CRANS MONTANA : CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

Di Sebastiano Devastato

Un bollettino di guerra , o quantomeno di un grave attentato: 41 morti, 140
feriti. Questo il bilancio della notte di terrore del 31 dicembre 2025, vigilia di
Capodanno 2026 al COSTELLATION di Crans Montana , nota stazione
sciistica della Svizzera francese, e tappa quasi obbligata per le gare di sci di
Coppa del Mondo. Vittime, morti e feriti quasi tutti giovani sotto i vent’anni,
molti addirittura ‘teen agers’, periti nell’inferno scatenatosi nella notte a causa
dell’incendio scoppiato inopinatamente per azioni del tutto inappropriate messe
in atto sia dai frequentatori che dai dipendenti del locale, aggravate dal fatto che
i materiali non erano assolutamente idonei a resistere ad un focolaio d’incendio,
dall’incuria delle porte di sicurezza e delle vie di fuga ostruite da azioni del tutto
sconsiderate e forse anche dallo stato psichico alterato dei presenti che anno
fatto sì di appiccare l’incendio a causa dei lumi posti sulle bottiglie di
champagne portate dalle cameriere a cavalcioni di altri giovani che lambivano il
soffitto ricoperto da schiume insonorizzante del tutto inadeguato ( forse schiume
poliuretaniche ma di tipo scadente, non brevettate e certificate come resistenti al
fuoco, resine epossidiche ed altro che erano del tutto infiammabili) e che non
andava affatto impiegato per ricoprire il soffitto del locale al fine di
insonorizzare il locale. Meravigliano molto, l’assenza di controlli da parte del
Comune sullo stato di idoneità del locale incriminato che non avvenivano da
oltre cinque anni , benchè lo stesso avesse dichiarato delle variazioni, sia della
disposizione dei locali e delle vie d’uscita, a seguito della trasformazione da bar
a discoteca, con un incremento sostanziale dei presenti in ogni serata di
funzionamento del locale da bar a discoteca. D’altro canto proprio il bollettino
di guerra che parla di 41 morti e 140 feriti testimonia che nel locale vi fossero
almeno 181 persone che sicuramente , considerando gli scampati, dovevano
essere almeno pari 200 e oltre avventori. In Italia, quando un locale supera le
150 persone contemporaneamente presenti, per ciascuna manifestazione o serata
o nuova costruzione o eventuale modifica strutturale o di cambio di destinazione
d’uso, questa deve essere preventivamente richiesta come agibilità, alla
commissione provinciale di pubblico spettacolo, composta in primis dal prefetto,
dal questore e dal comandante provinciale dei vigili del fuoco, che, esaminate le
documentazioni esibite a corredo della richiesta, ne certifichi e ne approvi la
agibilità e autorizzi l’esecuzione dell’evento anche volta per volta, se necessario.
Quanto poi alle misure specifiche antincendio, sembra che non ne sia stata
rispettata alcuna. Dalle uscite di sicurezza ostruite, alla mancanza di idonei e
capaci mezzi di spegnimento, estintori ed idranti, e di un materiale che risultava
dalla letteratura tecnica del tutto inadeguato se non controproducente, la
schiuma isolante del soffitto che è altamente infiammabile e produce anche un

denso fumo di sostanze organiche , frutto della decomposizione del materiale
stesso sotto l’azione del fuoco, che impedisce la vista e quindi l’orientamento
verso le vie di fuga e genera un aerosol mortale che attacca le vie respiratorie e
produce la morte per asfissia prima ancora che possa intervenire la morte per
ustioni gravi e carbonizzazione dei corpi. La assoluta mancanza di un registro di
sicurezza in cui venissero annotate le operazioni essenziali riguardanti
l’impianto elettrico e quelli elettromeccanici, tipo le verifiche di pervietà dei
condotti e l’impianto di areazione, le eventuali pompe di rilancio della vasca
antincendio per lo spegnimento, lo stato di riempimento e le ricariche degli
estintori, ed anche l’addestramento del personale addetto come squadra
antincendio, come pure le operazioni di evacuazione in emergenza, a quanto
pare, mai effettuate, come pure le ore effettive di addestramento pratico degli
addetti antincendio. Debbo dire che, essendo io stesso un tecnico antincendio
iscritto nell’albo nazionale del Ministero dell’Interno, mi meraviglia moltissimo
che nella civilissima Svizzera, accreditata da sempre come nazione puntigliosa
ed all’avanguardia nella tecnologia, si sia potuto verificare un tale disastro
organizzativo che ha prodotto una vera e propria strage di giovani uomini e
donne di varia nazionalità, anche di molti italiani. I proprietari, i primi indagati e
responsabili, non fosse altro che in maniera oggettiva, in quanto proprietari del
locale e dunque datori di lavoro che hanno i poteri di intervento per garantire la
sicurezza del locale e ordinarne le misure da attuare nel tempo, secondo le
mutate esigenze e/o le mutate normative di prevenzione al riguardo, sono
affiancati, nel registro degli indagati, anche dagli organi comunali preposti al
controllo ed al rilascio delle autorizzazioni per l’agibilità. Non ci fa una bella
figura l’intera Nazione elvetica. Forse il primato detenuto per le banche e le
aziende finanziarie, non si è tradotto in una altrettanta primazia nell’emanazione
delle più idonee normative di sicurezza, non solo antincendio, ma in ogni campo
che riguardi la sicurezza. E , ancor più,, il terribile episodio luttuoso ha messo in
ombra la proverbiale e precisa e puntale capacità organizzativa che faceva sì
che definirla ‘svizzera’ , era sinonimo di perfezione assoluta, come per il tempo
misurato con gli orologi ‘made in switzerland’. I tempi sono cambiati.
Purtroppo in peggio, anche in Svizzera.