Nel cuore dello spazio creativo di Titti Petrucci, che si è trasformato in un palcoscenico, la bellissima performance di body painting della Belmonte. Un binomio importante che ha enfatizzato due elenti necessari, estetica e racconto. Protagoniste dell’evento sono state l’artista Vivian Belmonte e la performer Marika Gambardella, conosciuta dal grande pubblico per il ruolo di Luna nella serie Mare Fuori. La performance non è stata una semplice esibizione artistica, ma un vero dialogo tra corpo e materia. Vivian Belmonte, nota per il suo approccio sensibile e quasi narrativo al body painting, ha utilizzato il corpo di Marika Gambardella come tela viva, costruendo un’opera stratificata fatta di simboli marini, richiami alla libertà e suggestioni emotive. Il riferimento al personaggio di Luna – figura intensa e fragile allo stesso tempo – è emerso gradualmente: linee fluide, tonalità acquatiche e dettagli luminosi hanno evocato il legame profondo con il mare, elemento centrale anche nella serie che l’ha resa celebre. Se sullo schermo Marika Gambardella incarna la complessità di Luna, dal vivo ha dimostrato una straordinaria capacità performativa. Immobile e concentrata, ha lasciato che ogni gesto dell’artista diventasse parte di una coreografia silenziosa. L’ambiente ideato da Titti Petrucci ha giocato un ruolo fondamentale. Più che una cornice, lo showroom si è rivelato un contenitore dinamico dove moda e arte si incontrano. Luci soffuse, materiali ricercati e un’atmosfera intima hanno contribuito a trasformare la performance in un’esperienza immersiva per il pubblico. Più che un evento effimero, la performance ha lasciato un segno nel pubblico presente, offrendo una riflessione sulla bellezza, sulla trasformazione e sul potere evocativo dell’arte. In un’epoca in cui le immagini scorrono veloci, momenti come questo riescono ancora a fermare lo sguardo e a restituire profondità all’esperienza estetica. Da pochi giorni Vivian ha terminato un nuovo progetto audiovisivo, con l’intento di dare ancora una volta forma e respiro a Verba Velata, un progetto che continua a crescere e a trasformarsi. Un percorso fatto di immagini, suoni e presenza, dove ogni elemento contribuisce a costruire un’atmosfera sospesa e intensa. Le musiche di Nico Giordano, accompagnate dal violino di Antonella De Chiara , dal violoncello di Pasquale Termini e dal pianoforte di Luca Mennella. La voce e l’interpretazione sono affidate a Massimo De Matteo, attore napoletano capace di dare profondità e vibrazione al testo. Fondamentale anche il lavoro di Clara Langella come assistente, insieme alla presenza scenica della modella storica di Verba Velata, Giovanna Siena. Alla parte visiva, fotografia e regia di Davide Scognamiglio, produzione e post produzione di Elio Di Pace. Un progetto corale, fatto di incontri, ricerca e sensibilità diverse, che presto prenderà forma definitiva.
Ma adesso andiamo un po’ più in profondità con un’intervista all’artista Irpina Vivian Belmonte.
Parlaci un po’ di te.
Sono un’artista che vive il corpo come strumento principale di espressione. Il mio percorso nasce da una forte esigenza di raccontare emozioni autentiche e trasformarle in immagini vive. Negli anni ho sviluppato uno stile che unisce arte visiva e performance, cercando sempre di creare un impatto diretto e sincero su chi osserva il mio lavoro.
Come nasce l’idea del Body Painting?
Il Body Painting è nato quasi naturalmente, come evoluzione della mia ricerca artistica. Sentivo il bisogno di uscire dalla tela tradizionale e dare vita all’arte, renderla dinamica, respirante. Il corpo diventa così un mezzo potentissimo per comunicare, perché è immediato, umano e profondamente connesso con chi guarda.
Qual è il messaggio che generalmente vuoi comunicare con questa performance che coinvolge più linguaggi artistici?
Quello che cerco di trasmettere è autenticità. Voglio che le persone si riconoscano, che sentano qualcosa, che si fermino un attimo a guardarsi dentro. Le mie performance parlano di identità, trasformazione e libertà di espressione, mescolando linguaggi diversi proprio per arrivare in modo più diretto ed emozionale.
Che tipo di location scegli generalmente per realizzare le tue esposizioni artistiche?
Amo lavorare in contesti che dialogano con l’opera: spazi urbani, ambienti naturali o location suggestive che possano amplificare il messaggio. Per me lo spazio non è mai solo uno sfondo, ma parte integrante della performance. Ogni luogo contribuisce a rendere l’esperienza unica e immersiva.
Progetti per il futuro? Quali evoluzioni desideri per la tua operazione artistica?
Sto lavorando per portare la mia arte a un livello sempre più immersivo e internazionale, aprendo collaborazioni con altri artisti e sperimentando nuovi linguaggi, anche digitali. Il mio obiettivo è creare esperienze che restino impresse, che vadano oltre la semplice visione e diventino qualcosa da vivere.
Grazie Vivian.
Grazie a Voi.
