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	<title>Tutta la Storia contemporanea della provincia di Caserta - BelvedereNews</title>
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	<description>Cronaca e notizie da Caserta, Napoli e province</description>
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	<title>Tutta la Storia contemporanea della provincia di Caserta - BelvedereNews</title>
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		<title>Spiccioli di spiritualità , L’Iran e le differenze tra sunniti e sciiti</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/spiccioli-di-spiritualita-liran-e-le-differenze-tra-sunniti-e-sciiti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 11:38:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[MEDIO ORIENTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1600" height="1063" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/f448869f-001b-48cc-ad8f-471b7655d9ae.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/f448869f-001b-48cc-ad8f-471b7655d9ae.jpeg 1600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/f448869f-001b-48cc-ad8f-471b7655d9ae-600x399.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/f448869f-001b-48cc-ad8f-471b7655d9ae-768x510.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/f448869f-001b-48cc-ad8f-471b7655d9ae-1536x1020.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></div>
<p>Per il consueto numero domenicale della rubrica “Spiccioli di spiritualità” diretta dal prof. Pasquale Vitale, Michele Pugliese- partendo dai fatti dell&#8217;Iran, una rivoluzione che sta facendo migliaia di morti tra i dimostranti- si sofferma a parlare delle differenze che ci sono tra i musulmani sciiti e sunniti. Come’è noto dalle notizie che giungono dall’Iran – [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1600" height="1063" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/f448869f-001b-48cc-ad8f-471b7655d9ae.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/f448869f-001b-48cc-ad8f-471b7655d9ae.jpeg 1600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/f448869f-001b-48cc-ad8f-471b7655d9ae-600x399.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/f448869f-001b-48cc-ad8f-471b7655d9ae-768x510.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/f448869f-001b-48cc-ad8f-471b7655d9ae-1536x1020.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></div><p>Per il consueto numero domenicale della rubrica “Spiccioli di spiritualità” diretta dal prof. Pasquale Vitale, Michele Pugliese- partendo dai fatti dell&#8217;Iran, una rivoluzione che sta facendo migliaia di morti tra i dimostranti- si sofferma a parlare delle differenze che ci sono tra i musulmani sciiti e sunniti.</p>
<p>Come’è noto dalle notizie che giungono dall’Iran – per la verità un po’ a singhiozzo, oggi se ne parla di più domani un po’ meno – in quel paese è in atto una serie di dimostrazioni contro il regime degli ayatollah che a quanto pare – le notizie giungono filtrate e hanno anche sospeso il collegamento internet – stanno procurando migliaia di morti tra i dimostranti. Come ha ampiamente illustrato Alessandro Campi sul Mattino del 12 gennaio 2026, del cui contributo mi avvalgo nella stesura della prima parte del mio articolo, per capire cosa sta accadendo in quel paese bisogna partire dall’unicità di quel regime, che non è una dittatura classica o semplicemente una struttura di potere repressiva e intollerante, ma è una teocrazia, ovvero un governo della società basato sull’osservanza scrupolosa e obbligatoria dei dettami religiosi. Un sistema nel quale il potere – politico economico ideologico – è direttamente nelle mani del clero sciita che lo gestisce a partire dalla rivoluzione del 1979 utilizzando, come braccio armato, i guardiani della rivoluzione: prima milizia, e poi corpo militare, direttamente agli ordini della Guida suprema. Mi si perdoni il paragone un po’ ardito, ma è se come in Italia governasse, invece che un parlamento liberamente eletto, il papa e che la sua milizia (le guardie svizzere) arrestassero tutti quelli che non vanno a messa la domenica.<br />
In Iran, dopo la rivoluzione di cui si è detto, con cui fu rovesciato il monarca Reza Pahlavi, lo Scià di Persia (regime non molto dissimile a quello attuale, dispotico, corrotto ma per lo meno non legato all’ambito del sacro), si è preteso di annullare alla radice qualunque distinzione tra la sfera confessionale e la sfera pubblico-istituzionale, situazione che sopravvive anche in quei paesi dove oggi si tenta, e spesso ci si riesce, a trasformare la politica in un mero strumento della religione. Si pensi ai fenomeni del terrorismo islamico di Al Qaida di qualche anno fa o alla istituzione dello Stato islamico dell’ISIS.<br />
È pur vero che i totalitarismi della prima metà del Novecento – nazionalsocialismo, fascismo e comunismo stalinista – scimmiottarono a modo loro le liturgie religiose, (si pensi alle grandi adunate o anche ai segni distintivi, ai saluti e alle parate) per creare un consenso di massa al loro sistema di potere, ma erano pur sempre fondati su ideologie profane e secolari. L’Iran invece ha costruito un ordine costituzionale e un modello sociale che si vuole direttamente ispirato dalla volontà divina, così come interpretata dagli ayatollah e controllato dalle sue milizie.<br />
Il risultato è che chi oggi protesta nelle piazze contro il regime non è considerato un oppositore politico da reprimere e arrestare, ma un “nemico di Dio” da punire con la morte. Il dissenso cioè equivale alla blasfemia ed è considerato una forma di disprezzo per la religione in sé, non una critica a un regime liberamente eletto, e le ondate di proteste si scontrano non solo col regime che tenta di reprimerle, ma anche con un consenso diffuso di una frangia conservatrice della società che ha sempre considerato le contestazioni politiche alla gerarchia religiosa un colpevole atto di rinuncia alla fede dei Padri.<br />
E infatti la rivolta non è nata come un atto di disobbedienza all’ordine costituito, a cui volente o nolente tutti sono costretti, ma come atto di ribellione al disagio economico che il paese sta attraversando anche a causa delle pesanti sanzioni internazionali che sono state effettuate nei suoi confronti.<br />
Abbiamo parlato di religione e teocrazia, ma perché in Iran vi è un regime del genere? Naturalmente ci sono cause storiche che dipendono dal fatto che in quel paese vi è una particolare forma di islamismo che si chiama sciita. I musulmani nel mondo si dividono in sciiti e sunniti, più altre piccole confessioni mistico-religiose. La stragrande parte dei musulmani sono sunniti (circa l’87%), il restante (13%) sono sciiti e si trovano quasi tutti in Iran. I due gruppi sono in perenne conflitto tra di loro (un po’ come nel passato lo erano cattolici e protestanti). La principale differenza risiede nella successione del profeta Maometto, nell&#8217;interpretazione teologica e nella struttura gerarchica del clero. I sunniti sostengono i califfi storici e un approccio comunitario, mentre gli sciiti ritengono legittima la discendenza di &#8216;Ali ibn Abi Talib, cugino e genero del profeta Maometto, e attribuiscono maggiore importanza a figure religiose infallibili, che oggi sono dette ayatollah.<br />
I sunniti devono il loro nome dalla Sunna (consuetudine), un testo religioso – dopo il Corano – che raccoglie le tradizioni e le consuetudini legislative tratte dal modo di comportarsi di Maometto nelle varie circostanze della vita, e considerata un’interpretazione autentica del Corano, che ha valore di norma e di esempio per i credenti. I sunniti credono che il leader possa essere un membro capace della comunità, figure politiche e esperti (ulema) non necessariamente intermediari con la sfera del sacro, e infatti sono presenti in gran parte dei paesi musulmani a struttura democratica, come per esempio in Turchia. Gli sciiti invece hanno una gerarchia strutturata, con capi religiosi che agiscono da intermediari divini e sono concentrati principalmente in Iran, Iraq, Azerbaigian, Bahrein e in alcune zone del Libano e Yemen. Entrambi riconoscono il Corano, ma attribuiscono valore a tradizioni diverse. Nonostante le differenze, entrambe le correnti condividono i pilastri fondamentali dell’Islam e cioè: la professione di fede, la preghiera quotidiana, l’elemosina legale, il digiuno del Ramadan e il pellegrinaggio alla Mecca.<br />
Come spesso accade tra le correnti religiose che traggono origine da un unico fondatore, la differenza la fa il modo di intendere le sacre scritture. Il Corano è un testo complesso e può essere interpretato e manipolato nei modi più diversi. A me piace vederne gli aspetti di un Dio misericordioso e paziente e non quello di despota, come quello in cui si invoca come As-Salam (colui che dona la pace), uno dei 99 nomi con cui i musulmani chiamano Dio. Molti passi del testo sacro fanno riferimento a un Dio di pace e misericordia e una preghiera islamica per la pace, basata sugli insegnamenti coranici e la tradizione profetica, invoca Allah come fonte di serenità e riconciliazione: &#8220;O Allah! Tu sei la Pace, e la pace viene da Te; Benedetto sei Tu, o Possessore di Gloria e Onore&#8221;. Ti chiedendo di trasformare i cuori, porre fine ai conflitti e unire tutta l’umanità in un abbraccio di pace.</p>
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		<title>Niscemi, la biblioteca &#8220;Angelo Marsiano&#8221; a rischio crollo: l&#8217;allarme di Archeoclub d&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/niscemi-la-biblioteca-angelo-marsiano-a-rischio-crollo-lallarme-di-archeoclub-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nunzia Sannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 14:32:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1080" height="1186" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260206_133506_Google.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260206_133506_Google.jpg 1080w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260206_133506_Google-546x600.jpg 546w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260206_133506_Google-768x843.jpg 768w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></div>
<p>A lanciare l’allarme è Archeoclub d’Italia, che parla di una situazione ormai critica e potenzialmente irreversibile. Secondo Rosario Santanastasio, presidente nazionale di Archeoclub d’Italia, l&#8217;edificio si trova in una condizione di estrema vulnerabilità e richiede interventi urgenti. L&#8217;associazione sottolinea la necessità di istituire una Protezione Civile dei Beni Culturali e di investire risorse nella catalogazione [&#8230;]</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-343785" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260206_133521_Google-526x600.jpg" alt="" width="526" height="600" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260206_133521_Google-526x600.jpg 526w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260206_133521_Google-768x875.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260206_133521_Google.jpg 1072w" sizes="auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px" /></p>
<p>Secondo Rosario Santanastasio, presidente nazionale di Archeoclub d’Italia, l&#8217;edificio si trova in una condizione di estrema vulnerabilità e richiede interventi urgenti. L&#8217;associazione sottolinea la necessità di istituire una Protezione Civile dei Beni Culturali e di investire risorse nella catalogazione e digitalizzazione del patrimonio storico e librario.</p>
<p>All&#8217;interno della biblioteca sono conservati oltre 4.000 volumi, tra cui testi di storia locale e regionale, documenti,  mappe, appunti, libri antichi precedenti al 1830 e persino un volume del Cinquecento. Un patrimonio legato alla storia e all&#8217;identità di Niscemi e della Sicilia, raccolto dall&#8217;intellettuale Angelo Marsiano.</p>
<p>Francesco Finocchiaro, direttore nazionale del Dipartimento Architettura e Paesaggio di Archeoclub d’Italia, evidenzia come la mancanza di un archivio digitale e di un inventario completo renda il rischio di perdita ancora più grave. Le attività di catalogazione e digitalizzazione erano state avviate ma non completate.</p>
<p>La vicenda di Niscemi, conclude Archeoclub d’Italia, rappresenta un caso emblematico di una problematica diffusa in molte realtà periferiche del Paese: biblioteche e archivi comunali abbandonati, con patrimoni culturali che rischiano di scomparire per sempre senza interventi tempestivi.</p>
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		<title>I bambini della Shoah</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/i-bambini-della-shoah/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Dello Iacovo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 05:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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<p>Quando si pensa alla Shoah, la parola che immediatamente ci si accosta è orrore. &#160; La giornata della memoria ci chiede di non dimenticare quell&#8217;orrore. Oggi nel mondo vi sono guerre e spesso si parla ancora di stermini. Verso queste crudeltà bisogna ergere subito un muro, ricorrendo alla memoria per impedire all&#8217;umanità di tornare sulle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="642" height="428" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/81abdcd3c8dede3df7e9e21d54d4ab86.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/81abdcd3c8dede3df7e9e21d54d4ab86.webp 642w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/81abdcd3c8dede3df7e9e21d54d4ab86-600x400.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px" /></div><p>Quando si pensa alla Shoah, la parola che immediatamente ci si accosta è orrore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <em>giornata della memoria</em> ci chiede di non dimenticare quell&#8217;orrore. Oggi nel mondo vi sono guerre e spesso si parla ancora di stermini. Verso queste crudeltà bisogna ergere subito un muro, ricorrendo alla memoria per impedire all&#8217;umanità di tornare sulle strade dell&#8217;orrore.</p>
<p><strong>Il museo della Shoah</strong>, fra le centinaia di testimonianze, conserva una sezione dedicata ai bambini; più di duecento furono i deportati da Roma e nessuno tornò indietro.</p>
<p>La foto di Emma può testimoniare per tutte le infanzie spezzate il <strong>16 ottobre 1943</strong>.</p>
<p>L&#8217;infanzia è uno dei luoghi più vulnerabili della memoria. Senza le fotografie, le lettere, i certificati conservati dalle famiglie, molte di queste vite sarebbero rimaste anonime. La campagna &#8220;<em>Dalle case alla Storia&#8221;</em> nasce anche per questo: per restituire ai più piccoli il diritto di essere ricordati.</p>
<p>Le storie che emergono dai documenti familiari parlano di bambini molto piccoli, di madri strappate dalle case, di padri scomparsi dopo una delazione. Raccontano una Shoah vista dall’altezza di chi non aveva strumenti per capire, e a volte neanche per ricordare.</p>
<p><strong>Emma Di Veroli</strong> aveva poco più di due anni quando fu arrestata, il 16 ottobre 1943, insieme ai suoi genitori Mario Di Veroli e Grazia Ajò, e deportata a Birkenau. Nessuno di loro farà ritorno.</p>
<p>La sua foto, conservata per decenni dai parenti, è oggi il simbolo degli oltre 200 bambini deportati da Roma tra il 16 ottobre 1943 e la Liberazione. Il fondo Di Veroli, donato alla Fondazione nel 2017, ha permesso di ricostruire la storia di questa famiglia.</p>
<p>Grazie ai documenti preservati, oggi questi bambini tornano ad avere un nome e una storia.</p>
<p>La giornata della memoria non è solo un momento di commemorazione, ma un appello all&#8217;umanità per costruire un futuro migliore, imparando dal passato.</p>
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		<title>Royal Monday alla Reggia di Caserta</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/royal-monday-alla-reggia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Dello Iacovo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 19:51:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="672" height="344" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/615962818_1335182761985603_2035585483185015490_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/615962818_1335182761985603_2035585483185015490_n.jpg 672w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/615962818_1335182761985603_2035585483185015490_n-600x307.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 672px) 100vw, 672px" /></div>
<p>La Reggia di Caserta si conferma crocevia della diplomazia culturale europea. Nella giornata odierna, l’antico palazzo borbonico ha ospitato il Royal Monday, una giornata di incontri e visite che ha riunito direttori, presidenti e rappresentanti delle principali residenze reali del continente, appartenenti al network delle European Royal Residences. Un appuntamento di alto profilo, pensato per [&#8230;]</p>
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<p data-start="823" data-end="1434">L’iniziativa, promossa dalla Reggia di Caserta – istituto del Ministero della Cultura – e organizzata con Opera Laboratori, gode del patrocinio dell’ARRE, l’Associazione delle Residenze Reali Europee. Il progetto espositivo è il risultato di una collaborazione internazionale che coinvolge realtà di primo piano come il Château de Versailles, il Patrimonio Nacional spagnolo con opere provenienti dal Palazzo Reale di Madrid e dalla Galería de las Colecciones Reales, il Castello di Schönbrunn, le Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, il Palazzo Reale di Napoli, la Reggia di Venaria e i Musei Reali di Torino.</p>
<p data-start="1436" data-end="2070">Gli ospiti sono stati accompagnati lungo il percorso espositivo dal direttore Tiziana Maffei, dalla co-curatrice Valeria Di Fratta e dallo staff del Museo. La mostra nasce da una ricerca interdisciplinare che restituisce centralità al ruolo delle sovrane europee come protagoniste della costruzione di una cultura condivisa, capaci di intrecciare relazioni politiche, artistiche e simboliche ben oltre i confini dei rispettivi regni. Dopo la visita alla mostra, la delegazione ha raggiunto il Parco reale e gli Appartamenti storici, in una giornata che ha rappresentato anche un’importante occasione di valorizzazione del sito UNESCO.</p>
<p data-start="2072" data-end="2363">Il <em data-start="2075" data-end="2089">Royal Monday</em> ha così segnato una tappa significativa nel percorso di cooperazione tra le residenze reali europee, confermando il prestigio internazionale della Reggia di Caserta e la volontà comune di investire nella tutela e nella narrazione condivisa del patrimonio storico-artistico.</p>
<p data-start="2365" data-end="3012">Nel pomeriggio, alle 16, la Gran Galleria ha ospitato la presentazione del catalogo della mostra, edito da Sillabe. Pensato come strumento scientifico complementare all’esposizione, il volume raccoglie una pluralità di voci autorevoli del panorama storiografico e storico-artistico europeo. Dopo le prefazioni di Tiziana Maffei e Rosanna Romano, il catalogo propone i saggi di studiosi come Andrea Merlotti, Giulio Sodano, Aurelio Musi, Valeria Di Fratta, Raffaele Orlando, Rosanna Cioffi, Anna Maria Rao, Enrico Colle e molti altri, offrendo una lettura articolata delle dinamiche culturali e diplomatiche che hanno attraversato l’Europa moderna.</p>
<hr data-start="3014" data-end="3017" />
<p data-start="3019" data-end="3071"><strong data-start="3019" data-end="3071" data-wp-editing="1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-342480" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/615930689_1334773795359833_7407567285737917556_n.jpg" alt="" width="188" height="235" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/615930689_1334773795359833_7407567285737917556_n.jpg 1080w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/615930689_1334773795359833_7407567285737917556_n-480x600.jpg 480w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/615930689_1334773795359833_7407567285737917556_n-768x960.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 188px) 100vw, 188px" />La memoria di una regina: Maria Sofia di Baviera</strong></p>
<p data-start="3073" data-end="3434">Non è casuale che il <em data-start="3094" data-end="3108">Royal Monday</em> cada il 19 gennaio. In questa data, nel 1925, moriva Maria Sofia di Baviera, ultima regina consorte del Regno delle Due Sicilie. Figura controversa e a lungo fraintesa, Maria Sofia incarna in modo emblematico il filo rosso della mostra: quello delle regine come tessitrici di relazioni, simboli politici e identità culturali.</p>
<p data-start="3436" data-end="3958">Sorella dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, la celebre Sissi, Maria Sofia sposò Francesco II di Borbone nel 1859, in un matrimonio che rafforzava l’asse tra la corona asburgica e quella napoletana. Ma la giovane regina seppe presto distinguersi per un carattere saldo e una determinazione rara. Durante l’assedio di Gaeta, ultima roccaforte del regno borbonico, fu presenza costante tra i soldati e negli ospedali, guadagnandosi l’appellativo popolare di “’O surdato ’e Gaeta” e quello letterario di “Aquiletta bavara”.</p>
<p data-start="3960" data-end="4362">Accanto al coraggio, Maria Sofia conobbe anche il peso della diffamazione: una violenta campagna mediatica, alimentata persino da fotomontaggi, ne minò l’immagine pubblica, spingendola a una scelta di riservatezza e silenzio. Un aspetto che la mostra <em data-start="4211" data-end="4219">Regine</em> approfondisce attraverso una sezione multimediale, restituendo complessità e dignità a una sovrana che difese il proprio ruolo fino alla fine.</p>
<p data-start="4364" data-end="4668" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel giorno del <em data-start="4379" data-end="4393">Royal Monday</em>, mentre le corti europee si incontrano nel segno della cooperazione culturale, il ricordo di Maria Sofia di Baviera riaffiora come monito e testimonianza: dietro le grandi architetture del potere, furono spesso le regine a tessere le trame più durature della storia europea.</p>
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		<title>Le Regine di Napoli e l’eredità viva della storia: alla Reggia</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/le-regine-di-napoli-e-leredita-viva-della-storia-alla-reggia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nunzia Sannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 10:58:05 +0000</pubDate>
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<p>Le donne della nostra storia non appartengono solo al passato: vivono nelle trame che hanno tessuto, nelle visioni che continuano a orientare il presente. È con questo spirito che il 19 dicembre, nella cornice solenne e senza tempo della Reggia di Caserta, è stata inaugurata la mostra &#8220;Regine, trame di cultura e diplomazia tra Napoli [&#8230;]</p>
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<p>È con questo spirito che il 19 dicembre, nella cornice solenne e senza tempo della Reggia di Caserta, è stata inaugurata la <strong>mostra</strong> &#8220;<strong>Regine, trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa&#8221;.</strong></p>
<p><em>Un percorso espositivo che restituisce voce, volto e profondità alle sovrane che hanno inciso in modo determinante sulla storia politica e cultural</em>e del continente.</p>
<p><strong>L’inaugurazione</strong> ha rappresentato un momento di grande <strong>valore simbolico</strong> e culturale, impreziosito dalla <strong>presenza</strong> della <strong>Famiglia</strong> <strong>Reale</strong> dei <strong>Borbone</strong> delle <strong>Due</strong> <strong>Sicilie.</strong></p>
<p><em>testimone vivente di una tradizione storica che ha segnato profondamente il Regno di Napoli e il dialogo con le corti europee.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-340772" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251223-WA0013-450x600.jpg" alt="" width="450" height="600" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251223-WA0013-450x600.jpg 450w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251223-WA0013-768x1024.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251223-WA0013-1152x1536.jpg 1152w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251223-WA0013.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>In particolare, ha suscitato viva attenzione la <strong>presenza</strong> di <strong>Sua</strong> <strong>Altezza</strong> <strong>Reale</strong> il <strong>Principe</strong> <strong>Carlo</strong>, figura di riferimento per la continuità storica e culturale della Casa Reale, <strong>accompagnato</strong> dalla Consorte la principessa <strong>Camilla</strong> e dalle figlie <strong>Maria</strong> <strong>Carolina e </strong> <strong>Maria</strong> <strong>Chiara</strong> e dalla sorella <strong>Beatrice di Borbone</strong> e ancora dalla <strong>Marchesa Federica De Gregorio,  delegata Campania dello SMOCDSG</strong> hanno impreziosito la bellissima Mostra.</p>
<p><strong>L&#8217;</strong><strong>eleganza e la sensibilità delle Principesse hanno incarnato perfettamente lo spirito della mostra: quello di una femminilità capace di unire grazia, intelligenza e visione politica.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-340773" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251223-WA0003-396x600.jpg" alt="" width="396" height="600" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251223-WA0003-396x600.jpg 396w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251223-WA0003-768x1163.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251223-WA0003-1014x1536.jpg 1014w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251223-WA0003.jpg 1347w" sizes="auto, (max-width: 396px) 100vw, 396px" /></p>
<p><strong>La mostra</strong> non si limita a <strong>celebrare</strong> il passato, ma invita a una riflessione più ampia sul <strong>ruolo</strong> <strong>reale</strong>, spesso sottovalutato  che queste <strong>donne</strong> hanno avuto nella <strong>costruzione dell’Europa moderna.</strong></p>
<p><strong> Regine, consorti e sovrane che furono protagoniste di alleanze diplomatiche, promotrici di arti e saperi, custodi di una cultura che ha attraversato secoli e confini.</strong></p>
<p>&#8220;<em>Tra le opere esposte, alcune provenienti da collezioni private, anche grazie al prestito concesso da me e da mio marito, emergono storie di potere esercitato con intelligenza e lungimiranza, di diplomazia silenziosa ma efficace, di una leadership femminile che ha saputo incidere ben oltre i protocolli di corte&#8221;</em> &#8211; ha <strong>dichiarato</strong> la <strong>Principessa Camilla</strong>,  consorte dell&#8217;erede al trono Carlo di Borbone,  Duca di Castro.</p>
<p>La presenza della Famiglia Reale dei Borbone delle Due Sicilie ha rafforzato il legame tra memoria e attualità, sottolineando come la storia non sia un’eredità immobile, ma un racconto vivo che continua a parlarci attraverso le persone, i gesti e la consapevolezza del proprio ruolo nel mondo contemporaneo.</p>
<p><strong>Alla Reggia di Caserta, le Regine di Napoli</strong> non sono tornate solo come figure da ammirare, ma come <strong>voci da ascoltare</strong>.</p>
<p>Grazie a eventi come questo, il loro messaggio continua a ispirare nuove generazioni, ricordando che la cultura, la diplomazia e la visione nascono spesso da donne capaci di cambiare il corso della storia</p>
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		<title>Nel sottosuolo della città degli Oplonti c&#8217;è un ipogeo pieno di corpi</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/nel-sottosuolo-della-citta-degli-oplonti-ce-un-ipogeo-pieno-di-corpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nunzia Sannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 20:41:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1080" height="768" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251020_211353_Chrome.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251020_211353_Chrome.jpg 1080w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251020_211353_Chrome-600x427.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251020_211353_Chrome-768x546.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></div>
<p>A Torre Annunziata, nel napoletano c’è un ipogeo divenuto nel fine ‘700 luogo di sepoltura di corpi colpiti da epidemie! Mirella Azzurro (Presidente Archeoclub d’Italia sede di Torre Annunziata):“ E’ nel sottosuolo di Torre Annunziata. E’ testimonianza di un grande periodo storico da fine ‘700 agli inizi ‘800! E’ possibile vedere le sepolture, il punto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1080" height="768" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251020_211353_Chrome.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251020_211353_Chrome.jpg 1080w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251020_211353_Chrome-600x427.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251020_211353_Chrome-768x546.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></div><p>A Torre Annunziata, nel napoletano c’è un ipogeo divenuto nel fine ‘700 luogo di sepoltura di corpi colpiti da epidemie!</p>
<p><strong>Mirella Azzurro</strong> (Presidente Archeoclub d’Italia sede di Torre Annunziata):“ <em>E’ nel sottosuolo di Torre Annunziata. E’ testimonianza di un grande periodo storico da fine ‘700 agli inizi ‘800! E’ possibile vedere le sepolture, il punto esatto in cui avveniva il drenaggio dei corpi di persone che furono colpite da epidemie che decimarono le città. Poi c’è anche una teca trasparente che conserva il teschio di una giovane ragazza, morta in quegli anni per parto. All’epoca il parto era molto rischioso</em>”.</p>
<p style="padding-left: 40px">A Torre Annunziata, quindi, grande successo per Archeo –  il trekking urbano realizzato da Archeoclub d’Italia sede di Torre Annunziata, che ha visto un’ottima partecipazione di pubblico! Tanti anche i passanti che, incuriositi, si fermavano per ascoltare e conoscere.</p>
<p>Il percorso urbano alla scoperta dei luoghi storici della città ha avuto inizio dalla Villa del Parnaso, la cui storia inizia dall’insediamento romano, al Palazzo delle Regie Poste e Scuderie. Dove oggi c’è una birreria, nell’800, invece, c’era una stazione di posta. E ancora dalle lapidi marmoree del 1785, opera borbonica, che segnavano, un tempo il confine tra il Casale di Bosco e la città di Torre dell&#8217;Annunciata, indicando anche norme in materia di commercio, al Santuario settecentesco dello Spirito Santo.</p>
<p>Dalla chiesa dell’Immacolata Concezione che custodisce il pulpito da cui ha predicato sant’Alfonso de’ Liguori e la Crocifissione di Mattia Preti, alla Basilica di SS. Maria della Neve con l’icona sacra della Madonna, invocata in occasione delle epidemie del 1764 delle epidemie del 1764 e del 1817 e delle eruzioni del Vesuvio del 1631, 1794, 1822 e 1906.</p>
<p>&#8220;<em>Da allora, e nei secoli, molte persone vennero a chiedere l’intercessione per delle grazie, soprattutto durante le guerre. Tutto è ben testimoniato e tutto è ben visibile!</em> ”.  <strong>ha affermato Mirella Azzurro, Presidente Archeoclub D’Italia</strong> sede di Torre Annunziata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“È la cultura che scende in mezzo alla gente. Ieri abbiamo dato vita all’archeo – trekking – urbano in compagnia di storici. E’ stata una passeggiata culturale, un vero e proprio viaggio nella storia della città di Torre Annunziata. </em></p>
<p><em>Abbiamo cominciato da Villa del Parnaso, una delle tappe principali della Strada Regia delle Calabrie. Abbiamo raccontato la storia di Villa del Parnaso, un luogo davvero millenario per quello che nasconde. La storia di Villa del Parnaso parte proprio con un insediamento di epoca romana . La villa è stata ricoperta dall’eruzione del 79 d.C. e ritrovata e in parte interrata, in parte distrutta, nel 1841 nel pieno dei lavori per realizzare la tratta ferroviaria da Portici a Nocera. Dove un tempo esisteva la villa romana fu costruita una villa nel cinquecento, distrutta e poi ricostruita dopo la catastrofica eruzione del 1631. Abbiamo poi considerato il Palazzo delle Regie Poste e Scuderie. Dove oggi c’è una birreria, prima invece c&#8217;era la stazione di posta – </em><strong>ha continuato Mirella Azzurro</strong><em> &#8211; il primo punto a partire da Napoli per chi si voleva riposare, voleva cambiare cavallo e postiglione. Abbiamo visitato la Chiesa dello Spirito Santo, la Chiesa dell&#8217;Immacolata Concezione. Abbiamo visto il pulpito dal quale predicava Sant’Alfonso Maria de’ Liguori ed abbiamo ammirato l’opera del Preti. Si tratta di un dipinto della Crocifissione, attribuito a Mattia Preti. L’opera è stata recuperata dai Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale nel 2012.</em></p>
<p><em>Ci siamo soffermati a guardare le lapidi marmoree del 1785, opera borbonica, che si trovano al Corso Garibaldi. Queste lapidi segnavano, un tempo, il confine tra il Casale di Bosco e la città di Torre dell&#8217;Annunciata. Abbiamo concluso poi il nostro itinerario presso la Basilica della Madonna della Neve, dove è conservata la sacra icona rinascimentale della protettrice della nostra città. </em></p>
<p><em>La Basilica venne costruita nel 1319 ad opera del principe Nicolò D’Alagno. I fedeli attribuiscono all’icona sacra, la protezione invocata con processioni penitenziali, ottenuta in occasione delle incursioni piratesche del XVI secolo, delle epidemie del 1764 e del 1817 e delle eruzioni del Vesuvio del 1631, 1794, 1822 e 1906. Proprio l’eruzione del 1822 viene ricordata con solenni celebrazioni il 22 di Ottobre di ogni anno. </em></p>
<p><em>Con Carlo III di Borbone, la chiesa divenne Abbazia e nel 1953 divenne Santuario della diocesi di Nola” &#8211; </em><strong>ha concluso Mirella Azzurro.</strong></p>
<p>Ricordiamo<strong> che la passeggiata,</strong> organizzata in collaborazione col <strong>Centro Studi Storici “Nicolò D’Alagno “</strong>,il cui <strong>presidente</strong>, <strong>Vincenzo Marasco,</strong> ha illustrato, invece,  gli aspetti storico-culturali, <strong>è stata inserita nel programma del Comune di Torre Annunziata in occasione dei festeggiamenti del 22 ottobre, giorno della processione votiva in onore di Maria SS della Neve.</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/nel-sottosuolo-della-citta-degli-oplonti-ce-un-ipogeo-pieno-di-corpi/">Nel sottosuolo della città degli Oplonti c&#8217;è un ipogeo pieno di corpi</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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		<title>&#8220;Aperitivo a Villa Campolieto&#8221;</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/aperitivo-a-villa-campolieto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nunzia Sannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 08:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1080" height="1350" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1760166907643.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1760166907643.jpg 1080w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1760166907643-480x600.jpg 480w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1760166907643-768x960.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></div>
<p>Sabato 11 Ottobre, dalle 18:00 all’1:00 a Villa Campolieto a corso Resina n 283 ad Ercolano (Na) ci sarà l&#8217;evento &#8221; Aperitivo a Villa Campolieto&#8221; Un viaggio tra gusto e musica con: Nick The Nightfly 5tet live DJset Irene Ferrara Un esperienza multisensoriale tra enogastronomia, cultura e inclusione prende vita nella splendida Villa Campolieto patrimonio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1080" height="1350" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1760166907643.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1760166907643.jpg 1080w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1760166907643-480x600.jpg 480w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1760166907643-768x960.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></div><p>Sabato 11 Ottobre, dalle 18:00 all’1:00 a Villa Campolieto a corso Resina n 283 ad Ercolano (Na) ci sarà l&#8217;evento &#8221; Aperitivo a Villa Campolieto&#8221;</p>
<p>Un viaggio tra gusto e musica con:<br />
Nick The Nightfly 5tet live<br />
DJset Irene Ferrara</p>
<p>Un esperienza multisensoriale tra enogastronomia, cultura e inclusione prende vita nella splendida Villa Campolieto patrimonio del Miglio d’Oro. È un viaggio nel cuore pulsante del Vesuvio tra i suoi sapori autentici, le sue eccellenze vinicole e la sua storia millenaria.</p>
<p>Degustazioni guidate con i migliori vini delle cantine vesuviane</p>
<p>&#xfe0f;Mostra Dall’uovo alle Mele</p>
<p>Laboratori per tutti i partecipanti senza barriere</p>
<p>Corner dedicato ai Gin vesuviani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partner: Vitigno Italia, Un Fiore Per La Vita, Consorzio Costa Del Vesuvio, Bang Eventi<br />
Amasud, Fondazione Ente Ville Vesuviane,</p>
<p>Villa Campolieto – Ercolano</p>
<p>L&#8217;evento è parte del progetto Wine Spot &#8211; senza barriere confinanziato dalla regione Campania in collaborazione con Vitigno Italia e altri partner del territorio.</p>
<p>PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA</p>
<p><span id="more-334740"></span></p>
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		<title>Maria Francesca, la prima donna canonizzata del Sud Italia.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/maria-francesca-la-prima-donna-canonizzata-del-sud-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nunzia Sannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 08:22:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<category><![CDATA[Quartieri Spagnoli]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Maria Francesca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="560" height="888" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1759736455802.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1759736455802.jpg 560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1759736455802-378x600.jpg 378w" sizes="auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px" /></div>
<p>Oggi, 6 ottobre a Napoli e precisamente nei Quartieri Spagnoli si festeggia Maria Francesca delle cinque piaghe e sono tantissime le napoletane che festeggiano l&#8217;Onomastico. Nel centro storico di Napoli, nei Quartieri Spagnoli, proprio a ridosso di via Toledo, c&#8217;è infatti una chiesa piccolissima dedicata a Santa Maria Francesca delle cinque piaghe. Santa Francesca nacque [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="560" height="888" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1759736455802.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1759736455802.jpg 560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/FB_IMG_1759736455802-378x600.jpg 378w" sizes="auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px" /></div><p>Oggi, <strong>6 ottobre</strong> a Napoli e precisamente nei Quartieri Spagnoli si festeggia <strong>Maria Francesca delle cinque piaghe </strong>e sono tantissime le napoletane che festeggiano l&#8217;Onomastico.</p>
<p>Nel centro storico di Napoli, nei <strong>Quartieri</strong> <strong>Spagnoli</strong>, proprio a ridosso di via Toledo, c&#8217;è infatti una <strong>chiesa piccolissima</strong> dedicata a Santa Maria Francesca delle cinque piaghe.</p>
<p><strong>Santa Francesca nacque e morì a Napoli nel &#8216;700</strong>. Fu la prima donna canonizzata del sud della penisola e fu <strong>nominata compatrona di Napoli, assieme a San Gennaro</strong>.</p>
<p>I napoletani le sono molto devoti poichè tutte le <strong>donne che desiderano diventare madri rivolgono alla Santa le loro suppliche</strong>.</p>
<p>All&#8217;interno della chiesa vi è una <strong>sedia</strong> ritenuta <strong>miracolosa</strong> dai fedeli dato che su di essa, solitamente, Maria Francesca sedeva per riposare.</p>
<p>Insomma chi vuole chiedere una <strong>grazia alla Santa</strong>, vi si siede e prega per avere il prezioso dono della <strong>maternità</strong>.</p>
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		<title>Accadde oggi: il 3 ottobre 1839 fu inaugurata la stazione Napoli-Portici</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/accadde-oggi-il-3-ottobre-1839-fu-inaugurata-la-stazione-napoli-portici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 05:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1080" height="625" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251003_072336.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251003_072336.jpg 1080w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251003_072336-600x347.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251003_072336-768x444.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></div>
<p>Oggi, 3 ottobre, ricordiamo la Ferrovia Napoli-Portici, che fu la prima linea ferroviaria costruita nella penisola italiana, nel territorio all&#8217;epoca facente parte del Regno delle Due Sicilie. Commissionata da re Ferdinando II delle Due Sicilie, la linea venne ufficialmente inaugurata il 3 ottobre 1839. Dato che la stazione di Napoli al Carmine non era ancora [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1080" height="625" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251003_072336.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251003_072336.jpg 1080w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251003_072336-600x347.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251003_072336-768x444.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></div><p>Oggi, 3 ottobre, ricordiamo la Ferrovia Napoli-Portici, che fu la prima linea ferroviaria costruita nella penisola italiana, nel territorio all&#8217;epoca facente parte del Regno delle Due Sicilie. Commissionata da re Ferdinando II delle Due Sicilie, la linea venne ufficialmente inaugurata il 3 ottobre 1839.</p>
<p>Dato che la stazione di Napoli al Carmine non era ancora pronta, il viaggio di inaugurazione avvenne con partenza da Portici. Il primo convoglio era composto da una locomotiva a vapore, di costruzione inglese Longridge e Co. di Newcastle, battezzata &#8220;Vesuvio&#8221;, una locomotiva a tre assi liberi di cui uno motore che sviluppava una potenza pari a 65CV, e da otto vagoni</p>
<p>Il percorso, a binario semplice e lungo 7250 metri, venne coperto in nove minuti e mezzo.</p>
<p>Oggi il suo tracciato è integrato nella ferrovia Napoli-Salerno.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In Italia c’è il piccolo borgo di Esanatoglia, si trova nelle Marche.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/in-italia-ce-il-piccolo-borgo-di-esanatoglia-si-trova-nelle-marche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 08:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Archeoclub]]></category>
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		<category><![CDATA[Esanatoglia]]></category>
		<category><![CDATA[Futurismo]]></category>
		<category><![CDATA[mountain – bike]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Malcavalca]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Zampini]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1144" height="708" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-01-alle-19.16.30.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-01-alle-19.16.30.png 1144w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-01-alle-19.16.30-600x371.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-01-alle-19.16.30-768x475.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1144px) 100vw, 1144px" /></div>
<p>Poniamo l’attenzione sui borghi interni. Esanatoglia conta circa 1890 abitanti e fa parte dei borghi più belli d’Italia. E’ un borgo medievale immerso in una natura incantevole, ai piedi dell’Appennino Umbro – Marchigiano. Un borgo che ha grandi potenzialità, noto per il trekking e per gare internazionali di mountain – bike ed è un paesino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/in-italia-ce-il-piccolo-borgo-di-esanatoglia-si-trova-nelle-marche/">In Italia c’è il piccolo borgo di Esanatoglia, si trova nelle Marche.</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1144" height="708" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-01-alle-19.16.30.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-01-alle-19.16.30.png 1144w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-01-alle-19.16.30-600x371.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-01-alle-19.16.30-768x475.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1144px) 100vw, 1144px" /></div>
<p align="justify">Poniamo l’attenzione sui borghi interni. Esanatoglia conta circa 1890 abitanti e fa parte dei <strong>borghi più belli d’Italia</strong>. E’ un borgo medievale immerso in una natura incantevole, ai piedi dell’Appennino Umbro – Marchigiano. Un borgo che ha grandi potenzialità, noto per il trekking e per gare internazionali di mountain – bike ed è un paesino interessante, raccolto nelle Mura, che conserva case medievali e si possono osservare le tre porte, come la porta usuale, la porta degli sposi, la porta del morto, dalla quale si facevano uscire i defunti. Dunque è un borgo che ha una grande storia ed è ricco di bellezza. Lo ha dichiarato Fiorella Paino, Presidente Archeoclub d’Italia sede di Marca di Camerino, nelle Marche. Pur non avendo subito danni eclatanti dal sisma, in quanto il paese era stato restaurato con tutti i crismi dopo &#8217;97, la situazione di alcuni edifici sacri è tale che non è più visibile quanto contenuto negli stessi, se non ciò che è stato possibile trasferire e mettere in sicurezza. La situazione attuale nel borgo di Esanatoglia, nelle Marche, a nove anni dal sisma del 2016 vede ancora la chiusura per inagibilità di alcune chiese. Per la salvaguardia di opere mobili, l&#8217;Amministrazione comunale ha provveduto a trasferire soprattutto quelle provenienti dalla chiesa di San Martino nella sala consiliare posta all’interno della sede comunale, un tempo residenza dei Varano, signori di Camerino e di un ampio territorio. L’edificio storico, restaurato in maniera ottimale dopo il terremoto del 1997, conserva fra l’altro due cicli di pitture murali della fine del 1400 recuperate anch’esse dopo un sapiente restauro. Le opere provenienti dalla chiesa di San Martino, sono soprattutto statue lignee tra cui l’antichissimo Crocifisso proveniente dal non più esistente monastero di Sant&#8217;Angelo infra ostia e risalente al 1200. Alcuni dipinti sono invece alloggiati nella chiesa sconsacrata di San Francesco. Le tele in attesa di restauro sono diverse tra cui una di grande valore storico-artistico per la quale l&#8217;Associazione bibliotecaria si sta adoperando per poterne finanziare il restauro. Il Presidente Archeoclub d’Italia sede Marca di Camerino, nelle Marche, Fiorella Paino afferma:“ <i>Esanatoglia lì dove c’è la porta degli sposi e la porta del morto! E’ un borgo di 1890 abitanti. A 9 anni dal terremoto, purtroppo abbiamo molte chiese ancora chiuse. In alcuni casi le opere sono state allestite nella sala consiliare, posta all’interno della sede comunale. Sede comunale che un tempo era una delle residenze dei Varano, signori di Camerino. C’è ritardo sui lavori di ripristino di Palazzo Zampini. Ma la luce c’è. A poca distanza, nella frazione di Palazzo di Esanatoglia, è stato riaperto, dopo lavori di restauro che lo hanno riportato alla fruibilità, Palazzo Malcavalca del XIII secolo, oggi simbolo di luce, di speranza. E’ PalazzoLab, in un contesto naturalistico di grande suggestione, luo</i><i>go di conferenze e di Venilà cucina dialettale con un progetto di ristorazione che coinvolge ragazzi speciali!</i>”.  Per quanto riguarda i preziosi mobili di Palazzo Zampini, per il quale si era progettata la trasformazione in museo del Futurismo, proprio a causa delle lungaggini burocratiche che ne stanno spaventosamente ritardando il restauro, sono visibili solo con difficoltà, solo su appuntamento e all&#8217;interno di alcuni locali del Palazzo Comunale. E’ però stato reso fruibile, a qualche km di distanza dall’abitato, il Palazzo Malcavalca (sec. XIII) che un attento restauro ha trasformato in luogo di incontri e conferenze. “<em>Archeoclub d’Italia lavora alla tutela dei borghi interni dell’Italia ed è la sentinella di questi territori. Abbiamo costantemente acceso i riflettori su questi piccoli centri storici che in alcune circostanze sono piccole frazioni di Borghi. Frazioni e Borghi che stanno rischiando lo spopolamento –</em> ha dichiarato Rosario Santanastasio<em>, </em>Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia<em> &#8211; perchè spesso abbandonati dai giovani. Resistono invece quei centri, borghi, frazioni, che puntano alla tutela del patrimonio culturale, al recupero dello stesso patrimonio, all’inserimento in un circuito turistico e all’innovazione digitale</em>”.</p>
<p align="justify">Il modello Esanatoglia ci dice che si può fare! I borghi hanno un futuro grazie al patrimonio culturale e sociale. </p>
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