Caro carburante: scioperi e conseguenze

La protesta si sta diffondendo in tutto il Sud

L’ultima notizia arriva da Salerno. Anche là il carburante comincia a scarseggiare, con conseguenti file presso le poche pompe ancora fornite.

InfoCilento parla di file nel basso Cilento e nel golfo di Policastro, mentre la Valle dell’Irno ha già pompe vuote.

E’ corsa al rifornimento, nel timore (e in previsione) di nuovi scioperi.

Lunghe attese presso le pompe, a volte con anche momenti di tensione. Nelle altre aree la situazione sembra normale, almeno al momento.

Da cosa nasce la corsa al carburante? Dallo sciopero degli autotrasportatori.

Le autorità, nel salernitano, invitano alla calma e a non farsi prendere dalla psicosi, ma il rischio è reale: ne potrebbe derivare ritardo, se non addirittura blocco, delle forniture. E’ successo in Puglia, ad esempio: là cominciano ad essere vuoti anche gli scaffali ai supermercati.

D’altra parte, però, la corsa alle pompe ne velocizza lo svuotamento: è un gatto che si morde la coda.

Lo sciopero degli autotrasportatori:

Lo sciopero degli autotrasportatori, intanto, ha investito tutto il Sud: ieri si sono registrate file fino al tratto Caserta – Roma, con tutti i disagi che ne derivano.

Un amico scrive: “Io non mi occupo di tir, faccio trasporti dedicati con un furgone. E’ tutto bloccato, sto tornando a casa dopo aver finito la variante panoramica degli Appennini: sto tornando a casa adesso, quando in realtà dovevo essere a casa già ieri pomeriggio alle 14. Vuoi la mia opinione? E’ ancora poco quello che c’è, dovrebbero fermarsi tutti, ma proprio tutti. La cosa triste è che nessun mezzo mediatico ne parla adeguatamente“.

La protesta, infatti, va avanti da alcuni giorni.

“Avvenire” aveva preannunciato già due giorni fa il blocco dei tir. Tra le ragioni, oltre al prezzo ormai insostenibile del carburante, il rincaro dei collegamenti marittimi e la mancata copertura del rimborso per la logistica, sia marina che terrestre (la Sea modal shift).

Trasportounito lancia un ulteriore allarme: rischiano di fallire le piccole imprese, i “padroncini”. Si denuncia anche una speculazione che dimezza i pagamenti di chi opera al Mezzogiorno.

I rischi nel mercato ittico:

Il caos rischia di investire, i prossimi giorni, tutto il sistema rifornimento, dal mercato ittico agli alimentari dei supermercati. Anche il mercato ittico, infatti, è coinvolto: previsto per giovedì prossimo il blocco dello stretto di Messina con un centinaio di pescherecci. Si accusa il prezzo triplicato del gasolio in 10 anni, a fronte di un calo dell’85% in meno del reddito degli equipaggi. Lo sciopero di giovedì dei marittimi, che pare investirà tutta l’Italia, si aggiunge allo sciopero degli autotrasportatori.