ASPETTANDO SANREMO

Di Sebastiano Devastato

Sono mesi che è già cominciato il conto alla rovescia in attesa del 76° FESTIVALDELLA CANZONE ITALIANA, che, si disse, non era giusto che si svolgesse

sempre a Sanremo, nonostante una tradizione consolidata, e, per quanto mi è dato
saperne, mai messa in discussione. Pero, però….i ‘puristi’ della canzone italiana da
tempo, arricciando il naso colto (non corto!) ed inarcando l’inclito sopracciglio,
ricordavano ai più che se si continua a parlare della canzone italiana, bisognava,
come ‘location’, ahò , si dice così, no? Occorresse ambientarne qualche edizione
anche nelle città italiane che, nel campo musicale , hanno dato lustro al bel canto,
e, appunto, alla canzone italiana. A cominciare da Napoli, che, già,
autonomamente, detiene una tradizione culturale nel campo della musica leggera,
che l’ha resa nota ed amata in tutto il mondo per le sue canzoni, le sue melodie
indimenticabili. Giusto per i più giovani ed i meno accorti, vorrei ricordare che in
tutto il globo, melodie, ‘pezzi’ come ‘O sole mio’, ‘Torna a Surriento’,
‘Scalinatella’ , ‘Fenesta ca lucìa’, e , in chiave più moderna, ‘Caruso’ e ‘Carmela’,
sono note in tutto il mondo, in ogni angolo del globo terracqueo , dalla Russia, alla
Cina, alla Mongolia, a Singapore, Indonesia, America latina e America del Nord,
in Canada, e lo sono come canzoni italiane, non meramente come canzoni
napoletane, dialettali. Anche perché il dialetto napoletano è una vera e propria
lingua, con le sue regole grammaticali, morfologiche, lessicali, fonetiche e
sintattiche, illustrata nella letteratura scritta da illustri letterati, come Salvatore Di
Giacomo, Raffaele Viviani, E.A. Mario, che scrisse anche la ‘Canzone del Piave’,
l’inno italiano più patriottico, e sublime, che io conosca, ma anche celeberrime
canzoni napoletane. Allora, Napoli sdoganata in piena regola per ospitare il
Festival della canzone italiana. E poi Venezia ‘La luna e tu’, Firenze ‘La porti un
bacione a Firenze’, Milano ‘ O mia bella Madunina che te brilli de luntan..’ ,
Trieste, Bologna, Roma ‘ Quanto sei bella Roma’, ‘Romantica’, ‘Arrivederci
Roma’, ‘Roma nun fa la stupida stasera…’ , ‘Er barcarolo va controcorente’ . Ma
non se ne farà niente anche quest’anno. Sanremo, riviera dei fiori e Teatro Ariston,
se vi va, se no, nisba . E; tramontato per sempre l’astro di Amadeus, passato alla
concorrenza all’apice del successo, non solo per la conduzione di Sanremo, ma per
tutto il palinsesto Rai, ecco ‘riesumato’, benché ancora relativamente giovane,
siamo ancora sotto i sessanta, Carlo Conti, il più abbronzato ( e navigato)
conduttore televisivo italiano. Già conduttore di numerose edizioni del Festival di
Sanremo, quest’anno si scatenerà con l’investimento di coconduttori e
coconduttrici, di ospiti nazionali ed internazionali, nonché nazional popolari,
termine coniato per il Festival per antonomasia, dall’illustre economista Enrico
Manca, all’epoca Ministro delle Finanze, socialista, termine che fece reagire
stizzosamente l’allora conduttore, l’immarcescibile ( allora, ora non più!) Pippo

Baudo, l’uomo che oltre al Festival ha inventato pure l’Italia…ma l’Italia di chi?
Ben a proposito giunse il conio del termine usato in senso dispregiativo dal
Ministro Manca, elitario e radical scic esponente del socialismo rampante di
Bettino Craxi, Presidente del Consiglio. Erano gli anni di Beppe Grillo che definì,
sempre dal palco di Sanremo, benché sotto metafora, ladri i socialisti, in attesa il
buon Peppe Grillo di definire ladri tutti i politici italiani della prima Repubblica e
creare il Movimento cinque stelle…..’’sic transit gloria mundi’. Ebbene
prepariamoci a dovere a seguire le cinque serate della maratona sanremese, e
alfine, Carlo il Bruno, come Filippide , annuncerà all’Agorà televisiva, l’esito della
‘battaglia’ ed il nome del vincitore. Io sto già studiando come passare quelle
cinque serate senza sentire neppure una nota delle canzoni, né un ululato dei
cantanti, né le mirabilie dei grandi ospiti internazionali, né le frescacce dei comici
e di tutti gli ospiti parlanti e non cantanti. Poiché Sanremo è anche questo : inutile
e stantìa chiacchierologia allo stato puro. Perché , vi chiederete, questo ‘gran
rifiuto’? Perché davvero, come dicono oggi anche i giornalisti più accorsati, più
seguiti, quelli più di sinistra, radical-chic a comando, ed anche i più sinistri,
Travaglio , Lezzi, Floris, Gruber e persino la Schlein , ‘capa’ del PD, nonché ‘capa
fresca’, dico io, Sanremo è il palcoscenico dell’Italia, dell’Italia ignorante,
conformista, arruffona e ‘rivoluzionaria’, ma solo a chiacchiere, imbelle e
politicamente corretta, acefala e pantofolaia. insomma dell’Italia il Festival di
Sanremo rappresenta la parte più retriva, peggiore ed immobilista. Insomma ed
infine, se già Trump e Vance non perdono occasione di deriderci di brutto, se per
caso qualcuno dello staff suggerisse loro di guardare ciò che si fa e si dice a
Sanremo, magari potrebbero decidere, non di limitarsi al biasimo, all’invettiva , a
sottolineare il ridicolo di un evento oramai antistorico, come il festival, di lanciare
un ordigno nucleare( si fa per dire…è satira politica, come diceva Antonino
Frassica, e mica dico sul serio!) sulla cittadina ligure, capitale d’Italia per quei
cinque fatidici giorni, seppellendone tutto il pattume con cui è costruito. Voglio
citare, parafrasandolo, la vittima della mafia, Peppino Impastato, ucciso per le sue
parole contro di essa, lo stesso giorno del ritrovamento del corpo esanime di Aldo
Moro nel cofano della Renault Rossa, era il fatidico 9 maggio del 1978, poco
lontano da via delle Botteghe oscure, a Roma: ‘ Il Festival di Sanremo? Una
montagna di merda!’ . Ma pagata a prezzo d’oro dai contribuenti. Buon Festival di
Sanremo a tutti. Ma non è finita qui…ne parleremo ancora, tanto non abbiamo
niente da fare, passato senza clamore il ‘giorno della memoria’ , i funerali di
Valentino e la commemorazione delle Foibe del 10 febbraio scorso, adesso invece
che ‘tutti cantano Sanremo’, come dice il martellante spot concluso dal faccione
bruno e sorridente di Carlo Conti, adesso tutti parlano di Sanremo…e c’amma fa?