San Leucio compie 250 anni ma non li dimostra

Un anniversario celebrato nel segno della rinascita

CASERTA – Una giornata densa di significato, partecipazione e riflessione quella che ha celebrato il 250° anniversario della Real Colonia di San Leucio. Un appuntamento che ha saputo unire istituzioni, cultura e memoria storica, suggellato dalla presenza delle Loro Altezze Reali Carlo e Camilla di Borbone e della Principessa Beatrice dei Borbone delle Due Sicilie, da sempre attenta alla valorizzazione del patrimonio culturale del Mezzogiorno.

L’iniziativa, promossa dall’associazione Orizzonti guidata da Giuseppe Menniti, si inserisce in un più ampio programma di celebrazioni avviato con la conferenza stampa dello scorso 11 gennaio. Un percorso costruito con l’obiettivo di restituire centralità a uno dei luoghi simbolo dell’Illuminismo europeo.


Il valore del Codice Leuciano

Al centro del dibattito, sin dai primi interventi, il Codice Leuciano, promulgato nel 1789 da Ferdinando IV di Borbone. Un documento considerato tra i più avanzati del suo tempo, capace di anticipare principi che ancora oggi definiscono le società moderne: uguaglianza sociale, parità di genere, welfare d’avanguardia.

Un modello che trasformava in realtà concreta quelle idee illuministe che nel resto d’Europa erano ancora oggetto di dibattito teorico.


Le autorità e gli interventi istituzionali

A dare voce alle istituzioni è stata la commissaria prefettizia Daniela Caruso, che ha letto i messaggi dei ministri Adolfo Urso e Maria Eugenia Forcella, sottolineando il valore nazionale dell’anniversario.

La giornata ha avuto il via con l’arrivo delle A.R. e il saluto di Camilla di Borbone a Giuseppe Menniti, con un tono informale ma emblematico:
«Ha ordinato anche il sole di questa magnifica giornata», ha esordito salutandolo e complimentandosi per l’organizzazione.

Nel suo intervento, Giuseppe Menniti ha richiamato il legame profondo tra Caserta e la visione borbonica:

«Caserta è figlia della visione dei Borbone, del loro coraggio e della loro capacità di guardare al futuro. San Leucio è forse l’espressione più alta di questa eredità. La domanda oggi è: cosa stiamo facendo di questa storia? La risposta, purtroppo, è ancora troppo poco»


Il contributo del mondo della cultura

Il confronto si è arricchito grazie agli interventi di figure di primo piano del panorama culturale italiano, come lo storico e saggista Paolo Mieli e la direttrice della Reggia di Caserta Tiziana Maffei. Le loro riflessioni hanno restituito il contesto europeo dell’epoca, evidenziando il ruolo di San Leucio come esperienza d’avanguardia nel sistema politico e sociale del Settecento.

A completare il quadro culturale, il critico d’arte Enzo Battarra ha illustrato il progetto visivo “ID – San Leucio” dell’artista Antonio Biasiucci, offrendo una lettura contemporanea dell’identità leuciana: «ID ammicca deliberatamente all’Identificativo digitale. Biasiucci opera così un cortocircuito semantico: sottrae in termine alla freddezza dei database per restituire un volto a reperti che rischiavano di restare solo numeri, trasformando l’identificativo tecnico in una testimonianza umana viva.»


Le parole dei Borbone: tra eredità e responsabilità

Nel suo intervento, Carlo di Borbone ha voluto ringraziare la Marchesa Federica de Gregorio per il lavoro di raccordo tra le iniziative, ribadendo il valore storico di San Leucio:

«Mentre in Europa si discutevano ancora le idee dell’Illuminismo qui diventavano realtà. San Leucio testimonia ancora che la grandezza di un governo non si testimonia con i fasti ma con la qualità della vita dei suoi cittadini. Essere qui oggi in nome di quella dinastia non è per me motivo di nostalgia ma è una grande responsabilità e cercheremo di essere più presenti nell’opera di divulgazione».

Camilla di Borbone ha invece dichiarato:
«Leggere del diritto alla felicità, dal codice Leuciano, è per me una grande emozione. Con i diritti delle donne sanciti dal codice si anticipava qualcosa a cui ancora oggi bisogna lavorare, attraverso l’associazionismo, in cui io stessa sono attiva. Ho visto con i miei occhi le sete di San Leucio in tanti viaggi, con meraviglia e con orgoglio. Possiamo ancora di più portare San Leucio e la sua storia nel mondo. Siamo pronti.»


Tradizione serica e memoria viva

Tra i momenti più emozionanti della giornata, lo scambio di doni simbolici: foulard e ventaglio in seta leuciana per Camilla di Borbone, una fotografia ufficiale per Giuseppe Menniti e un catalogo per Paolo Mieli.

Particolarmente sentita la consegna delle targhe commemorative alle storiche famiglie seriche del territorio: Alois, Bologna, Cicala, De Negri, custodi di una tradizione che continua a rappresentare uno dei tratti identitari più forti di San Leucio.


Uno sguardo al futuro: nasce la rete internazionale

A chiudere l’evento, non solo celebrazione ma visione: è stata infatti annunciata la presentazione del network internazionale “Amici di San Leucio”, una rete dedicata alla tutela e alla valorizzazione del sito UNESCO.

Un progetto che guarda oltre i confini locali, con l’obiettivo di trasformare San Leucio in un laboratorio permanente di cultura, memoria e sviluppo, all’altezza della sua storia.