Le autonomie regionali da nord a sud

Basta delegare, basta negoziare, basta

Le autonomie regionali da nord a sud

 Basta delegare, basta negoziare, basta

Di Fiore Marro

Caserta 27 febbraio 2019

Questi che viviamo ultimamente sono giorni febbrili all’inseguimento delle autonomie regionali, hanno cominciato, come fanno sempre d’altronde, in questo Paese tenuto con la saliva, i padani, attraverso tre regioni del Nord. Garibaldi si sa ha fatto scuola e, proprio come lui, anche i suoi discendenti  fanno promesse tipo la terra ai contadini, l’acqua ai marinai, i monti agli alpini. E noi? Potevamo mai farci mancare questa occasione? No che non si può.

In Campania qualcuno si sta muovendo affinché si possa conseguire in concreto una richiesta simile.

Il fatto che suona stonato è che a condurre i peones terronici non c’è uno come Pino Aprile per dire, che ne so un Francesco Tassone, un Francesco Laricchia, no la novità eccentrica, è che a vestirsi da Cardinale Ruffo stavolta è l’ex presidente della Regione Stefano Caldoro, che si accinge ad essere promotore della raccolta di firme per l’autonomia non di una regione ma di una macro regione, ossia di una regione che raccoglie i confini che sono di provenienza delle Due Sicilie.

Adesso va bene tutto, anzi come diceva il Maestro Alberto Manzi :“Non è mai troppo tardi”, in quel famoso, indimenticabile programma televisivo della Rai, ma forse si vuole ricreare il Regno delle due Sicilie attorno a chi è stato portavoce della sua distruzione? Evidentemente la storia non ha davvero insegnato nulla ai nostri, visto che ci si sta affidando, a mio sommesso avviso, nelle mani del nemico, che come fa spesso ha mandato in avanguardia oggi quello finito in disgrazia, ieri con Raffaele Lombardo quello più scaltro, domani chissà chi altro.

Personalmente, se non avessi vissuto le stagioni dell’Mpa, oggi come allora mi sarei buttato anima e corpo in una battaglia del genere, ma avendo conosciuto da vicino il “vicino”, compresa l’esperienza comunale con De Magistris, e quella regionale con De Luca,io dico che questo è il tempo dei mutandoni di ferro e di camminare spalle al muro. Gli italiani del Sud possono anche accettare un’iniziativa del genere, i famosi meridionalisti, anzi è giusto, sentendosi parte di una nazione come l’Italia, ma noi duosiciliani, che siamo gli algerini dello stivale no, non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo.

Basta delegare, basta negoziare, basta .

Il mio appello lo lancio a chi in questi anni ha davvero fatto la strada alternativa, a quegli uomini e a quelle donne che ci credono talmente tanto da demandare persino i 5 stelle al posto loro, perché stanchi degli abusi, dei soprusi, delle violenze fisiche e verbali che da 158 anni ci sbattono sul muso, stanchi e ora delusi perlopiù, a loro il mio accorato appello: statevi attenti che le fregatura non sono finite. Sarebbe davvero un suicidio rimettere il potere politico nelle mani di coloro che, durante la loro gestione amministrativa, non hanno fatto molto bene per i cittadini. Questi sono coloro che  hanno gestito la Ras delle formiche negli ospedali;  sono stati i conduttori che hanno portato all’attuale situazione dei mezzi di trasporto; coloro i quali pretendevano che la spazzatura finisse nella discarica da sola, tanto per chiarire con chi abbiamo a che fare.

Sono stanco di sentirmi dire sempre le stesse fandonie, voi no? Sono stufo di sentire la solita tiritera, stufo di delegare chi non mi appartiene, di chi passa la vita a scaricare sugli altri la propria responsabilità, dimenticandosi di  cosa doveva fare quando governava e cosa bisognerebbe fare adesso invece per la gente, per i giovani, per gli anziani, per il futuro del nostro popolo.

Il mio appello è rivolto a quelli che in questi lunghi anni di militanza identitaria hanno come si dice “scarpesato” per amore, solo per amore, il territorio duosiciliano.

Muvimmece!