discepolo tradizionalmente associato al tradimento.</p>
<p>L&#8217;evento rappresenta una preziosa occasione per la comunità locale e per gli appassionati di storia del cristianesimo di approfondire le diverse correnti di pensiero che hanno caratterizzato i primi secoli della Chiesa. Durante la serata, inoltre, è prevista la consegna di una targa celebrativa all&#8217;interno dei locali della biblioteca.</p>
<p>Info utili per la partecipazione:</p>
<p>Per favorire l&#8217;accesso all&#8217;evento, l&#8217;organizzazione ha predisposto una serie di indicazioni logistiche volte a superare i vincoli legati alla mobilità urbana:</p>
<ul>
<li><strong>Varco ZTL:</strong> Per l&#8217;occasione è garantito il libero passaggio attraverso la Zona a Traffico Limitato circostante.</li>
<li><strong>Parcheggio</strong>: I partecipanti potranno usufruire del parcheggio interno disponibile direttamente presso il Seminario Vescovile, con accesso da via Pollio.</li>
<li>Luogo: La conferenza si terrà nella sala conferenze della Biblioteca &#8220;Mons. Nogaro&#8221;.</li>
</ul>
<p><strong>L&#8217;ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza.</strong></p>
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		<item>
		<title>Platone, i miti e la P4C. Intervista a Fabio Mulas</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/platone-i-miti-e-la-p4c-intervista-a-fabio-mulas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Vitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 06:33:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura ed Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="430" height="488" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2780.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></div>
<p>Che cosa accade quando un mito di Platone smette di essere soltanto un testo da interpretare e diventa un’occasione per interrogarsi insieme? È da questa domanda che prende avvio la riflessione di Fabio Mulas, vicepresidente nazionale del CRIF e Teacher educator in Philosophy for Children/Community, da anni impegnato nella formazione e nella pratica della Comunità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="430" height="488" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2780.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></div><p>Che cosa accade quando un mito di Platone smette di essere soltanto un testo da interpretare e diventa un’occasione per interrogarsi insieme? È da questa domanda che prende avvio la riflessione di Fabio Mulas, vicepresidente nazionale del CRIF e Teacher educator in Philosophy for Children/Community, da anni impegnato nella formazione e nella pratica della Comunità di Ricerca Filosofica.</p>
<p>Laureato in Filosofia all’Università di Cagliari, docente di Filosofia e Storia nei licei, Mulas si occupa di Philosophy for Children/Community dal 2004 e dal 2010 è Teacher educator in P4C. Dal 2011 ha contribuito alla nascita della sezione cagliaritana del CRIF, coordinando e dirigendo attività seminariali e formative nell’ambito della P4C. Dal 2013 ricopre il ruolo di vicepresidente del CRIF nazionale. La sua esperienza attraversa dunque tanto la pratica della Comunità di Ricerca quanto la formazione di coloro che sono chiamati a facilitarla.</p>
<p>È proprio a partire da questa esperienza che Mulas legge il possibile incontro tra il mito platonico e la Philosophy for Children/Community. Il mito, sottratto a una lettura esclusivamente esegetica, può diventare infatti un dispositivo capace di mettere in movimento la ricerca filosofica, di suscitare meraviglia, generare domande e favorire la costruzione condivisa dei concetti.</p>
<p>Nel percorso formativo <strong>Platone, i miti e la P4C</strong>, questa prospettiva permette di guardare alla narrazione platonica non soltanto come a qualcosa da comprendere, ma come a uno spazio nel quale una comunità può tornare a pensare insieme.</p>
<p><strong>Che cosa accade quando un mito platonico viene discusso non come testo da interpretare, ma come problema da interrogare insieme?</strong></p>
<p>Quando un mito platonico entra in una Comunità di Ricerca Filosofica matura, non è più considerato come un documento storico da decodificare o una dottrina da imparare: avviene una trasmutazione pedagogica e filosofica. Infatti, se ci limitiamo a interpretare il mito, rimaniamo sul piano esegetico, ovviamente importantissimo per la comprensione della filosofia di Platone. Ma quando lo trattiamo come un problema da interrogare insieme, il mito perde la sua distanza temporale e può diventare uno stimolo concettuale per i partecipanti.</p>
<p>In particolare, la forma del mito consente quella attivazione della meraviglia che rappresenta il fondamento della letteratura lipmaniana. Consente inoltre la costruzione di concetti condivisi, trasformando le immagini in esso contenute in categorie filosofiche pratiche. Non va infine trascurato come l’interrogazione collettiva del mito ne rappresenti una sorta di democratizzazione; in particolare, nella P4C il testo non appartiene all’autore né all’insegnante-facilitatore, ma alla comunità. Interrogare il mito nel setting della Comunità di Ricerca significa dunque consentirle di abitarlo, ipotizzare scenari alternativi e verificarne le interpretazioni e la loro tenuta in base alle argomentazioni proposte dai partecipanti.</p>
<p><strong>Quale rapporto c’è, secondo te, tra il mito e la Philosophy for Children/Community?</strong></p>
<p>Il legame tra il mito platonico e la P4C è più profondo di quanto possa apparire. Una Comunità di Ricerca matura, che si è modellata tramite la letteratura lipmaniana, può individuare analogie e potenzialità tra i miti e i pre-testi lipmaniani.</p>
<p>Lo stesso Matthew Lipman ha strutturato i suoi racconti filosofici utilizzando narrazioni ricche di analogie, paradossi e spunti problematici, riprendendo l’intuizione platonica secondo cui il pensiero complesso ha bisogno di un supporto narrativo per essere esercitato. In particolare, individuo alcune analogie tra il mito e la letteratura lipmaniana.</p>
<p>Innanzitutto, in ambedue i casi il testo si profila come ponte verso l’astrazione, anche grazie al ricorso all’allegoria; inoltre, i testi offrono una forma concreta a concetti astratti, rendendoli accessibili senza per questo banalizzarli. Nel mito, così come nei pre-testi di Lipman, troviamo inoltre la presenza di categorie filosofiche alle quali accedere attraverso un distanziamento e, per così dire, una «sicurezza emotiva»: anche temi complessi o personali come la morte, la paura, ecc., possono essere esplorati senza sentirsi esposti direttamente. Naturalmente, il mito, così come la letteratura tipica della P4C, mette in gioco anche la dimensione creativa del pensiero.</p>
<p><strong>La P4C nasce dal dialogo e dalla domanda. Che cosa può insegnarci Platone sul modo di fare una buona domanda filosofica?</strong></p>
<p>Platone, attraverso la figura di Socrate, si profila come uno dei più importanti maestri dell’arte di interrogare. Nella P4C la domanda non serve a verificare se qualcuno conosca la risposta corretta, ma a mettere in moto la ricerca. Da Platone possiamo imparare cosa rende una domanda autenticamente filosofica, a partire dalla nota «ignoranza socratica», il sapere di non sapere.</p>
<p>In Platone, così come nella P4C, una «buona domanda filosofica» non è una domanda retorica o d’esame; è una domanda aperta e mossa da una sincera curiosità. Dunque, la domanda filosofica platonica non irrigidisce le certezze, ma le problematizza, compiendo un lavoro analogo a quello che si compie con la P4C.</p>
<p>Si tratta della metafora della puntura della torpedine marina, attribuita a Socrate, connessa alla funzione maieutica e destabilizzante del domandare. La domanda si profila come atto di cura e ricerca comune: nei dialoghi platonici la domanda rappresenta un invito a camminare insieme verso la ricerca della verità, insegna la pazienza della ricerca.</p>
<p>Nella pratica della P4C, la domanda filosofica platonica ci ricorda che chiedere non significa «interrogare qualcuno», ma interrogare insieme un problema, trasformando il dialogo da uno scontro di opinioni a un processo cooperativo di costruzione del senso, che mette in gioco tutto il valore della dimensione caring del pensiero.</p>
<p>La P4C consente a tutti e tutte di filosofare, tentando di riportare la filosofia a quella dimensione sociale e politica, nel senso ampio del termine, che caratterizzava il socratismo e che anche Platone si impegnò a incarnare. Penso, per esempio, ai suoi viaggi a Siracusa o alla tradizione relativa alla famosa lezione pubblica sul Bene, esperienze che, secondo una determinata lettura della vicenda platonica, rappresentarono per il filosofo ateniese anche momenti di delusione e che contribuirono alla successiva prevalenza di una dimensione più accademica del suo insegnamento.</p>
<p>Ma il senso del domandare rimane lo stesso, in Platone come nella P4C: aprirci a dimensioni inaspettate e stimolanti, verso una continua ricerca, fondamentale oggi forse più di allora.</p>
<p><strong>Per info e iscrizioni </strong></p>
<p><a href="https://www.filosofare.org/crif-p4c/corso-platone-miti-la-philosophy-for-community/">https://www.filosofare.org/crif-p4c/corso-platone-miti-la-philosophy-for-community/</a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-357231" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/53023848-342C-41EF-969C-FAD910BAC801-1-398x600.png" alt="" width="398" height="600" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/53023848-342C-41EF-969C-FAD910BAC801-1-398x600.png 398w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/53023848-342C-41EF-969C-FAD910BAC801-1-768x1159.png 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/53023848-342C-41EF-969C-FAD910BAC801-1-1018x1536.png 1018w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/53023848-342C-41EF-969C-FAD910BAC801-1.png 1021w" sizes="auto, (max-width: 398px) 100vw, 398px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Zero House, la prima Media House 100% Gen Z</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/zero-house-la-prima-media-house-100-gen-z/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario De Nardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 13:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="667" height="667" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/Untitled-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/Untitled-1.png 667w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/Untitled-1-600x600.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/Untitled-1-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 667px) 100vw, 667px" /></div>
<p>Hanno meno di 25 anni, vengono dalla provincia di Caserta e hanno deciso di trasformare una passione in un progetto concreto. È da questa idea che prende forma Zero House, la prima Media House 100% Gen Z: una realtà che mette insieme media, comunicazione, strategia, produzione, pubbliche relazioni e community all&#8217;interno di un unico ecosistema. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="667" height="667" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/Untitled-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/Untitled-1.png 667w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/Untitled-1-600x600.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/Untitled-1-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 667px) 100vw, 667px" /></div><p><strong>Hanno meno di 25 anni, vengono dalla provincia di Caserta e hanno deciso di trasformare una passione in un progetto concreto. È da questa idea che prende forma </strong><a href="https://zerohousehq.it/"><strong>Zero House</strong></a><strong>, la prima Media House 100% Gen Z: </strong>una realtà che mette insieme media, comunicazione, strategia, produzione, pubbliche relazioni e community all&#8217;interno di un unico ecosistema. Un progetto nato dall&#8217;esigenza di dimostrare che i giovani non sono soltanto le risorse del futuro, ma possono essere protagonisti del presente, capaci di creare nuove opportunità e costruire direttamente il proprio spazio nel mondo della comunicazione.</p>
<p>L&#8217;idea nasce dall&#8217;incontro tra competenze, esperienze e passioni di un gruppo di ragazzi che ha scelto di confrontarsi con un settore in continua evoluzione. Il progetto prende forma in provincia di Caserta, ma guarda fin da subito a una dimensione più ampia, con l&#8217;obiettivo di mettere in relazione giovani professionisti, brand, creator, media e realtà del settore.</p>
<p>Alla base di Zero House c&#8217;è la volontà di superare una comunicazione divisa in compartimenti separati. Oggi strategia, produzione di contenuti, digitale, pubbliche relazioni, media relations e ufficio stampa sono sempre più interconnessi. Da qui nasce l&#8217;idea di creare un unico ecosistema nel quale competenze diverse possano lavorare insieme.</p>
<p>Il progetto si sviluppa attraverso <strong>tre aree principali: Media, Agency e Community</strong>.</p>
<p><strong>Media</strong> è l&#8217;area dedicata al racconto della comunicazione. Attraverso i propri canali, Zero House affronta temi legati a cultura, digitale e marketing, raccontandoli attraverso il punto di vista e i linguaggi della Generazione Z, con l&#8217;obiettivo di rivolgersi a un pubblico ampio.</p>
<p><strong>Agency</strong> rappresenta invece il lato operativo del progetto. Zero House sviluppa la comunicazione di brand, progetti e creator, seguendo le diverse fasi del lavoro: dalla strategia alla produzione dei contenuti, passando per pubbliche relazioni, media relations, ufficio stampa e comunicazione digitale. Un unico team e un unico interlocutore, dall&#8217;idea alla realizzazione.</p>
<p>La terza componente è la <strong>Community</strong>, pensata per riunire giovani marketer e comunicatori under 25 d&#8217;Italia. Un network che vuole creare occasioni di confronto e collaborazione, online e offline, anche attraverso spazi di Co-Marketing dedicati alla condivisione di idee, competenze e opportunità.</p>
<p><strong>Dalla produzione alla strategia, dai contenuti alle pubbliche relazioni, fino all&#8217;ufficio stampa e al digitale, Zero House punta quindi a offrire una copertura completa delle esigenze legate alla comunicazione.</strong> Media, Agency e Community diventano così tre dimensioni dello stesso progetto, capaci di dialogare e alimentarsi reciprocamente.</p>
<p>Alla base dell&#8217;iniziativa c&#8217;è una convinzione precisa: <strong>i giovani possono essere protagonisti del presente</strong>. Una generazione cresciuta tra social network, piattaforme digitali e nuovi linguaggi che oggi vuole trasformare questa esperienza in competenze, progetti e opportunità professionali.</p>
<p>È da qui che un gruppo di ragazzi della provincia di Caserta ha scelto di partire, trasformando un&#8217;idea in una realtà aperta a una dimensione nazionale ed europea. L&#8217;obiettivo è costruire una rete capace di collegare giovani professionisti, aziende, creator e realtà diverse, partendo dalla comunicazione per arrivare alla creazione di nuove opportunità.</p>
<p><strong>Zero House nasce così dalla Generazione Z e per la Generazione Z, con l&#8217;ambizione di costruire un nuovo spazio nel mondo della comunicazione e dimostrare, attraverso il lavoro e i risultati, che i giovani possono essere protagonisti nella costruzione del presente.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/zero-house-la-prima-media-house-100-gen-z/">Zero House, la prima Media House 100% Gen Z</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dal lavoro all’estero al ritorno a casa: nasce LUMA, il gin che celebra l&#8217;identità e la bellezza di Melizzano</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/dal-lavoro-allestero-al-ritorno-a-casa-nasce-luma-il-gin-che-celebra-lidentita-e-la-bellezza-di-melizzano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Ventrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 13:31:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura ed Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="580" height="1047" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/numa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/numa.jpg 580w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/numa-332x600.jpg 332w" sizes="auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px" /></div>
<p>MELIZZANO (BN) – Se tanti scappano alla ricerca di un futuro altrove, c’è chi sceglie di tornare per inventarselo a casa propria. È la storia di Antonio Pasquarelli, giovane abitante di Melizzano che, dopo circa 15 anni trascorsi all&#8217;estero lavorando nel mondo della ristorazione e dei pub, ha deciso di rientrare nel suo paese d&#8217;origine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/dal-lavoro-allestero-al-ritorno-a-casa-nasce-luma-il-gin-che-celebra-lidentita-e-la-bellezza-di-melizzano/">Dal lavoro all’estero al ritorno a casa: nasce LUMA, il gin che celebra l&#8217;identità e la bellezza di Melizzano</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="580" height="1047" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/numa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/numa.jpg 580w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/numa-332x600.jpg 332w" sizes="auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px" /></div><p>MELIZZANO (BN) – Se tanti scappano alla ricerca di un futuro altrove, c’è chi sceglie di tornare per inventarselo a casa propria. È la storia di Antonio Pasquarelli, giovane abitante di Melizzano che, dopo circa 15 anni trascorsi all&#8217;estero lavorando nel mondo della ristorazione e dei pub, ha deciso di rientrare nel suo paese d&#8217;origine per investirvi competenze, passione e ambizione.<br />
​Da questo legame viscerale con il territorio e dalla volontà di far conoscere il piccolo borgo sannita nasce LUMA, un progetto imprenditoriale e culturale frutto di due anni di ricerca e dedizione, che finalmente diventa realtà.<br />
​LUMA nasce dal desiderio di trasformare l’esperienza del bere in un gesto di appartenenza, memoria e scoperta. Non un semplice gin, ma un linguaggio e una luce che rivela ciò che si cela dietro ogni sorso: autenticità, poesia e una costante ricerca di bellezza. Un’iniziativa che sposa una visione fortemente sostenibile e consapevole, dalla rigorosa selezione delle materie prime fino al sostegno pratico ad attività per la tutela degli animali.<br />
​La presentazione di “Gin 11” e l&#8217;evento del 10 ottobre<br />
​Il momento centrale di questa nuova avventura si terrà il 10 ottobre a Melizzano, data in cui verrà svelato al pubblico il primo gin firmato LUMA: Gin 11, un distillato nato per raccontare la complessità e la ricchezza dell’Italia attraverso una sapiente combinazione di sapori.<br />
​A fare da cornice alla serata sarà una collaborazione d&#8217;eccezione con gli ORÄZA, trio italiano di DJ e producer composto da Singular Gaze (Mario Suppa), Neapoliss (Roberto Iuliucci) e Maddox (Giovanni Maddaloni). Forti dell&#8217;esperienza maturata tra release di successo e DJ set nelle principali location europee, gli ORÄZA animeranno l&#8217;evento con il loro sound originale che fonde Melodic House e Afro House con influenze funky e groove coinvolgenti.<br />
​Ad arricchire l&#8217;appuntamento non mancherà l&#8217;enogastronomia locale, con stand gastronomici aperti per tutta la durata dell&#8217;evento con proposte che spazieranno dall&#8217;antipasto al dolce.<br />
​INFO EVENTO<br />
​Cosa: Presentazione ufficiale LUMA &#8211; Gin 11<br />
​Quando: 10 ottobre<br />
​Dove: Melizzano (BN)<br />
​Programma: Presentazione Gin 11, Stand Gastronomici, Music &amp; DJ Set by ORÄZA<br />
​CONTATTI PER LA STAMPA E INFORMAZIONI<br />
​ Email info@vivisannio.com<br />
​Telefono: 3347733533</p>
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		<title>Spiccioli di spiritualità 2/ Gli itinerari francescani</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/spiccioli-di-spiritualita-2-gli-itinerari-francescani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 07:02:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura ed Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="619" height="323" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/b8513b91-e080-444d-aaf9-ac547d34a59c.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/b8513b91-e080-444d-aaf9-ac547d34a59c.jpeg 619w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/b8513b91-e080-444d-aaf9-ac547d34a59c-600x313.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 619px) 100vw, 619px" /></div>
<p>Ci sono a volte delle cose che, per il loro numero esorbitante, non è possibile censire compiutamente e stabilire il loro numero definitivo. È il caso dei conventi e delle chiese dedicate a di San Francesco. Non esiste un numero ufficiale o censito di quanti santuari o chiese nel mondo siano dedicati a San Francesco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="619" height="323" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/b8513b91-e080-444d-aaf9-ac547d34a59c.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/b8513b91-e080-444d-aaf9-ac547d34a59c.jpeg 619w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/b8513b91-e080-444d-aaf9-ac547d34a59c-600x313.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 619px) 100vw, 619px" /></div><p>Ci sono a volte delle cose che, per il loro numero esorbitante, non è possibile censire compiutamente e stabilire il loro numero definitivo. È il caso dei conventi e delle chiese dedicate a di San Francesco. Non esiste un numero ufficiale o censito di quanti santuari o chiese nel mondo siano dedicati a San Francesco d&#8217;Assisi, poiché se ne contano migliaia sparsi in ogni continente.<br />
Naturalmente i più celebri e importanti si trovano in Umbria e nell’Italia centrale e sono legati direttamente alla sua vita. Facciamo una breve visita guidata di questi luoghi, avvertendo il lettore che, semmai voglia fare un tour “reale” ad Assisi, non basta un giorno per visitare tutti i posti legati direttamente o indirettamente al santo. Consigliamo almeno tre giorni, iniziando a visitare la Basilica di San Francesco ad Assisi che è il santuario principale e custodisce i suoi resti e gli splendidi affreschi di Giotto e la Basilica di Santa Maria degli Angeli che contiene al suo interno la Porziuncola, la piccola cappella nella quale San Francesco lasciò questa vita.<br />
Ma queste costruzioni furono fatte dopo la morte del santo, mentre mi voglio soffermare sui luoghi che realmente ha frequentato in vita, iniziando da un posto a cui il santo era molto legato, la chiesa di San Damiano. Si racconta che Francesco, all&#8217;epoca ancora un giovane alla ricerca della propria strada, entrò in questa chiesetta che allora era fatiscente e in rovina. Mentre pregava davanti a un&#8217;icona bizantina, sentì il Crocifisso parlargli per tre volte dicendo: &#8220;Francesco, va&#8217; e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina&#8221;. Il giovane prese alla lettera l&#8217;ordine e iniziò a restaurare materialmente le mura della chiesetta, prima di comprendere il significato universale e spirituale di quella chiamata.<br />
Una volta sistemata la struttura, Francesco vi accolse Santa Chiara e le sue prime compagne. San Damiano divenne così il primo nucleo delle &#8220;Povere Dame&#8221; (così si chiamava la comunità femminile, che poi, dal nome della fondatrice Chiara, sarebbe diventato l&#8217;Ordine delle Clarisse). Chiara vi visse in clausura per ben 42 anni, in assoluta povertà, e vi morì l&#8217;11 agosto 1253.<br />
Ormai malato, quasi cieco e ospite in una piccola capanna nel giardino del monastero, Francesco compose proprio qui il testo del Cantico di Frate Sole (o delle Creature), l&#8217;opera poetica più celebre della letteratura italiana medievale.<br />
Un altro luogo di una suggestione incredibile è l&#8217;Eremo delle Carceri, il luogo più mistico e selvaggio tra tutti i siti francescani. Si trova a circa 4 chilometri dal centro di Assisi, arroccato a circa 800 metri di altitudine sulle pendici boscose del Monte Subasio. A dispetto del nome, non è mai stato una prigione: il termine &#8220;carceri&#8221; deriva dal latino carceres, che indicava i luoghi d&#8217;isolamento e le grotte solitarie dove i primi frati si &#8220;carceravano&#8221; volontariamente per dedicarsi alla preghiera contemplativa e al silenzio assoluto.<br />
All&#8217;inizio del XIII secolo, la montagna era punteggiata di piccole grotte naturali nascoste tra un fitto bosco di lecci secolari. Francesco e i suoi compagni vi salivano periodicamente per alternare la predicazione nelle città con la vita eremitica. Qui il Santo trascorreva intere settimane in digiuno e preghiera, dormendo sulla nuda roccia. Una visita da non mancare.<br />
Un pellegrinaggio ad Assisi merita certamente la visita della Basilica di Santa Chiara, uno dei luoghi francescani più importanti e frequentati della città. Situata all&#8217;estremità opposta rispetto alla Basilica di San Francesco, si affaccia su una splendida ed enorme piazza panoramica che domina tutta la valle umbra.<br />
Mentre la Basilica di San Francesco colpisce per la densità dei suoi affreschi colorati, l&#8217;interno di Santa Chiara si presenta molto più sobrio, spoglio e monumentale, riflettendo lo spirito di assoluta povertà della Santa. Custodisce alcuni dei reperti più preziosi della storia francescana, come il Crocifisso di San Damiano, l&#8217;icona bizantina originale del XII secolo. È esattamente il Crocifisso che secondo la tradizione parlò a San Francesco nel 1205, ordinandogli di riparare la sua Chiesa. Fu trasferito qui dalle Clarisse quando lasciarono il monastero di San Damiano per trasferirsi in città dopo la morte della Santa. Vi sono la Cripta e la Tomba di Santa Chiara e alcune reliquie francescane come i camici grezzi e i sai indossati da Francesco e Chiara, i sandali del Poverello e persino alcune ciocche di capelli recise a Chiara da Francesco la notte in cui la giovane fuggì da casa per consacrarsi a Dio.<br />
È strano constatare che con tutti questi capolavori artistici la Cattedrale di Assisi non si trova in nessuno di questi luoghi. Infatti essa è dedicata a San Rufino, primo vescovo di Assisi e martire del III secolo ed è la chiesa più antica e storicamente importante di Assisi: è qui che si trova la sede vescovile della città (e non nella Basilica di San Francesco).<br />
Anche questo luogo ha un valore biografico immenso per la storia francescana, poiché costituisce il punto di inizio spirituale di tutta la vicenda di Francesco e Chiara. All&#8217;inizio della navata destra si conserva l&#8217;antico fonte battesimale in marmo dove furono battezzati sia San Francesco (1182) sia Santa Chiara (1194). La tradizione vuole che nello stesso fonte abbia ricevuto il battesimo anche l&#8217;imperatore Federico II di Svevia, che all&#8217;epoca si trovava ad Assisi. Fu proprio tra le mura di questa cattedrale che la giovane Chiara, nel 1209, ascoltò Francesco predicare per la prima volta. Quelle parole la toccarono così profondamente da spingerla a cambiare radicalmente vita, decidendo di abbandonare le ricchezze nobiliari della sua famiglia per seguire l&#8217;ideale di povertà evangelica.<br />
Per chi voglia prolungare il suo soggiorno oltre la città non possiamo non consigliare il Santuario della Verna (in Toscana), il luogo in cui il santo ricevette le stimmate; i cosiddetti Quattro Santuari della Valle Santa ( in provincia di Rieti, nel Lazio): il Santuario di Greccio, la &#8220;Betlemme Francescana&#8221; dove il santo allestì il primo presepe; il Santuario di Fonte Colombo, dove San Francesco compose la prima Regola per il suo ordine; il Santuario di Santa Maria de La Foresta, dove il santo soggiornò nell’autunno del 1225; il Santuario di Poggio Bustone, dove il santo fece una delle sue prime prediche rivolgendosi alla gente col saluto, rimasto proverbiale di “Buongiorno, buona gente”. Per gli amanti della musica, Poggio Bustone è il luogo dove è nato Lucio Battisti, per cui di buona gente ce n’è.<br />
L’esiguo spazio di questa rubrica non mi permette di parlare degli altri santuari e chiese disseminate in Italia e nel mondo. Centinaia di chiese e basiliche omonime si trovano in America (ad esempio San Francisco negli Stati Uniti, in Messico e Brasile), in Europa e in Asia, fondate dai missionari francescani nel corso dei secoli. Ma magari potrà essere l’argomento di un prossimo articolo.</p>
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		<title>Spiccioli di spiritualità 1/ Focus su San Francesco</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/spiccioli-di-spiritualita-1-focus-su-san-francesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 06:58:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura ed Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="330" height="366" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2737.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></div>
<p>Il Poverello d’Assisi è – come ricordano i grandi ed emeriti medievisti Franco Cardini (Francesco d’Assisi, Mondadori), Chiara Frugoni (Vita di un uomo: Francesco d’Assisi, Einaudi), Jacques Le Goff (San Francesco d’Assisi, Laterza) – la «più grande figura religiosa e spirituale della storia italiana [&#8230;]. La sua vita ci permette di comprendere meglio gli uomini [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="330" height="366" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2737.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></div><div>
<h4>Il Poverello d’Assisi è – come ricordano i grandi ed emeriti medievisti Franco Cardini (Francesco d’Assisi, Mondadori), Chiara Frugoni (Vita di un uomo: Francesco d’Assisi, Einaudi), Jacques Le Goff (San Francesco d’Assisi, Laterza) – la «più grande figura religiosa e spirituale della storia italiana [&#8230;]. La sua vita ci permette di comprendere meglio gli uomini e le donne del Medioevo». E non solo.</h4>
</div>
<div>
<h4>Francesco è figlio di Pietro Bernardone, un ricco mercante di stoffe, che lo chiama così per gratitudine alla terra di Francia che lo aveva arricchito. Dalla bella e poetica Provenza, Pietro Bernardone, prende la stessa moglie, Madonna Pica (o Giovanna? anche il nome della mamma – docet la Frugoni – è tutt’altro che sicuro) e madre di Francesco. Lo stesso nome, Francesco, è un «omaggio» alla Francia. Un nome – osserva ancora, con acume, la professoressa Frugoni – «a quei tempi molto raro (“singolare e inconsueto, nota Tommaso da Celano)».</h4>
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<h4>Francesco è dapprima un cavaliere. Da piccolo, con il latte materno, apprende le canzoni dei trovatori, le novelle di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Racconti dove si «esaltano il valore dei combattenti, l’amore disinteressato per la bella dama, la lealtà, la generosità, la cortesia valori che esercitano sul giovane Francesco un’impressione profonda e assai presto gli fanno sentire soffocante il fondaco traboccante di stoffe, miseri i discorsi del padre e del fratello Angelo chiusi nella fissa attenzione di conti e guadagni» (Frugoni).</h4>
<h4>Ma è anche un poeta: per consolidata tradizione il Cantico di frate sole è il primo testo veramente canonico della letteratura italiana; è uno dei testi capitali della spiritualità cristiana. Francesco è un riformatore, un santo. Di più. Francesco «da Cristo prese l’ultimo sigillo» (Paradiso XI, v. 107). Purtroppo non sono tanti gli italiani che hanno letto e leggono i suoi scritti meravigliosi.</h4>
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<div>
<h4>La figura del Poverello – ricorda il professore Mario Cimini – «vive poeticamente lo spazio dell’XI Canto». Il racconto dantesco della vita di Francesco è volutamente tessuto simmetricamente con la vita di Cristo. Una simmetria che conduce all’identificazione Francesco/Cristo sulla base del comune denominatore della povertà: «Questa, privata del primo marito, / millecent’ anni e più dispetta e scura / fino a costui si stette sanza invito &#8230;» (Paradiso XI, vv. 64-66).</h4>
</div>
<div>
<h4>Il canto XI del Paradiso si apre con la famosa terzina («O insensata cura de’ mortali, / quanto son difettivi silogismi /quei che ti fanno in basso batter l’ali!») in cui il sommo poeta sottolinea il contrasto tra i vari affanni degli uomini, causati dalla cupidigia dei beni terreni, e la condizione felice di chi ha ormai superato le miserie del mondo per opera della Grazia. Un preludio funzionale al tema centrale del canto: la vita di Francesco modellata sulla Povertà, madonna Povertà (Francesco e Povertà per questi amanti, Pd, XI, 74).</h4>
</div>
<div>
<h4>Centrale nella mistica, letteratura e filosofia francescana è l’idea che collega la povertà alla kenosis («svuotamento» si cfr la Lettera ai Filippesi, 2,7). La dinamica kenotica – osserva con acume Massimo Cacciari in Doppio ritratto. San Francesco in Dante e in Giotto – è «accoglienza dell’altro [&#8230;] Farsi poveri significa liberarsi per poter perfettamente amare. Esistere solo nella relazione all’altro, nell’esodo all’altro [&#8230;] Povertà diviene, allora, ricchezza di esperienza [&#8230;] la condizione indispensabile per poter accogliere noi ogni volto, ogni incontro». In questo senso la mistica francescana è amore ri-creante e la povertà è energia che arde e che prende nome e impronta dell’Altissimo. La povertà per san Francesco era solo un mezzo per abbandonare il peso di questa terra e fare posto ad un&#8217;altra ricchezza e sapienza.</h4>
<div><strong>La Bibbia era il centro, il cuore, l&#8217;alfabeto della sua vita. San Francesco è il mistico forse più assoluto nella storia del cristianesimo </strong></div>
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<div><em style="font-family: inherit; font-size: 18px;">Tanti auguri di buon onomastico a chi ne porta il nome</em></div>
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		<title>Nasce &#8220;Caivano, tutta un&#8217;altra musica&#8221;</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/nasce-caivano-tutta-unaltra-musica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario De Nardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 08:24:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1638" height="2048" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/831355094_1401159448765055_692167893722108793_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/831355094_1401159448765055_692167893722108793_n.jpg 1638w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/831355094_1401159448765055_692167893722108793_n-480x600.jpg 480w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/831355094_1401159448765055_692167893722108793_n-768x960.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/831355094_1401159448765055_692167893722108793_n-1229x1536.jpg 1229w" sizes="auto, (max-width: 1638px) 100vw, 1638px" /></div>
<p>Dal 10 ottobre 2026 al 19 febbraio 2027 pratiche musicali giovanili, presidi culturali e formazione per riscrivere il futuro del territorio attraverso la cultura e l’arte. Tutte le iniziative sono ad accesso gratuito. Il progetto si ramifica esclusivamente sull&#8217;intero territorio comunale di Caivano, valorizzando e presidiando capillarmente i luoghi nevralgici della vita cittadina: edifici e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1638" height="2048" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/831355094_1401159448765055_692167893722108793_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/831355094_1401159448765055_692167893722108793_n.jpg 1638w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/831355094_1401159448765055_692167893722108793_n-480x600.jpg 480w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/831355094_1401159448765055_692167893722108793_n-768x960.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/831355094_1401159448765055_692167893722108793_n-1229x1536.jpg 1229w" sizes="auto, (max-width: 1638px) 100vw, 1638px" /></div><p><b><i>Dal 10 ottobre 2026 al 19 febbraio 2027 </i></b><i><span style="font-weight: 400;">pratiche musicali giovanili, presidi culturali e formazione per riscrivere il futuro del territorio attraverso la cultura e l’arte. </span></i><i><span style="font-weight: 400;">Tutte le iniziative sono ad accesso gratuito.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il progetto si ramifica esclusivamente sull&#8217;intero territorio comunale di Caivano, valorizzando e presidiando capillarmente i luoghi nevralgici della vita cittadina: </span><i><span style="font-weight: 400;">edifici e spazi monumentali, luoghi di culto e comunità, istituzioni scolastiche e teatri e distribuzione gratuita di strumenti musicali.</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><span style="font-weight: 400;">Un progetto promosso e finanziato dal </span><b>Ministero della Cultura</b><span style="font-weight: 400;">, nell&#8217;ambito del piano di rilancio e rigenerazione socio-culturale del territorio previsto dal </span><i><span style="font-weight: 400;">Decreto Caivano</span></i><span style="font-weight: 400;">, con il contributo della </span><i><span style="font-weight: 400;">Regione Campania</span></i><span style="font-weight: 400;"> ed organizzato dalla </span><i><span style="font-weight: 400;">Fondazione Il Canto di Virgilio</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Tra i protagonisti:</span><b> Lina Sastri, Peppe Barra, Maurizio De Giovanni, I Ladri di Carrozzelle, Maurizio Capone, Orchestra Giovanile del Territorio</b><span style="font-weight: 400;"> e il </span><b>Piccolo Coro di Caivano, Fabrizio Bosso &amp; Julian Oliver Mazzariello, </b><span style="font-weight: 400;">il soprano</span><b> Maria Grazia Schiavo, i Solisti del Teatro San Carlo, Ars Nova Napoli </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>Carlo Faiello </b><span style="font-weight: 400;">che cura anche la direzione artistica con </span><b>Gennaro Cappabianca</b><span style="font-weight: 400;">.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Il progetto si avvale della partnership strategica e del contributo didattico-artistico delle più prestigiose istituzioni musicali: </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><b>Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli</b><span style="font-weight: 400;"> (con l&#8217;Accademia di Canto Lirico e i Solisti), </span><b>Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli, Istituti Comprensivi di Caivano</b><span style="font-weight: 400;"> (I.C. Cilea-Mameli, I.C. De Gasperi, I.C. 3 Parco Verde, I.C. S.M. Milani).</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;"> </span></i></p>
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		<title>Platone, i miti e la P4C. Intervista ad Antonio Cosentino</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/platone-i-miti-e-la-p4c-intervista-ad-antonio-cosentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Vitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 07:33:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura ed Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1170" height="893" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2725.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2725.jpeg 1170w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2725-600x458.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2725-768x586.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></div>
<p>Tra le voci più autorevoli della Philosophy for Children e della pratica filosofica di comunità in Italia, Antonio Cosentino è fondatore del Centro di Ricerca sull’Indagine Filosofica e presidente del Comitato scientifico del CRIF. Il suo percorso di ricerca e formazione si è sviluppato intorno al rapporto tra filosofia, educazione, dialogo e pratiche di comunità, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1170" height="893" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2725.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2725.jpeg 1170w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2725-600x458.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2725-768x586.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></div><p>Tra le voci più autorevoli della Philosophy for Children e della pratica filosofica di comunità in Italia, Antonio Cosentino è fondatore del Centro di Ricerca sull’Indagine Filosofica e presidente del Comitato scientifico del CRIF. Il suo percorso di ricerca e formazione si è sviluppato intorno al rapporto tra filosofia, educazione, dialogo e pratiche di comunità, con particolare attenzione alla trasformazione del ruolo dell’insegnante e alla costruzione di contesti nei quali il pensiero possa svilupparsi in forma condivisa.</p>
<p>Nel corso della sua attività ha approfondito il rapporto tra teoria e pratica educativa, la professionalità docente e le pratiche filosofiche, contribuendo alla diffusione in Italia della Philosophy for Children e alla sua elaborazione nella prospettiva della pratica filosofica di comunità.</p>
<p>Tra le sue pubblicazioni figurano Costruttivismo e formazione (2002), La filosofia come pratica sociale (2008), Comunità di ricerca filosofica e formazione, scritto con Stefano Oliverio (2012), Dialoghi a sorpresa (2020), Didattica della comunità di ricerca, con Maria Rosalba Lupia (2021), Socrate dopo tutto (2021), Democrazia e dialogo (2023) e Philosophy for Children. Per un’educazione dialogica (2023).</p>
<p>In vista del corso online “Platone, i miti e la P4C”, promosso dal CRIF, lo abbiamo incontrato per riflettere sul rapporto tra il dialogo socratico, i miti platonici e la comunità di ricerca.</p>
<p><strong>Il dialogo socratico può essere considerato un antecedente della comunità di ricerca? Dove, invece, le due esperienze si distinguono?</strong></p>
<p>Il dialogo socratico, come lo conosciamo dai Dialoghi platonici, può essere considerato un antecedente del dialogo della “pratica filosofica di comunità” per tre sole ragioni:</p>
<p>a) perché è affidato al medium dell’oralità;</p>
<p>b) perché è in presenza e si svolge in un contesto ben preciso;</p>
<p>c) perché è maieutico.</p>
<p>Per il resto ci sono notevoli differenze, di cui le principali sono le seguenti:</p>
<ol>
<li>Non è uno scambio a due con i ruoli di chi interroga e chi risponde rigidamente fissati;</li>
<li>Il dialogo della PfC è “polifonico”, frutto di un’attività di pensiero corale e collaborativa;</li>
<li>L’ambiente sociale del dialogo “polifonico” è la “comunità di ricerca”;</li>
<li>L’attività confutatoria e ironica di Socrate lascia il posto all’attività della facilitazione;</li>
<li>Il ruolo del facilitatore è molto distante, in generale, da quello di Socrate: non mette in difficoltà chi sostiene un’opinione debole, non propone domande chiuse secondo una logica del terzo escluso, non spinge verso la scoperta di una definizione secondo la logica delle classi;</li>
<li>Tra le funzioni del facilitatore c’è la cura dei processi di pensiero, ma anche la cura dei processi socio-relazionali che connotano la comunità di ricerca.</li>
</ol>
<p><strong>Tra i numerosi miti platonici, ce n’è uno che ritiene particolarmente adatto a essere affrontato in una comunità di ricerca? E perché?</strong></p>
<p>Credo, anche per esperienza, che il mito che meglio può alimentare il lavoro di una comunità di ricerca, soprattutto con adolescenti, è il mito della “biga alata”. Il motivo della sua efficacia sta nel fatto che rinvia dall’inizio ad una introspezione che mette in gioco il vissuto (latente e manifesto) di ogni partecipante al dialogo. Così, la ricerca che può svilupparsi all’interno di una comunità parte dal Sé di ogni partecipante e si allarga verso aspetti sociali ed etici; ma anche a questioni che possono riguardare la “cura-di-sé”.</p>
<p><strong>Che cosa può imparare un insegnante dalla P4C anche al di là della singola attività didattica?</strong></p>
<p>Un/a insegnante che si trasforma in facilitatore/trice impara a guardarsi allo specchio dal punto di vista professionale: riesce a percepirsi come variabile dipendente nella complessità dell’attività educativa. Pertanto, non chiude un percorso didattico con una valutazione dei risultati conseguiti dai suoi allievi sulla base di qualche standard, ma attiva una valutazione continua-formativa e di sistema che include anche le valutazioni degli studenti e delle studentesse. Impara, inoltre, a capovolgere la didattica, nel senso che i ponti che costruisce tra i contenuti disciplinari e le menti degli/lle alunni/e vengono attraversati partendo dalla sponda di chi apprende e non da quella dei contenuti. Impara, in conclusione, che i contenuti delle discipline scolastiche, prima di essere risposte standardizzate, sono state domande; cerca, di conseguenza, di portarle alla luce come tali e di farle “sentire”, come tali agli/alle alunni</p>
<p>Per info e iscrizioni (scadenza 7 novembre)</p>
<p><a href="https://www.filosofare.org/crif-p4c/corso-platone-miti-la-philosophy-for-community/">https://www.filosofare.org/crif-p4c/corso-platone-miti-la-philosophy-for-community/</a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-356997" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/53023848-342C-41EF-969C-FAD910BAC801-398x600.png" alt="" width="398" height="600" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/53023848-342C-41EF-969C-FAD910BAC801-398x600.png 398w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/53023848-342C-41EF-969C-FAD910BAC801-768x1159.png 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/53023848-342C-41EF-969C-FAD910BAC801-1018x1536.png 1018w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/53023848-342C-41EF-969C-FAD910BAC801.png 1021w" sizes="auto, (max-width: 398px) 100vw, 398px" /></p>
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		<title>La pace e il dialogo, al Museo dell’antica Capua il Rotary incontra la musica</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/la-pace-e-il-dialogo-al-museo-dellantica-capua-il-rotary-incontra-la-musica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:34:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura ed Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1447" height="2048" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/locandina.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/locandina.jpeg 1447w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/locandina-424x600.jpeg 424w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/locandina-768x1087.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/locandina-1085x1536.jpeg 1085w" sizes="auto, (max-width: 1447px) 100vw, 1447px" /></div>
<p>SANTA MARIA CAPUA VETERE (CASERTA) – La pace come impegno quotidiano, il dialogo come strada per costruirla. Domenica 4 ottobre, dalle 10 alle 12.30, il Museo Archeologico Nazionale dell’antica Capua, in via Roberto d’Angiò 44, ospiterà “La pace e il dialogo”, una mattinata di musica e confronto nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1447" height="2048" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/locandina.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/locandina.jpeg 1447w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/locandina-424x600.jpeg 424w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/locandina-768x1087.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/10/locandina-1085x1536.jpeg 1085w" sizes="auto, (max-width: 1447px) 100vw, 1447px" /></div><p>SANTA MARIA CAPUA VETERE (CASERTA) – La pace come impegno quotidiano, il dialogo come strada per costruirla. Domenica 4 ottobre, dalle 10 alle 12.30, il Museo Archeologico Nazionale dell’antica Capua, in via Roberto d’Angiò 44, ospiterà “La pace e il dialogo”, una mattinata di musica e confronto nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.</p>
<p>L’iniziativa nasce su impulso del Rotary Club Caserta “Luigi Vanvitelli” e coinvolge altri nove Rotary Club, il Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno e il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, che hanno accordato il patrocinio morale. La scelta del 4 ottobre, giorno di San Francesco, dà seguito alla riflessione sulla pace richiamata anche dalla Giornata Internazionale delle Nazioni Unite del 21 settembre. Al centro, la fraternità, il rispetto reciproco e la capacità di affrontare i conflitti attraverso il dialogo.</p>
<p>Ad aprire la mattinata sarà il concerto del Clarinet Choir “Giuseppe Martucci” di Salerno, composto da venti musicisti, con la direzione artistica di Gaetano Falzarano. Il programma spazia dal “Balletto egiziano” di Alexander Luigini al Concerto per flauto in mi minore di Saverio Mercadante, dalla fantasia d’opera sui “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo a pagine di W. Farina, M. Mangani e F. Bottigliero. Sono annunciati gli interventi solistici di Emanuela Dessì, Luigi Pettrone e Pio Manuel Magurno.</p>
<p>Al concerto seguirà una tavola rotonda. I saluti istituzionali saranno affidati alla direttrice del Museo Archeologico dell’antica Capua, Antonella Tomeo, al sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Mirra, e alla presidente del Rotary Club Caserta “Luigi Vanvitelli”, Anna Di Mauro, che condurrà l’incontro.</p>
<p>Interverranno Lucio Romano, del Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica, Giorgia Bevilacqua, docente di diritto internazionale all’Università “Luigi Vanvitelli”, Filippo Morace, basso baritono e docente di canto lirico al Conservatorio “Martucci”, Antonella Marotta, attivista umanitaria e presidente del Rotary Club Golfo di Gaeta-Monti Aurunci, Fabio Di Lella, musicologo e flautista, e Rosalba Vestini, pianista e direttrice di coro. Le conclusioni saranno affidate a Maria Vittoria Gargiulo, Positive Peace Activator e presidente della Commissione distrettuale Rotary per la Pace.</p>
<p>Accanto al Rotary Club Caserta “Luigi Vanvitelli” partecipano i Rotary Club Caserta Terra di Lavoro 1954, Aversa Terra Normanna, Caserta Reggia, Capua Antica e Nova, Maddaloni Valle di Suessola, Marcianise Ager Felix Campanus, Sessa Aurunca, Napoli Neapolis e Golfo di Gaeta-Monti Aurunci. Hanno inoltre patrocinato l’evento i Rotaract Aversa Terra Normanna, Capua Antica e Nova, Caserta “Luigi Vanvitelli”, Caserta Terra di Lavoro 1968, Caserta Reggia e Maddaloni Valle di Suessola, insieme all’Inner Wheel Caserta “Luigi Vanvitelli” e all’Interact Caserta Next Generation.</p>
<p>L’IMPEGNO DEL ROTARY</p>
<p>Per il Rotary Club Caserta “Luigi Vanvitelli”, l’appuntamento si inserisce nel percorso di servizio alla comunità dell’anno rotariano 2026-2027. Sotto la guida dell’avvocata Anna Di Mauro, il club ha posto al centro del proprio programma l’obiettivo di «creare un impatto duraturo», attraverso iniziative rivolte all’inclusione, alla cultura, alla formazione dei giovani e al sostegno delle persone più fragili.</p>
<p>«Parlare di pace significa chiederci quali gesti concreti possano renderla possibile nelle nostre comunità – dichiara Anna Di Mauro – e il dialogo richiede ascolto, rispetto e la disponibilità a riconoscere la dignità dell’altro. Con questo incontro vogliamo offrire uno spazio di confronto aperto, nel quale la riflessione e la musica ci aiutino a trasformare quei valori in un impegno condiviso».</p>
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		<title>Pompieropoli arriva a Maddaloni: una giornata educativa per diventare “pompieri per un giorno”</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/pompieropoli-arriva-a-maddaloni-una-giornata-educativa-per-diventare-pompieri-per-un-giorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Ventrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 14:50:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura ed Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="768" height="1376" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/09/pompieropoli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/09/pompieropoli.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/09/pompieropoli-335x600.jpg 335w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></div>
<p>Sabato 3 ottobre 2026 la Parrocchia Santa Sofia ospiterà un evento dedicato ai più piccoli, pensato per unire gioco, formazione e consapevolezza civica. “Pompieropoli – Pompieri per un giorno” è un’iniziativa educativa organizzata dall’Oratorio Anspi e dall’APS Eventi Santa Sofia, che trasformerà gli spazi della parrocchia in un vero e proprio villaggio dei vigili del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="768" height="1376" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/09/pompieropoli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/09/pompieropoli.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/09/pompieropoli-335x600.jpg 335w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></div><p><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Sabato 3 ottobre 2026 la Parrocchia Santa Sofia ospiterà un evento dedicato ai più piccoli, pensato per unire gioco, formazione e consapevolezza civica. “Pompieropoli – Pompieri per un giorno” è un’iniziativa educativa organizzata dall’Oratorio Anspi e dall’APS Eventi Santa Sofia, che trasformerà gli spazi della parrocchia in un vero e proprio villaggio dei vigili del fuoco, dove i bambini potranno sperimentare in prima persona attività, percorsi e dimostrazioni legate al mondo dell’emergenza e del soccorso. L’evento inizierà alle ore 9:00 e sarà rivolto ai bambini dai 6 ai 13 anni. La partecipazione richiede un abbigliamento adeguato, con gambe coperte: pantaloni lunghi, tuta o sottotuta. Per ragioni di sicurezza sono vietati gonne e pantaloncini corti. La scelta di queste regole non è formale, ma risponde alla necessità di garantire che ogni bambino possa svolgere le attività in modo protetto, soprattutto quelle che simulano piccoli percorsi di addestramento. La giornata sarà costruita come un’esperienza immersiva. I bambini potranno avvicinarsi ai mezzi dei vigili del fuoco, osservare da vicino le attrezzature, comprendere come si affrontano le emergenze e partecipare a esercitazioni pensate per la loro età. L’obiettivo non è solo far vivere un momento divertente, ma trasmettere valori di responsabilità, attenzione, collaborazione e rispetto delle regole. Il gioco diventa un modo per imparare, e l’apprendimento passa attraverso la pratica. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">La presenza degli operatori e dei volontari dell’Oratorio Anspi e dell’APS Eventi Santa Sofia garantirà un accompagnamento costante. Ogni bambino sarà seguito nelle attività, con spiegazioni semplici e chiare che permetteranno di comprendere il senso di ogni esercizio. L’evento è pensato per essere inclusivo, accessibile e capace di coinvolgere anche le famiglie, che potranno assistere alle attività e vivere la giornata insieme ai più piccoli.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">La scelta della Parrocchia Santa Sofia come luogo dell’iniziativa non è casuale. Via Cancello 155 è da anni uno spazio di aggregazione per la comunità, e ospitare un evento educativo di questo tipo significa rafforzare il ruolo della parrocchia come punto di riferimento per la crescita dei bambini e per la costruzione di una cittadinanza attiva.</span></span></p>
<p>“<span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Pompieropoli – Pompieri per un giorno” non è solo un evento ludico, ma un’occasione per avvicinare i più giovani al mondo del soccorso e della protezione civile. È un modo per far comprendere che dietro ogni intervento dei vigili del fuoco ci sono competenze, disciplina, lavoro di squadra e dedizione. Portare questi valori ai bambini significa investire nella cultura della sicurezza e della responsabilità.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">L’iniziativa si inserisce nel percorso educativo che l’Oratorio Anspi e l’APS Eventi Santa Sofia portano avanti da tempo, con attività che uniscono formazione, gioco e comunità. La giornata del 3 ottobre sarà un momento di festa, ma anche un’occasione per imparare a guardare con occhi nuovi il lavoro di chi ogni giorno protegge la collettività.</span></span></p>
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