Igiene urbana, il TAR dà ragione al Comune di Maddaloni: respinto il ricorso della DHI

Maddaloni (CE) – La società chiedeva un adeguamento del canone per il servizio svolto tra il 2012 e il 2016. Per i giudici, ogni prosecuzione del servizio fu accettata alle condizioni economiche già stabilite e non dava diritto alla revisione del prezzo.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha respinto il ricorso presentato da DHI Di Nardi Holding Industriale S.p.A. contro il Comune di Maddaloni sulla vicenda relativa all’adeguamento del canone dell’appalto per il servizio di igiene urbana. La sentenza conferma la legittimità del diniego espresso dall’amministrazione comunale nel 2024.
La controversia nasceva dal contratto stipulato nel 2012 per la raccolta dei rifiuti. Dopo la sua scadenza, il servizio è proseguito fino al 2016 in attesa del nuovo gestore. Negli anni successivi la società ha chiesto un aumento del corrispettivo sostenendo di avere diritto alla revisione dei prezzi prevista dalla normativa sugli appalti pubblici.

Perché il TAR ha respinto il ricorso
Il punto centrale della decisione riguarda la natura delle proroghe concesse dal Comune. Secondo la società si trattava di semplici prolungamenti del contratto originario. Secondo il Comune, invece, ogni prosecuzione del servizio era stata accompagnata da una nuova accettazione delle condizioni economiche da parte dell’azienda. I giudici hanno condiviso la tesi dell’ente. Nella sentenza si afferma che, ogni volta che la società ha accettato di continuare il servizio al compenso indicato, si è formato un nuovo rapporto contrattuale. Di conseguenza non si può parlare di uno squilibrio economico maturato all’interno dello stesso contratto, situazione che avrebbe potuto giustificare la revisione del prezzo. In altre parole, per il TAR non conta il nome dato agli atti, ma il loro contenuto concreto. Se il servizio continua dopo una nuova accettazione delle condizioni economiche, si tratta di un rinnovo e non di una semplice proroga.

Il ricorso è stato quindi respinto integralmente e la società è stata condannata a rimborsare al Comune le spese legali del giudizio, quantificate in 2.000 euro oltre agli accessori di legge. La pronuncia rappresenta un risultato favorevole per il Comune di Maddaloni, che è stato legalmente rappresentato dall’avvocato Edoardo Tontoli,  e ribadisce un principio importante negli appalti pubblici: quando le parti rinnovano il loro accordo accettando nuovamente il prezzo, non può essere richiesto successivamente un adeguamento economico riferito a quel medesimo periodo.