Maddaloni . Parte il progetto sulla legalità: “ IL CANTIERE DELLA LEGALITA’ E DELLA CONVIVENZA CIVILE “

PROGETTO IDEATO, PIANIFICATO , ORGANIZZATO, ELABORATO , REALIZZATO, COORDINATO VOLUTO FORTEMENTE DAL PROF. DOTT. ANTONIO ROSARIO CENTORE LA LEGALITA', LA GIUSTIZIA , LA VERITA' E LE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE

Il cantiere della Legalità e della convivenza civile .Le istituzioni universitarie, le istituzioni scolastiche e le altre istituzioni insieme per parlare di legalita’, per raccontare i principi etici che hanno ispirato uomini che per la giustizia e per la legalita’hanno dato un per tributo in termini di esistenza, per promuovere nelle coscienze dei più giovani sentimenti di giustizia e senso civico. In questi giorni di grande attenzione ai problemi della sicurezza, ma anche di tanti episodi di nuova intolleranza, è giusto ricordarci che la convivenza civile è frutto di una riflessione culturale, faticosa e affascinante, che ci permette di guardare all’altro come a “un altro noi”, a una persona con cui dialogare e insieme alla quale condividere un sistema ineludibile di diritti e doveri.

L’obiettivo è una memoria vissuta ogni giorno non soltanto per le ricorrenze .Serve per questo la storia, il contributo degli studiosi quel che è rimasto nel loro patrimonio individuale e che a sua volta resterà nel patrimonio individuale di ogni nostro alunno. Il percorso offre un quadro di riferimento per predisporre un’offerta formativa che valorizzi l’educazione alla convivenza civilee alla legalità. Si tratta di un percorso educativo per il pieno sviluppo della persona umana e dei diritti di cittadinanza, allo scopo di dare attuazione alle garanzie che la Costituzione della Repubblica italiana prevede.Agire rispettando le regole, secondo la Costituzione e la legge: questa dovrebbe essere la base del nostro comportamento e chi lotta contro la mafia. Parlare di legalita’, smascherare i truffatori e soprattutto non tacere i crimini per paura , e quindi non piegarsi all’omerta’, sono le chiavi per una lotta costante ed efficace alla mafia.

La mafia conta proprio sulla complicita’ e sul silenzio di chi vede , sente ed è testimone di illegalita’ e tace e non fa nulla .” Nulla ho visto, nulla ho sentito “, dicono i mafiosi.I mafiosi agiscono senza rispetto di niente e di nessuno , pensando solo a fare i loro interessi. Queste azioni portano spesso alla morte di innocenti e alla distruzione di quanto di buono si era costruito fino a quel momento.Credo che una riflessione sulla mafia sia quindi molto importante ricordare i magistrati Falcone e Borsellino, che sono martiri della mafia. Inoltre dobbiamo dare forza , con il nostro appoggio, a tutti coloro che si battono contro la mafia e contro la malavita organizzata. Una delle azioni mafiose consiste nell’indebolire e isolare l’avversario , cosa che non potra’ mai accadere se noi sosteniamo l’azione di chi combatte la mafia perche’ il suo operato e’ fondamentale per la nostra societa’.Per combattere l’indifferenza e l’incoscienza.

La nostra speranza è che, parlare di legalità ai giovani, dando loro l’opportunità di incontrare e confrontarsi con personalità di primissimo piano della lotta alla mafia, possa attivare uno spirito critico e stimolare la loro coscienza. Incoraggiare la cultura della legalità in una istituzione scolastica significa educare gli studenti al rispetto della dignità della persona umana, attraverso la consapevolezza dei diritti e dei doveri, con l’acquisizione delle conoscenze e l’interiorizzazione dei valori che stanno alla base della convivenza civile. Il tema della legalità è assolutamente centrale per le sfide che siamo chiamati a combattere, a cominciare dalla lotta per una società più giusta e democratica, in cui tutti i cittadini siano uguali di fronte allo stesso sistema di diritti e doveri. In questi giorni di grande attenzione ai problemi della sicurezza, ma anche di tanti episodi di nuova intolleranza, di violenza, è giusto ricordarci che la convivenza civile è frutto di una riflessione culturale, faticosa e affascinante, che ci permette di guardare all’altro come a “un altro noi”, a una persona con cui dialogare e insieme alla quale condividere un sistema ineludibile di diritti e doveri. In una reale prospettiva di prevenzione la scuola, deve aiutare gli studenti ad assumersi delle responsabilità, ricordare loro che chi cresce ha diritto all’errore, ma anche alla correzione, sviluppare in loro la coscienza civile e la convinzione che la legalità conviene e che, laddove ci sono partecipazione, cittadinanza, diritti, regole, valori condivisi, non ci può essere criminalità. Per gli studenti riconoscere e accettare un mondo di regole è sempre un percorso difficile e faticoso. Il caos virtuale e mediatico in cui si è completamente immersi contribuisce a rendere il panorama di non facile interpretazione e confuso. I ragazzi si trovano sempre più spesso nell’impossibilità di avere delle figure di riferimento in grado di diventare modelli a cui potersi identificare.

Tutto ciò aumenta la sensazione di solitudine e smarrimento; provocando reali situazioni d’isolamento e una forte tendenza alla devianza o all’individualismo. Ed è per questo fissare punti fermi nel percorso educativo riveste grande importanza. Il percorso sulla legalità si rivolge ai giovani Il progetto mira a contrastare la povertà educativa dei giovani e a risvegliare il senso civico dei ragazzi. Tale progetto è un’occasione unica per stimolare le coscienze dei giovani su eventi drammatici, che hanno sconvolto il nostro paese .Vogliamo che i ragazzi sappiano quello che uomini simbolo della lotta alla mafia hanno lasciato come traccia del loro passaggio su questa terra, il loro messaggio. Non si può e non si deve dimenticare.

Inoltre in questi anni, in particolare nell’anno in cui il Ministero dell’Istruzione ha inserito in modo ufficiale l’educazione civica a scuola, ci è parso che questo percorso fosse assolutamente in linea con le scelte didattiche ed educative che l’Europa sta istituzionalizzando all’interno dei percorsi scolastici. Parte, quindi, da settembre il progetto “ Il Cantiere della Legalità “. Questo termine dà il senso della continua evoluzione, della volontà di voler continuare a lavorare sui nostri ragazzi, principale baluardo per il cambiamento di una società indifferente. Gli alunni saranno parte attiva del percorso. Il progetto prevede il coinvolgimento degli studenti in un percorso educativo e formativo e tre, sostanzialmente, saranno le fasi che vedranno impegnati i ragazzi a partire da ottobre: la conoscenza; la riflessione e la produzione attiva. Lanciamo un seme ed è da qui che costruiamo unanuova speranza sociale.

La scuola ha un ruolo fondamentale nella trasmissione di certi valori. Raccontare la vicenda del giudice Falcone significa raccontare la storia vera di una persona che faceva il suo dovere; persona che svolgeva il suo lavoro nell’unico modo che conosceva, ma che ha dato fastidio a qualcuno ed è stato ammazzato. Abbiamo il dovere di continuare a raccontare i suoi valori, i suoi insegnamenti, il suo prezioso seme di legalità. Il primo appuntamento è per il mese di settembre con esperti del settore nell’ambito delle istituzioni. Gli alunni discuteranno con chi ogni giorno lavora direttamente o indirettamente per combattere i fenomeni di corruzione e di illegalità.Il percorso sulla legalita’ è finalizzato a trasformare la scuola in un centro della pedagogia della legalità. Non soltanto rispettare le leggi, ma essere la legge. Bisogna raccontare cosa e’ accaduto agli studenti . La scuola deve diventare un valido strumento per affermare la legalita’.

Bisogna permettere alle varie istituzioni di esprimere liberamente le proprie attività, da oggi in avanti. Bisogna far conoscere e far ricordare i martiri della legalita’. Educare alla legalità vuol dire in primo luogo praticarla: le regole non devono essere presentate come puri comportamenti obbligatori, ma devono essere vissute con consapevolezza e partecipazione. Il rispetto delle leggi non comporta un atteggiamento acritico e passivo, ma nasce dalla consapevolezza che, se ingiuste o non più rispondenti alle esigenze del momento, regole, norme e leggi possono essere modificate. L’educazione alla legalità si pone non soltanto come premessa culturale indispensabile ma anche come sostegno operativo quotidiano, poiché soltanto se l’azione di lotta sarà radicata saldamente nelle coscienze e nella cultura dei giovani, essa potrà acquisire caratteristiche di duratura efficienza, di programmatarisposta all’incalzare temibile del fenomeno criminale.

La cultura è essa stessa la sfida alla mafia, la scuola è la sfida alla mafia. È la sfida più grossa. La mafia vive di povertà, di povertà educativa, materiale. Le istituzioni devono raccontare. I ragazzi devono avere il possesso della parola. La scuola ha una funzione importantissima per questo nostro paese. In un’ottica di reale formazione, la scuola deve, dunque, sviluppare negli alunni la coscienza civile e la convinzione che la legalità conviene e che, laddove ci sono partecipazione, cittadinanza, diritti, regole, valori condivisi, non ci può essere criminalità. È giusto ricordarci che la convivenza civile è frutto di una riflessione culturale, faticosa e affascinante, che ci permette di guardare all’altro come a “un altro noi”, a una persona con cui dialogare e insieme alla quale condividere un sistema ineludibile di diritti e doveri al fine di promuovere la cultura della legalita’, la memoria e l’impegno contro le mafie. Nell’ambito del progetto gli alunni hanno la possibilita’ di ascoltare e di confrontarsi sul tema della legalità vista sotto i suoi molteplici aspetti. Capire che cos’è la legalità è l’obiettivo principe del progetto, ma anche studiare questa ampia tematica attraverso la puntuale analisi di diverse figure professionali diventa per le classi un momento di conoscenza utile e molto vicina al mondo della loro generazione.

Prima di parlare della legalità legata alle attività, dobbiamo soffermarci sul significato di cultura. Una società senza cultura soccombe, perché solo attraverso questa ci può essere crescita. Educare alla legalità vuol dire in primo luogo praticarla: le regole non devono essere presentate come puri comportamenti obbligatori, ma devono essere vissute con consapevolezza e partecipazione. Il rispetto delle leggi non comporta un atteggiamento acritico e passivo, ma nasce dalla consapevolezza che, se ingiuste o non più rispondenti alle esigenze del momento, regole, norme e leggi possono essere modificate. L’educazione alla legalità si pone non soltanto come premessa culturale indispensabile ma anche come sostegno operativo quotidiano, poiché soltanto se l’azione di lotta sarà radicata saldamente nelle coscienze e nella cultura dei giovani, essa potrà acquisire caratteristiche di duratura efficienza, di programmata risposta all’incalzare temibile del fenomeno criminale. Lo scopo di questo percorso è quello di informare e sensibilizzare gli alunni sulle tematiche relative alla lotta contro le mafie e all’impegno contro ogni forma di corruzione, alla promozione della legalita’, della giustizia ,del senso civico e democratico incentivandoli a diventare protagonisti di un cambiamento legale, a vivere il presente delle proprie città, in modo responsabile e attivo, lottando contro ogni forma di indifferenza, prevaricazione ed egoismi per veder realizzata la società futura auspicata. Dal presupposto del concetto di cura nasce il percorso L’educazione alla democrazia e alla legalità rende gli studenti protagonisti e, cioè, capaci di esercitare i propri diritti-
doveri di cittadinanza. Essi si esplicano nel rispetto delle regole e nella partecipazione alla vita civile, sociale, politica ed economica.

Il percorso punta a una formazione di alto livello, funzionale allo sviluppo di una cittadinanza piena e consapevole. In tale ottica, per diffondere la cultura della legalità, ritiene di significativa importanza la collaborazione con tutti i soggetti sociali e istituzionali. Il percorso è la migliore risposta dell’istituzione scolastica al presupposto filosofico e metodologico della “legge 92 del 2019 che ha introdotto l’insegnamento scolastico dell’educazione civica. All’articolo 3 prevede, tra le tematiche di riferimento per lo sviluppo delle competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento, l’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie, la conoscenza della Costituzione, delle istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali. L’insegnamento della legalità costituisce una delle frontiere educative più importanti e ha l’obiettivo principale di creare un circolo virtuoso fra i giovani cittadini e le istituzioni per incentivare l’assunzione di responsabilità del singolo verso la collettività. Il percorso sulla legalita’ è finalizzato a trasformare la scuola in un centro della pedagogia della legalità. Non soltanto rispettare le leggi, ma essere la legge. Bisogna raccontare cosa e’ accaduto agli studenti . La scuola deve diventare un valido strumento per affermare la legalita’. Bisogna permettere alle varie istituzioni di esprimere liberamente le proprie attività, da oggi in avanti. Bisogna far conoscere e far ricordare i martiri della legalita’. La cultura è essa stessa la sfida alla mafia, la scuola è lasfida alla mafia. È la sfida più grossa. La mafia vive di povertà, di povertà educativa, materiale. Le istituzioni devono raccontare. I ragazzi devono avere il possesso della parola . La scuola ha una funzione importantissima per questo nostro paese. L’educazione alla legalità ha per oggetto la natura e la funzione delle regole nella vita sociale, i valori civili e la democrazia, l’esercizio dei diritti di cittadinanza. Per un ragazzo riconoscere e accettare un mondo di regole è sempre un percorso difficile e faticoso. La società contemporanea non propone mediazioni simboliche credibili e coinvolgenti. I ragazzi si trovano sempre più spesso nell’impossibilità di avere delle figure di riferimento in grado di diventare modelli a cui potersi identificare. Tutto ciò aumenta la sensazione di smarrimento e solitudine; provocando evidenti situazioni d’isolamento e una forte tendenza all’individualismo o alla devianza. In un’ottica di reale prevenzione la scuola, deve aiutare i ragazzi ad assumersi delle responsabilità, ricordare loro che chi cresce ha diritto all’errore, ma anche alla correzione, sviluppare in loro la coscienza civile e la convinzione che la legalità conviene e che, laddove ci sono partecipazione, cittadinanza, diritti, regole, valori condivisi, non ci può essere criminalità. La legalità è un’opportunità in più per dare senso al loro futuro. In tal senso, promuovere la cultura della legalità nella scuola significa educare gli alunni al rispetto della dignità della persona umana, attraverso la consapevolezza dei diritti e dei doveri, con l’acquisizione delle conoscenze e l’interiorizzazione dei valori che stanno alla base della convivenza civile. Il tema della legalità è centrale, per non dire decisivo, per la qualità della vita pubblica del nostro Paese, per la salute della nostra democrazia, e della nostra economia. Bisogna quindi continuare a perseguire i mafiosi e farlo con sempre maggiori risorse e volontà.’ Nella partita tra Stato e anti-Stato va sempre messo in chiaro che lo Stato alla fine deve vincere. Senza eccezioni. Di fronte, in questa partita, sappiamo bene di avere avversari diversi rispetto ad un tempo. Mafie di tipo nuovo, che non indossano la coppola, ma il doppiopetto che nella crisi prosperano, estendendo il proprio controllo economico sulle imprese in crisi, portate a darsi in pasto a chi lentamente le stritola e le inserisce in sistemi integrati di produzione, distribuzione e consumo. In questo senso, è molto positivo il fatto che nella legge delega in materia di appalti pubblici venga reintrodotta l’obbligatorietà della clausola
sociale. È una norma che tutela lavoratrici e lavoratori, proteggendoli in particolare nei cambi di appalto.

Bisogna proseguire su questa strada, superando anche due gravi storture come quella del massimo ribasso e quella dell’aumento ormai esponenziale degli affidamenti diretti senza gara. Semplificazione e accelerazione dei tempi non devono significare deregulation, scarsa trasparenza, minore controllo e messa in un angolo della partecipazione. Si possono e si devono semplificare le procedure mantenendo regole basilari per la trasparenza degli appalti, la legalità e la centralità del lavoro e della persona. La via è quella della partecipazione sociale. Di patti territoriali per la legalità e lo sviluppo ben raccordati a una visione nazionale. Ma presidiati ogni giorno dalle sentinelle della società civile. Affrancare le persone dalla paura e dal bisogno. Questo bisogna fare. Combattere le disparità sociali e territoriali. Riscattare allo sviluppo il Mezzogiorno. Realizzare infrastrutture materiali, digitali e sociali. Investire su sanità, scuola e pubblico impiego. E su tutto, la risposta decisiva: il lavoro che contribuisce ad innalzare le difese immunitarie di legalità. Ed è l’istruzione, la buona istruzione, il modo migliore per tagliare l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa. Anche per questo avvieremo il progetto sulla legalita’ , in cui ci impegniamo a costruire percorsi di promozione della legalità. Nel momento in cui si gettano le basi della ricostruzione del Paese, riteniamo fondamentale rilanciare un messaggio forte che punti al risveglio delle coscienze civili, alla presenza di un pensiero etico diffuso, al maturare di una nuova generazione di donne e di uomini che ripudi l’indifferenza e scelga invece la partecipazione. Al centro dell’azione educativa va posta la “persona” alunno, come protagonista nella propria comunità ed il valore positivo delle regole, intese non come mezzo frustrante e punitivo o di affermazione di autorità, bensì in primo luogo come strumento di aiuto delle potenzialità di ciascuna persona, chiamata alla libertà e alla propria realizzazione.

Il tema della legalità è assolutamente centrale per le sfide che siamo chiamati a combattere, a cominciare dalla lotta per una società più giusta e democratica, in cui tutti i cittadini siano uguali di fronte allo stesso sistema di diritti e doveri.

PRESENTAZIONE DEL PERCORSO DELLA LEGALITA’ CON GRANDI EVENTI A MADDALONI DA
PARTE DEL DOCENTE UNIVERSITARIO MADDALONESE PROF. DOTT. ANTONIO ROSARIO
CENTORE

IL PERCORSO DELLA LEGALITA’ MADDALONESE 2024

GRANDE EVENTI A MADDALONI

LA CITTA’ DI MADDALONI DIVENTERA’ CAPITALE DELLA LEGALITA’ 2024 NELL’AMBITO
NAZIONALE E NELL’AMBITO INTERNAZIONALE

LA VISIBILITA’ DELLA CITTA’ DI MADDALONI NELL’AMBITO MONDIALE
LA VISIBILITA’ DELLE PRINCIPALI ISTITUZIONI CULTURALI NELL’AMBITO MONDIALE

GRANDE EVENTI A MADDALONI

LA CITTA’ DI MADDALONI DIVENTERA’ CENTRO DELLA CULTURA DELLA MORALE
NELL’AMBITO NAZIONALE E NELL’AMBITO INTERNAZIONALE.
LA CITTA’ DI MADDALONI SARA’ AL CENTRO DELLA RIFLESSIONE ETICA NELL’AMBITO
NAZIONALE E NELL’AMBITO INTERNAZIONALE IN TUTTI I SETTORI.
L’ITALIA GUARDERA’ CON ATTENZIONE ALLA CITTA’ DI MADDALONI ATTRAVERSO IL
PERCORSO IDEATO, ELABORATO, ORGANIZZATO, VOLUTO E COORDINATO DAL DOCENTE
UNIVERSITARIO MADDALONESE PROF. DOTT. ANTONIO ROSARIO CENTORE
LA CITTA’ DI MADDALONI SI TRASFORMERA’ IN CAPITALE DELLA LEGALITA’ 2024
NELL’AMBITO NAZIONALE.
LA CITTA’ DI MADDALONI SI TRASFORMERA’ IN CENTRO DELLA CULTURA DELLA MORALE
NELL’AMBITO NAZIONALE E NELL’AMBITO INTERNAZIONALE.
LA CITTA’ DI MADDALONI DIVENTERA’ IL CENTRO DELLA RIFLESSIONE ETICA A LIVELLO
NAZIONALE E A LIVELLO INTERNAZIONALE IN TUTTI I SETTORI.
L’ITALIA GUARDERA’ CON ATTENZIONE ALLA CITTA’ DI MADDALONI ATTRAVERSO IL
PERCORSO IDEATO, ELABORATO, ORGANIZZATO, VOLUTO E COORDINATO DAL DOCENTE
UNIVERSITARIO MADDALONESE PROF. DOTT. ANTONIO ROSARIO CENTORE
PERCORSO STRAORDINARIO, UNICO E RARO NELLA STORIA DI MADDALONI

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PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DI MADDALONI SARA’ REALIZZATO UN PERCORSO
DELLA LEGALITA’ CON LE PIU’ IMPORTANTI PERSONALITA’ NELL’AMBITO NAZIONALE E
NELL’AMBITO INTERNAZIONALE.
IL PERCORSO DELLA LEGALITA’ SARA’RAPPRESENTATO DA TRE MOMENTI SIGNIFICATIVI
PRESSO LE PIU’ IMPORTANTI ISTITUZIONI CULTURALI DI MADDALONI.
I TRE MOMENTI SIGNIFICATIVI DEL PERCORSO SARANNO :
1) SABATO 16 MARZO 2024 ALLE ORE 10:00 PRESSO LA FONDAZIONE VILLAGGIO DEI
RAGAZZI “ DON SALVATORE D’ANGELO “ DI MADDALONI;
2) SABATO 23 MARZO 2024 ALLE ORE 10:00 PRESSO IL CONVITTO NAZIONALE STATALE
“ GIORDANO BRUNO “ DI MADDALONI E
3) SABATO 20 APRILE 2024 ALLE ORE 10:00 PRESSO LA FONDAZIONE VILLAGGIO DEI
RAGAZZI “ DON SALVATORE D’ANGELO “ DI MADDALONI.

LA LEGALITA’ A MADDALONI ATTRAVERSO L’ISTITUZIONE CULTURALR

L’istituzione culturale intende svolgere la propria missione educativa, infondendo i principi
costituzionali, educando alla convivenza civile e perseguendo le finalità istituzionali della
formazione dell’uomo e del cittadino attraverso incontri di legalità, riflessioni condivise sulla
cultura della morale. Siamo consapevoli, infatti, della necessità di indurre nei nostri ragazzi un
atteggiamento critico e selettivo, che consenta loro di pervenire in maniera graduale alla
comprensione completa e corretta dei fenomeni, all’individuazione delle cause e degli effetti
degli stessi, alla formulazione di opinioni e di idee personali. Occorre affrontare a scuola i temi
dell’ingiustizia e della violazione dei diritti. E’ importante incidere efficacemente sulla
consapevolezza e sulla coscienza dei nostri ragazzi, inducendoli a fermarsi, a riflettere, ad
analizzare, a comprendere, imponendoci, quasi, rispetto alla miriade di distrazioni e alla
sovraesposizione agli stimoli che caratterizza le vite delle nuove generazioni. La convivenza è
da intendersi come l’adattamento dell’uomo a convivere con i suoi simili per la sua stessa
sopravvivenza. Per regolare la vita complessa di un gruppo sociale, però, esistono leggi da
rispettare che si affiancano a consuetudini, norme condivise secondo un codice etico, molto
spesso non scritto, a cui aderisce la maggior parte della cittadinanza. A queste norme condivise
secondo un codice etico dobbiamo indirizzare come cittadini la nostra massima attenzione. E

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necessario coinvolgere, con gli esempi, le nuove generazioni. Ma per convivere civilmente non
si può escludere il rispetto per gli altri. Il rispetto del prossimo è contro la derisione, l’insulto,
la prevaricazione, la prepotenza, la violenza, la discriminazione di sesso, di razze, di etnie,
diversità fisica, diversità mentale, disabilità e patologie. Comportamenti asociali possono
essere minacciati dalla crescente crisi di valori che influenza le nostre istituzioni educative
come la scuola

Il percorso della legalita’ maddalonese 2024

Il percorso della legalita’ maddalonese 2024 rappresenta un momento di riflessione, approfondimento e di incontro, di
relazioni vive e di testimonianze attorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, persone che hanno subito una
grande lacerazione che noi tutti possiamo contribuire a ricucire, costruendo insieme una memoria comune a partire dalle
storie di quelle persone. È un percorso di arrivo e ripartenza per il nostro agire, al fine di porre al centro della
riflessione collettiva la vittima come persona e il diritto fondamentale e primario alla verità, diritto che appartiene alla
persona vittima, ai familiari della stessa, ma anche a noi tutti. Siamo certi vi sia un diritto-dovere alla verità: la verità
ha un valore pubblico fondamentale per uno Stato che voglia dirsi democratico. Leggere i nomi delle
vittime, scandirli con cura, è un modo per far rivivere quegli uomini e quelle donne, bambini e bambine, per non far
morire le idee testimoniate, l’esempio di chi ha combattuto le mafie a viso aperto e non ha ceduto alle minacce e ai ricatti
che gli imponevano di derogare dal proprio dovere professionale e civile, ma anche le vite di chi, suo malgrado, si è
ritrovato nella traiettoria di una pallottola o vittima di potenti esplosivi diretti ad altri. Storie pulsanti di vita, di passioni,
di sacrifici, di amore per il bene comune e di affermazione di diritti e di libertà negate. Lo scenario attuale e’ di per
sè molto complesso. Esiste infatti una tassonomia criminale peculiare che racchiude al suo interno una pluralita’ di
paradigmi molto diversi tra loro. L’incidenza delle organizzazioni mafiose tradizionali è molto forte ed in continua
evoluzione. Oltre alla loro presenza vi è anche quella delle cosiddette mafie autoctone, che sono di origine
esclusivamente locale.Non meno rilevante infine è la presenza di mafie straniere tra cui quella nigeriana e cinese che si
aggiungono alle organizzazioni albanesi di cui si evidenzia negli ultimi anni un notevole salto di qualità nello scenario
criminale. Contemporaneamente però, è importante sottolineare che siamo in presenza di un contesto capace di reagire
a queste forme di insediamento, promuovendo pratiche civiche e istituzionali di risposta, di riscatto, di restituzione sociale
del maltolto.

IL DOCENTE UNIVERSITARIO MADDALONESE PROF. DOTT. ANTONIO ROSARIO CENTORE