CAMPANIA SOTTO ASSEDIO:ECOMAFIE E ABUSIVISMO EDILIZIO, UN EMERGENZA SENZA FINE

Criminalità e speculazione frenano le demolizioni: "Interventi troppo lenti"

L’abusivismo edilizio e il traffico illecito di rifiuti restano due delle piaghe più gravi in Campania, con la provincia di Caserta tra le aree più colpite. Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente, oltre il 45% dei reati ambientali in Italia si concentra nel Sud, con la Campania al primo posto per il numero di illeciti legati al ciclo del cemento e dei rifiuti.

 

Numeri allarmanti: il cemento illegale avanza

Nel 2023 sono stati registrati 13.008 reati nel settore del cemento illegale, con un incremento del 6,5% rispetto all’anno precedente. La criminalità organizzata continua a sfruttare le falle della burocrazia e la difficoltà delle amministrazioni locali nell’eseguire le demolizioni, trasformando l’abusivismo edilizio in un business milionario.

 

Caserta: tra costruzioni abusive e rifiuti tossici

La provincia di Caserta è uno degli epicentri del problema. Il litorale domizio, Castel Volturno e l’Agro aversano sono devastati dalla cementificazione selvaggia e dalle discariche abusive. Per arginare il disastro ambientale, nel dicembre scorso il governo ha nominato un commissario per la bonifica della Terra dei Fuochi. Tuttavia, secondo le associazioni ambientaliste, le istituzioni si muovono ancora troppo lentamente.

 

Demolizioni al rallentatore: interviene la magistratura

“Le demolizioni degli edifici abusivi avvengono con il contagocce – spiega Enrico Fontana di Legambiente – e spesso sono i magistrati a doversi sostituire alla politica, come nel caso recente dell’abbattimento di immobili riconducibili al clan Belforte”.

 

Ecomafie e danni alla salute

La speculazione edilizia e il traffico di rifiuti tossici hanno effetti devastanti sull’ambiente e sulla salute pubblica. L’interramento di materiali pericolosi nei terreni agricoli ha causato un aumento dei tumori, come denunciato da anni dalle associazioni locali. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per la sua inerzia, ribadendo l’urgenza di interventi concreti.

 

Mobilitazione cittadina: la richiesta di giustizia ambientale

Movimenti come Legambiente e Libera continuano a battersi per un contrasto più efficace all’ecomafia. Lunedì scorso, un flash mob in piazza del Plebiscito ha rilanciato la campagna Ecogiustizia subito, chiedendo bonifiche e un’applicazione più rigorosa delle leggi.

La battaglia è ancora lunga, ma la voce dei cittadini si fa sempre più forte: serve un’azione immediata per restituire dignità a un territorio soffocato dall’illegalità.