San Nicola La Strada. Scandalo richiedenti asilo, sequestrati appartamenti Parco Mecos, indagati 4 persone di cui un dirigente del Comune

di NUNZIO DE PINTO

SAN NICOLA LA STRADA – Finalmente la verità incomincia a venie a galla. La vicenda relativa all’assegnazione di oltre 100 migranti al Parco MECOS era viziata, sin dall’inizio, di falso in atti pubblici e turbativa d’asta.

Almeno è questo le ipotesi di reato su cui stanno operando i Pubblici Ministeri della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e che hanno portato ad indagare quattro persone, di cui uno è un alto dirigente del Comune di San Nicola la Strada.

Infatti, i Carabinieri della Compagnia di Marcianise agli ordini del Tenente Luca D’Alessandro, con l’ausilio della stazione Carabinieri guidata dal Luogotenente Francesco CIARDIELLO, nell’ambito del procedimento penale nr. 2222/17 R.G. N.R. e nr. 2083/17 R.G. G.I.P., ha dato esecuzione al sequestro preventivo, ai sensi e per gli effetti dell’art. 321 del C.P.P. emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, di numerosi appartamenti siti all’interno del Parco MECOS di San Nicola la Strada, adibiti in precedenza a residenza per alloggio di cittadini stranieri richiedenti asilo.

Nella vicenda, secondo quanto scritto nel comunicato stampa, risultano indagati quattro persone, un pubblico ufficiale del Comune di San Nicola la Strada e tre imprenditori (due amministratori delle società proprietarie degli immobili e un amministratore della società conduttrice), per falso in atti pubblici e turbativa d’asta. Le persone indagate sono accusate di aver falsificato l’attestazione dei requisiti necessari per il rilascio del certificato di agibilità degli immobili e di aver, così, partecipato e conseguito l’affidamento del servizio di ospitalità indetta dalla Prefettura di Caserta mediante la certificazione del falso presupposto della disponibilità di abitazioni pienamente agibili.

Come avevano sin da subito denunciato verbalmente i condomini del Parco MECOS, quegli appartamenti non potevano ospitare nessuno essere umano perché non c’era l’agibilità e l’agibilità era stata concessa dal Comune di San Nicola la Strada.

Come avrebbe detto Shakespeare: “C’è del marcio in Danimarca”, ed in effetti così è. Con le false attestazioni di agibilità, le strutture sottoposte a sequestro sono state adibite a residenze per ospitare un centinaio di migranti aventi diritto all’asilo politico.

Le indagini preliminari hanno consentito di accertare la falsità delle attestazioni contenute negli atti preliminari dei certificati di agibilità e, in particolare, la falsità dell’attestazione di salubrità e sicurezza degli ambienti. Infatti, gli accertamenti disposti hanno permesso di individuare uno stato di mantenimento dell’immobile precario, l’assenza delle condizioni di igienicità, fruibilità e sicurezza, il degrado delle strutture, la pericolosa sistemazione dell’impianto elettrico (mancante di idonee protezioni per impedire il contatto diretto) e, addirittura, il mancato completamento degli immobili, i quali risultano privi di pavimentazione nelle parti comuni e nei pianerottoli.

L’illecita rappresentazione della realtà di fatto degli immobili è stata necessaria per il successivo rilascio della certificazione di agibilità e per consentire poi all’impresa conduttrice di aggiudicarsi il servizio di residenza per immigrati richiedenti asilo.

Ma come si è giunti all’accertamento della verità, anche se l’accertamento di altri probabili complici nella “pacco” rifilato agli ignari cittadini condomini del pacco MECOS non si è ancora concluso?. Non è assolutamente escluso che altri, nel prosieguo delle indagini, possano essere scovati.

La struttura del Condominio Parco Mecos nasce con destinazione di casa-albergo, tanto è vero che molti condomini, negli anni, hanno sanato la propria posizione urbanistica versando anche oneri di particolare rilevanza. Gli appartamenti de quo, invece, all’atto della presentazione della domanda da parte della GAMA srl, società locataria, presentavano ancora detta caratteristica; circostanza, questa, che avrebbe comportato, unita all’assenza di certificato di agibilità, l’esclusione dalla gara stessa. Tanto è vero che la Cogen srl e la PM Immobiliare srl, visto il diniego iniziale di rilascio del certificato di agibilità da parte dell’Ufficio Tecnico del Comune di San Nicola la Strada, ricorrevano al TAR Campania chiedendo la revoca del diniego e la sospensione del provvedimento.

Il TAR, rigettando l’istanza cautelare, invece, dava ragione al Comune negando detto rilascio. Successivamente, però, lette le motivazioni dell’ordinanza cautelare, le società de quo avrebbero provveduto – il condizionale è d’obbligo – a sanare la loro posizione ottenendo il rilascio dell’agibilità. Ed ecco qui uno dei primi punti su cui si chiede l’intervento della Magistratura al fine di verificare il corretto operato di tutte le parti coinvolte. Innanzitutto, vorremmo comprendere come è possibile che un certificato venga prima negato e, poi, sulla base di una semplice rettifica catastale (questo è quanto si è riusciti a comprendere) venga rilasciato.

Ma ancor di più: come è possibile rilasciare un certificato di agibilità ad una struttura in cui, a seguito dei lavori avviati e non conclusi per rendere gli immobili consoni all’uso cui sono destinati, vi sono pianerottoli non pavimentati, fili elettrici volanti, scale non ricoperte dai marmi, cabine elettriche fatiscenti ed a rischio inondazione in caso di copiose piogge, ecc… (residui di lavori di ristrutturazione sospesi e non portati a termine a tutt’oggi a causa della insolvenza ordinaria e straordinaria delle proprietà degli immobili in questione, evidenziata all’inizio di questo documento) il tutto con evidente pericolo per la privata e pubblica incolumità? Questo è uno degli interrogativi che più avevano affermato i condomini in un esposto arrivato poi sul tavolo dei P.M.. Sul punto, sempre nell’esposto era stato allegato missiva della PMIMMOBILIARE SRL del 20/06/16 con cui riconosce l’esistenza di una tale situazione di fatto.

Sempre in merito all’agibilità, gli esponenti avevano chiesto che il Giudice, anche attraverso un eventuale sequestro degli atti, verificasse se fosse stato legittimo l’operato della Prefettura nella gestione dell’intera gara e nell’aggiudicazione, considerando i tempi di rilascio del certificato di agibilità.

Tanto esposto, i condomini chiedevano altresì che si procedesse alle indagini del caso, anche attraverso sequestri, ispezioni e controlli sui luoghi, al fine di accertare l’eventuale sussistenza di fattispecie di reato nei fatti su esposti. I condomini avevano nominato proprio difensore di fiducia l’avv. Giuseppe Amato, con studio in San Nicola la Strada (CE), al quale avevano conferito procura speciale al deposito del presente atto.

A questo punto diciamo: “Via i mercanti dal Tempio”.