La memoria storica di una comunità passa inevitabilmente attraverso i nomi impressi sulle targhe delle sue strade, ma a Marcianise la gestione della toponomastica continua a essere al centro di un acceso dibattito civile e culturale. L’ultimo capitolo di questa lunga battaglia per l’identità cittadina si è consumato lo scorso 12 ottobre 2026, con l’invio di una richiesta ufficiale al Comune. La missiva, indirizzata alla Sindaca, all’assessore alla cultura, al presidente del consiglio e a tutti i consiglieri comunali, porta la firma congiunta dell’ANPI Comitato provinciale di Caserta, dell’ANPI Sezione di Marcianise e dell’Associazione Risvegli Culturali. Le Associazioni chiedono chiarezza immediata sui criteri, sulle linee guida e sull’eventuale regolamento comunale vigente in materia di titolazione stradale.
Al centro di questa mobilitazione, come accade ormai da oltre un ventennio, c’è la figura di Donato Musone, storico locale, anima dell’Associazione Risvegli Culturali e del Centro Studi di Storia Patria. Musone incarna la memoria critica di Marcianise, a lui si deve la storica elaborazione della “Scheda Toponomastica” consegnata a Comune e Prefettura già nel lontano 2005, così come i successivi dossier e denunce presentati per frenare quelli che lo stesso studioso ha definito i “pasticciacci” e gli errori grossolani nell’assegnazione dei nomi delle vie cittadine.
Pasticciacci burocratici e l’oblio della Storia Patria.
La toponomastica di Marcianise soffre da anni di due grandi problematiche evidenziate dalle ricerche di Musone, da un lato, una massiccia importazione di nomi standardizzati (spesso attinti acriticamente da elenchi enciclopedici, penalizzando le eccellenze storiche locali), dall’altro, una gravissima carenza di strade dedicate alle figure femminili e ai protagonisti della storia civile e democratica del territorio.
“La toponomastica costituisce un bene comune che ha un’imprescindibile valenza di legame tra i cittadini, il suo territorio e la sua storia”, ha ribadito più volte Musone, nei suoi appelli alle istituzioni, esortando i vari esecutivi succedutisi nel tempo a non procedere a colpi di delibere estemporanee senza prima aver messo ordine e logica nella materia.
Il laboratorio del 29 luglio e la spinta dell’ANPI.
La necessità di un cambio di rotta radicale è emersa con forza il 29 luglio 2026, presso la storica sede di Risvegli Culturali in via Duomo a Marcianise. In quella data si è tenuto il primo incontro di studio promosso in sinergia con l’ANPI provinciale e locale. L’evento ha ufficialmente inaugurato un percorso scientifico e divulgativo incentrato su un tema cruciale, lo studio sulle vittime civili della guerra, la Resistenza e i partigiani a Marcianise. L’obiettivo del tavolo di ricerca, che proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori incontri formativi e informativi aperti al pubblico, è strutturare una mappatura scientifica e documentale delle vicende che hanno ferito e segnato Marcianise durante la Seconda guerra mondiale. Quei sacrifici e quelle biografie partigiane, secondo i promotori, meritano di uscire dagli archivi cartacei per trovare spazio definitivo e dignità pubblica proprio sui muri e sulle piazze della città.
Con la lettera al Comune si attende una risposta trasparente
La richiesta di accesso alle linee guida comunali protocollata il 12 ottobre rappresenta l’atto formale di questo rinnovato impegno civile. ANPI e Risvegli Culturali esigono trasparenza, per poter collaborare alla costruzione di una memoria condivisa e storicamente inappuntabile, è necessario capire con quali regole il Comune intenda muoversi.
La palla passa ora all’amministrazione comunale. La sfida lanciata da Donato Musone e dalle associazioni partigiane è chiara, trasformare la toponomastica da mero adempimento burocratico o terreno di spartizione politica a vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva e riscatto storico.