Si presenta come una delle più ampie iniziative civiche e sociali degli ultimi anni la manifestazione in programma il 24 ottobre a Castel Volturno contro la realizzazione del nuovo Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) previsto in Campania. L’elemento che caratterizza maggiormente l’appuntamento è la pluralità delle adesioni e delle sensibilità coinvolte. Attorno alla mobilitazione si stanno ritrovando associazioni di volontariato, organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti umani, realtà sindacali, comitati civici, gruppi ambientalisti, operatori del terzo settore, rappresentanti istituzionali e semplici cittadini accomunati dalla convinzione che il futuro del territorio debba essere costruito attraverso percorsi di inclusione, sviluppo sociale e partecipazione. Al centro dell’iniziativa vi è una riflessione che va oltre la singola opera prevista. Castel Volturno è da decenni uno dei luoghi simbolo delle sfide legate all’integrazione, all’accoglienza e alla convivenza tra culture diverse. Migliaia di cittadini stranieri vivono stabilmente sul territorio, lavorano, studiano, costruiscono famiglie e contribuiscono alla crescita economica e sociale della comunità locale. Accanto a loro opera quotidianamente una vasta rete di persone e associazioni che spesso lontano dai riflettori garantisce orientamento legale, assistenza sociale, sostegno educativo, mediazione culturale e accompagnamento nei percorsi di inclusione. Un lavoro silenzioso ma essenziale che negli anni ha contribuito a rendere possibile la convivenza in un contesto complesso e caratterizzato da numerose fragilità. La manifestazione del 24 ottobre nasce anche da questa esperienza concreta maturata sul campo. Molti dei soggetti coinvolti ritengono infatti che le risposte alle criticità del territorio debbano partire dal rafforzamento dei servizi, dei presìdi sociali, delle opportunità educative e lavorative, piuttosto che dalla costruzione di nuove strutture detentive. Accanto al mondo dell’associazionismo e del volontariato è presente anche una parte significativa delle comunità religiose e ecclesiali che, nel corso degli anni, hanno svolto un ruolo importante nell’accoglienza e nell’assistenza delle persone più vulnerabili. Un contributo che si inserisce in un impegno più ampio condiviso da molte realtà civiche impegnate nella promozione della solidarietà e della dignità umana. Particolarmente significativo appare il coinvolgimento diretto dei cittadini di Castel Volturno. Molti residenti, pur provenendo da esperienze e percorsi differenti, vedono nella manifestazione un’occasione per richiamare l’attenzione sulle esigenze di un territorio che continua a confrontarsi con difficoltà infrastrutturali, problematiche ambientali e bisogni sociali ancora in larga parte irrisolti. In questo quadro, l’appuntamento del 24 ottobre assume il valore di una giornata di confronto pubblico e partecipazione democratica nella quale trovano spazio istanze diverse ma unite dalla volontà di affermare una visione della comunità fondata sul rispetto dei diritti, sulla coesione sociale e sulla valorizzazione delle persone che vivono il territorio. Più che una semplice protesta, la manifestazione punta dunque a rappresentare un momento di incontro tra esperienze differenti che ogni giorno operano per favorire inclusione, legalità, convivenza e sviluppo sociale. Un patrimonio umano e civile che, proprio a Castel Volturno, continua a dimostrare come la solidarietà possa diventare un elemento concreto di costruzione della comunità e non soltanto un principio da affermare.