Napoli. Dopo il sequestro del contenitore utilizzato per il trasporto del cuore trapiantato al bimbo di due anni e quattro mesi, ricoverato all’Ospedale Monaldi, e l’inchiesta in cui sono stati indagati sei sanitari, sono ancora in corso gli accertamenti dei Nas nei due ospedali interessati e, secondo quanto emerso, il cuore malfunzionante, trasportato da Bolzano in un comune contenitore di plastica rigida, non in un box tecnologico, con l’uso di ghiaccio secco, invece di quello tradizionale, sarebbe stato danneggiato.
L’organo quindi sarebbe stato bruciato e reso inutilizzabile dal ghiaccio secco.
Il bambino è stato ritenuto intrapiantabile dall’Ospedale Bambin Gesù di Roma, mentre l’Ospedale Monaldi ha dichiarato che il piccolo rimane in lista trapianti e potrebbe essere operato.
Patrizia, la madre del bimbo, che attendeva un cuoricino per suo figlio da due anni, ha chiesto un terzo parere, ma soprattutto si trova a dover sperare in un miracolo per il suo piccolo a causa di un grave episodio di malasanità, per il quale il bimbo lotta tra la vita e la morte, a differenza del finale che si prospettava dopo il trapianto.
La donna è addirittura intervenuta in videocollegamento, durante la trasmissione Domenica In su Rai 1, lanciando un appello pubblico:
“Non desidero che muoiano altri bambini, chiedo solo che mi aiutino a trovare un cuoricino compatibile per mio figlio. Mi appello anche al Papa”.