MARCIANISE – “La preghiera è il cuore della fede: Signore insegnaci a pregare” il tema dell’Adorazione Eucaristica per la Veglia del Sacro Cuore dalle suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore, di via San Michele, svoltasi ieri, giovedì 6 giugno. Festa che quest’anno cade oggi, venerdì 7, celebrata con funzione religiosa in mattinata e agape fraterna in serata.
Una solennità caratterizzata da una data mobile e celebrata il primo venerdì dopo il Corpus Domini. Nella solennità del Sacro Cuore viene celebrata anche la Giornata mondiale di preghiera per la santificazione del clero. Durante la celebrazione e l’Adorazione Eucaristica per la Veglia officiata dal parroco Pasqualino Rubino con il diacono Agostino Mezzacapo, altro momento intenso, il rinnovo dei voti solenni di povertà, castità e obbedienza delle suore catechiste e unitamente il rinnovo della promessa delle associate.
Ricordiamo che l’origine della festa del Sacro Cuore di Gesù risale al XV secolo, quando santa Margherita Alocoque ebbe la visione del cuore di Gesù su un trono di fiamme, circondato da una corona di spine. In un’altra visione Gesù le chiede l’istituzione di una festa per onorare il Suo Cuore e riparare, con la preghiera, le offese che riceve.
La veglia della Festa del Sacro Cuore, solennità della Chiesa, ha fatto seguito ad una novena di celebrazioni, nove giorni di preghiere con canti liturgici animati dalla signora Assunta Ventriglia che ha diretto il coro delle devote. Alle celebrazioni, tenutesi nella cappella delle suore Missionarie, si sono alternati i sacerdoti della Forania. Numerosi i fedeli che vi hanno partecipato. Un vero tripudio. La Festa nella Casa di Preghiera di Marcianise dalle suore MCSC con l’Associazione “Eustachio Montemurro” presieduta da Carmela Russo, con la segretaria Dorotea De Simone.
Il Sacro Cuore di Gesù, è rappresentato nell’iconografia tradizionale nel Cristo incoronato di spine, sovrastato dalla croce e ferito dalla lancia, oppure con il cuore circondato da fiammelle di ardore misericordioso per i peccatori.
“L’amore di Gesù, ha detto il Papa, è tutt’uno con la sua Misericordia, con il perdono offerto a chiunque lo chieda.” Alle origini, la Festa del Sacro Cuore, un culto, una devozione molto popolare che ha ispirato chiese, atenei e oratori, affondando i valori e le origini a partire dalle visioni di santa Margherita Maria Alacoque – la mistica francese, la messaggera del culto che nel 1856 papa Pio IX estese a tutta la Chiesa cattolica – al pensiero di papa Francesco che contempla il valore più spirituale della festa: “non un’immaginetta – ha detto – ma il cuore della rivelazione.” Una intensa spiritualità. La stessa spiritualità, che avvolge e caratterizza l’intera azione e figura di padre Eustachio Montemurro, come fondatore della Congregazione religiosa e il suo carisma: un contemplativo del Sacro Cuore di Gesù che, fonda le sue opere come medico, educatore e sacerdote, su un intenso impulso spirituale. “Non desiderare nulla – ci insegna padre Eustachio così come prega lui – desidera lo stato umile e Gesù, il Tuo amore, ti eleverà se a Lui piace e se a te giova. (…) Signore a questo indegno figlio che sempre ti offende, che ha sfrenati desideri di vanagloria e di amor proprio, rivolgi Tu la parola? Hai dimenticato Signore le gravi mie colpe, dunque che io ne faccia ammenda. Fammi santo, Gesù mio diletto, fammi a Te devoto, per combattere la mia vanagloria e la mia superbia.”
Ernesto Genoni