Casagiove – Il sindaco Giuseppe Vozza sta per concludere il suo mandato. Nel comune casertano si voterà per eleggere la nuova amministrazione nella tornata prevista per il 24/25 maggio 2026 e, in vista di questa nuova competizione elettorale, il primo cittadino, che ha amministrato più di una volta Casagiove nel corso degli anni, ha convocato ieri un’assemblea pubblica.
Questa che è stata una prima assemblea, moderata dalla giornalista Lucia Grimaldi, ha registrato una partecipazione ampia e trasversale. Cittadini, associazioni, amministratori e tra i presenti l’on. Enrica Alifano, da sempre vicina alla vita amministrativa e politica di Casagiove. Sala piena, diversi interventi si sono alternati dopo la relazione introduttiva del sindaco, in un confronto che ha mostrato competenza, lucidità e una volontà diffusa di contribuire in modo concreto al futuro della comunità.
Nel corso dell’incontro il sindaco ha ripercorso il lavoro amministrativo degli ultimi anni, un percorso fitto ed impegnativo che ha prodotto risultati tangibili in termini di riqualificazione grazie anche all’approvazione del PUC, di razionalizzazione di alcuni servizi come l’illuminazione pubblica, di ampliamento degli spazi verdi e di quelli destinati alle scuole, un excursus dettagliato e lineare che ha raccontato la crescita complessiva di Casagiove. Un bilancio che, pur senza rivendicare perfezione, ha evidenziato impegno, coerenza istituzionale e capacità di tenere la rotta anche nei momenti più difficili.
L’incontro non ha avuto l’intento di essere un bilancio, tutt’altro. La convocazione è stata una “chiamata alle armi”, nel senso metaforico. Urge la necessità di dare continuità al lavoro svolto, a non disperdere quanto realizzato e a portare a compimento quanto intrapreso che necessita di tempi più lunghi rispetto alla naturale scadenza amministrativa di maggio. Questo potrà accadere solo aprendo un cantiere che lavori per un progetto condiviso che unisca competenze, visione di città e senso di comunità.
Nessuna candidatura preconfezionata, nessuna decisione calata dall’alto: il sindaco, interpretando anche la volontà dell’assemblea, ha ribadito che il percorso parte dal basso, dalla verifica del consenso reale attorno a un’idea di città fondata su un codice etico che restituisca dignità e significato alla pratica politica, oltre che naturalmente sulla partecipazione.
Ampio spazio è stato dedicato alla definizione del metodo: un comitato organizzatore, aperto e rappresentativo, avrà il compito di raccogliere adesioni, stilare il programma elettorale e convocare i prossimi appuntamenti.
Le decisioni resteranno nelle mani delle assemblee, che approveranno programma e candidature.
La qualità del dibattito e la forte presenza di cittadini, associazioni e realtà politiche hanno confermato che esiste un terreno fertile per proseguire il cammino. Un segnale netto: la città vuole partecipare, discutere, costruire. E soprattutto vuole farlo insieme.