Nella notte tra lunedì e martedì, due detenuti del carcere di Poggioreale a Napoli sono riusciti a evadere, ma sono stati rapidamente catturati dalle forze dell’ordine. I fuggitivi, un siriano di 23 anni e un algerino di 32, entrambi detenuti per rapina, hanno praticato un foro nel muro della loro cella e si sono calati lungo la cinta muraria utilizzando una corda improvvisata.
La fuga ha acceso nuovamente i riflettori sul tema del sovraffollamento carcerario in Italia. Poggioreale, come molte altre strutture penitenziarie, ospita un numero di detenuti ben superiore alla capienza regolamentare. La situazione di affollamento rende più difficoltosa la gestione quotidiana, aumenta il rischio di tensioni tra i detenuti e riduce l’efficacia dei programmi di reinserimento sociale.
Secondo gli esperti, il sovraffollamento è una delle principali criticità del sistema penitenziario italiano. Le carceri italiane ospitano regolarmente oltre il 20-25% di detenuti in più rispetto alla capienza ufficiale, con alcune strutture che superano addirittura il 150% della capienza. Questo fenomeno non riguarda solo Napoli: è un problema diffuso che interessa tutto il territorio nazionale e che impatta direttamente sulla sicurezza, sul lavoro del personale penitenziario e sulle condizioni di vita dei detenuti.
L’episodio di Poggioreale dimostra come la carenza di personale e le difficoltà strutturali possano facilitare eventi come le evasioni. Le autorità stanno indagando sulle dinamiche della fuga e valutando eventuali interventi per migliorare la sicurezza, ma resta aperta la questione più ampia della riforma del sistema carcerario e della gestione del sovraffollamento.
La cattura dei due detenuti, avvenuta entro poche ore dalla fuga, evita conseguenze immediate gravi, ma riporta alla ribalta la necessità di interventi strutturali e di investimenti per garantire condizioni più sicure sia per i detenuti sia per il personale penitenziario.