La sanità del futuro fa tappa a Pozzuoli l’eccellenza degli accessi vascolari al centro del network promosso da Asclepio.

Una giornata di altissimo profilo scientifico, confronto interdisciplinare e addestramento pratico sul campo. Oggi l’Hotel Gli Dei di Pozzuoli si è trasformato nella capitale della formazione sanitaria campana ospitando il workshop accreditato ECM “Nuovi dispositivi per accesso venoso: PICC, PICC-port, FICC, Midline e mini-Midline”.

 

L’evento, che ha registrato una massiccia partecipazione di medici chirurghi e infermieri, è stato progettato e promosso da Asclepio, provider d’eccellenza specializzato nell’organizzazione di congressi scientifici, progetti formativi e soluzioni strategiche all’intersezione tra clinica, ricerca e innovazione digitale. L’iniziativa, patrocinata dalle principali istituzioni locali, ha messo a fuoco l’importanza centrale che la gestione degli accessi vascolari riveste oggi nei moderni percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA). L’evento di Pozzuoli rispecchia appieno la missione di Asclepio, una realtà radicata sul territorio campano (con sede a Casoria, Napoli), ma fortemente proiettata verso la diffusione dell’innovazione scientifica su scala nazionale. Il valore distintivo della manifestazione è risieduto proprio nella capacità degli organizzatori di far dialogare attori diversi, professionisti della salute, istituzioni sanitarie e il mondo delle tecnologie medicali.

L’evento è stato infatti realizzato grazie al contributo non condizionante di ben 21 aziende leader del settore bio-medicale (tra cui colossi come Vygon, B. Braun, Teleflex, Fresenius Kabi, Vantive e BD), dimostrando come la sinergia pubblico-privato sia vitale per sostenere un aggiornamento professionale continuo, gratuito e di elevatissima qualità.

Come evidenziato nel razionale scientifico del corso, l’evoluzione delle terapie e la crescente complessità clinica dei pazienti richiedono un approccio strutturato e multidisciplinare. La scelta del dispositivo vascolare più idoneo non può più essere affidata al caso, ma deve derivare da una valutazione sistematica che consideri il patrimonio venoso del soggetto, il setting assistenziale e le caratteristiche chimico-fisiologiche dei farmaci da infondere (come pH e osmolarità). Scelte inappropriate non solo aumentano il rischio di complicanze infettive, trombotiche e meccaniche, ma determinano un incremento insostenibile dei costi sanitari e dei tempi di degenza.

I lavori sono stati aperti dalle massime autorità sanitarie del territorio, a testimonianza del forte rilievo istituzionale dell’appuntamento, tra cui il Dott. Mariano Fusco (Direttore del Dipartimento Farmaceutico), il Dott. Antonio Corcione (Direttore del Dipartimento di Area Critica e Terapia Intensiva dell’Azienda Ospedaliera dei Colli). La dettagliata introduzione e presentazione del programma è stata curata dal Dott. Espedito Tornincasa (Anestesia, Rianimazione e Semi Intensiva del P.O. San Giovanni di Dio di Frattamaggiore).  Il programma scientifico della mattinata ha sviscerato lo stato dell’arte dei dispositivi periferici e centrali attraverso le relazioni dei massimi esperti nazionali.

Il Dott. Mauro Pittiruti, ha aperto le sessioni illustrando i più recenti algoritmi decisionali internazionali (ispirati alle raccomandazioni di società scientifiche quali GAVeCeLT, WoCoVA e INS). Successivamente, il Dott. Vincenzo Faraone, si è concentrato sulle procedure di inserzione dei dispositivi a medio termine periferici (midline e mini-midline), mentre il Dott. Fulvio Pinelli, ha approfondito i protocolli d’impianto per i dispositivi centrali a lungo termine come PICC, PICC-port e FICC.

Il focus successivamente si è spostato sulle applicazioni cliniche speciali, nelle procedure di accessi vascolari, tenendo conto anche dei pazienti fragili. Il Dott. Pasquale Diglio, ha esaminato le criticità dell’accesso venoso nelle terapie intensive, il Dott. Raffaele Addeo, ha sviscerato la gestione del paziente oncologico, e le tecniche che hanno permesso un notevole aumento delle aspettative di vita dei pazienti. Il Dott. Luigi Zazzaro, ha trattato le complessità infusionali legate alla nutrizione parenterale, che spesso sono concausa scatenante di eventi clinici importanti durante l’ospedalizzazione. La sessione di lavori è proseguita con due relazioni centrali per la sicurezza del malato, nuovamente il Dott. Pittiruti sulle complicanze trombotiche mentre la Dott.ssa Concetta Posillipo, che ha trattato, la gestione e la prevenzione delle temibili complicanze infettive e le metodiche comportamentali e procedurali per raggiungere l’auspicio di zero eventi infettivi nella manipolazione dei device di accesso vascolare in ambito ospedaliero.

L’ultima parte teorica ha tracciato i confini organizzativi della sanità moderna. Il Dott. Davide Cavalca ha illustrato i benefici dell’istituzione dei Vascular Access Team (équipes infermieristiche e mediche dedicate all’interno degli ospedali); la Dott.ssa Assunta Scarano ha proiettato la gestione assistenziale a domicilio, e il Dott. Roberto Conchiglia ha mostrato una casistica dettagliata sulle lesioni cutanee correlate ai presidi venosi. Il vero fiore all’occhiello del workshop targato Asclepio si è sviluppato nel pomeriggio, con una sessione interamente focalizzata sulla formazione sul campo. I partecipanti, divisi in piccoli gruppi rotazionali, hanno preso parte a tre stazioni dimostrative ad alta tecnologia tecnologica:

Ecoanatomia vascolare, sotto la supervisione del Dott. Davide Cavalca, i discenti hanno effettuato prove su volontari applicando i protocolli di mappatura ecografica preventiva RACEVA, RaPeVA e RaFeVA, oltre a esplorare le finestre ecografiche per il controllo del corretto posizionamento della punta del catetere secondo il protocollo ECHOTIP (tip navigation e tip location).

Venipuntura ecoguidata, guidati dal Dott. Vincenzo Ferla, medici e infermieri si sono addestrati su simulatori biologici avanzati. Sono state sviscerate le manovre di visualizzazione dei vasi in asse corto, lungo e obliquo, affinando le abilità di puntura con tecniche in-plane (ago visibile longitudinalmente) e out-of-plane.

Medicazione e fissaggio, Coordinati dalla Dott.ssa Assunta Scarano, la stazione ha mostrato su simulatore l’applicazione pratica del moderno protocollo “Secure & Protect”. Al centro delle esercitazioni, l’impiego dei sistemi di fissaggio avanzati per la stabilità del catetere, la protezione del sito d’emergenza e la corretta manipolazione delle linee infusionali per azzerare il rischio di contaminazione.

L’evento si è concluso in tardo pomeriggio con la consegna degli attestati e il rilascio dei crediti formativi, confermando la centralità di Pozzuoli come fulcro per lo sviluppo delle competenze specialistiche e della sicurezza delle cure in Campania.