Il 17 ottobre Roma ospiterà la manifestazione nazionale promossa dalla CGIL insieme alle associazioni che hanno scelto di aderire al percorso de “La Via Maestra”. L’appuntamento, che partirà da Piazza della Repubblica per concludersi a Piazza del Popolo, intende riportare al centro del dibattito pubblico i temi del lavoro, dei salari, della sanità pubblica, della pace, della giustizia sociale e dell’attuazione dei principi costituzionali. La manifestazione prenderà il via alle ore 13.30 con il concentramento a Piazza della Repubblica e si concluderà con l’arrivo del corteo in Piazza del Popolo intorno alle ore 17.00. L’iniziativa si presenta come un momento di mobilitazione per chiedere più salari e meno precarietà, una fiscalità più equa, maggiori investimenti nella sanità e nell’istruzione pubblica, una politica industriale capace di creare lavoro di qualità, il rifiuto del riarmo e la difesa delle libertà democratiche e costituzionali.
Ne parliamo con Angelo Lustro.
Perché è importante essere in piazza il 17 ottobre?
Perché la manifestazione mette al centro problemi concreti che riguardano la vita quotidiana di milioni di persone. Il lavoro continua a essere il principale indicatore della qualità della vita e della tenuta sociale del Paese. Oggi molte lavoratrici, molti lavoratori e numerosi pensionati si confrontano con salari insufficienti, precarietà, perdita di potere d’acquisto e difficoltà crescenti nell’accesso ai servizi essenziali.
Quali sono le principali rivendicazioni della mobilitazione?
La piattaforma è molto chiara. Si chiedono salari e pensioni più alti, il superamento dei contratti precari, il contrasto al lavoro povero e la garanzia di retribuzioni dignitose per donne e uomini. Si chiede inoltre il rinnovo dei contratti nazionali e una politica che restituisca centralità e valore al lavoro.
Accanto al lavoro compare con forza il tema fiscale.
Sì. Una delle richieste riguarda la costruzione di un sistema fiscale più giusto. L’obiettivo è contrastare evasione ed elusione fiscale, ridurre il carico fiscale su salari e pensioni e rafforzare il principio di progressività, facendo contribuire maggiormente rendite, extraprofitti e grandi ricchezze.
La sanità pubblica occupa uno spazio centrale nella manifestazione.
Perché riguarda direttamente la qualità della vita delle persone. La richiesta è quella di aumentare gli investimenti nella sanità pubblica, assumere personale, ridurre le liste d’attesa e garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Lo stesso vale per l’istruzione pubblica, considerata uno strumento essenziale di uguaglianza e crescita sociale.
Nel documento si parla anche di lavoro e ambiente come temi inseparabili.
Esattamente. La convinzione è che la transizione ecologica debba creare buona occupazione e nuove opportunità industriali. Energia, mobilità sostenibile, agricoltura, innovazione e tutela del territorio vengono considerati parte di un unico progetto di sviluppo che tenga insieme sostenibilità ambientale e diritti del lavoro.
Tra i punti della piattaforma compare anche il tema della pace.
La manifestazione sostiene una prospettiva fondata sulla diplomazia, sulla cooperazione tra i popoli, sul disarmo e sulla costruzione della pace. Per questo viene espresso un no all’aumento delle spese militari e viene chiesto di investire prioritariamente in lavoro, welfare, sanità, scuola e servizi pubblici.
C’è anche un richiamo alla difesa delle libertà democratiche e della Costituzione.
Sì. Tra gli obiettivi della mobilitazione vi sono la tutela del diritto di manifestare, della libertà di dissenso e degli spazi di partecipazione democratica. Allo stesso tempo viene ribadita l’esigenza di difendere e attuare pienamente la Costituzione nei suoi principi di uguaglianza, partecipazione, equilibrio istituzionale e unità del Paese.
Che significato assume questa manifestazione nel contesto attuale?
Rappresenta la volontà di avanzare una proposta complessiva per il futuro del Paese. Non si tratta di una singola vertenza ma di una piattaforma che tiene insieme lavoro, welfare, diritti sociali, ambiente, democrazia e pace. L’obiettivo è affermare che esiste una strada fondata sulla centralità della persona, sulla qualità del lavoro, sul rafforzamento dei servizi pubblici e sulla piena attuazione dei principi costituzionali.
Il 17 ottobre l’appuntamento è dunque a Roma, per una mobilitazione che chiede più salari, meno precarietà, una fiscalità più giusta, una sanità e una scuola pubblica più forti, una politica industriale orientata al lavoro e all’ambiente, il no al riarmo, la difesa delle libertà democratiche e l’attuazione dei valori contenuti nella Costituzione.