Cibo sprecato e assurda legge di mercato

Da un post su Threads: “Oggi in un noto supermercato, reparto polli arrosto. Mentre ne prendo uno, vedo una signorina che sta raccogliendo gli altri e li sta buttando in un sacco nero. ‘Mi scusi, ma non si possono prendere?» «Sì, certo. Sono buoni, li ho fatti qualche ora fa». “E allora perché li sta buttando?” «Perché ci impongono di gettare tutto dopo tre ore». Silenzio. Buttare cibo buono è da folli. E se questo viene considerato normale, non è il cibo ad avere una scadenza. È la società”.

Il post ha scatenato un vivace botta/risposta con 500 risposte, tra increduli e dipendenti che confermano.

Emerge una triste realtà, una donna risponde: “Mi sono occupata di carità nel mio paese per parecchi anni. Ho distribuito lettere a firma del Don (prete) in tutti i supermercati della zona dove chiedevamo se a fine giornata potevo andare a ritirare gli alimenti in scadenza che non potevano più essere esposti. Mi è stato detto che non potevano e dovevano assolutamente BUTTARLI“.

Un’altra dice: “Mia mamma lavora in un supermercato e mi ha confermato che è vero che i polli vengono buttati via. Non possono neanche portarli a casa i dipendenti. Nel supermercato in cui lavora lei l’unica cosa che fanno è dare la possibilità di comprare i polli a metà prezzo da mezz’ora prima che li buttino“.

Ulteriore conferma: “(…) Non avete idea di quanto cibo venga buttato Cibo ancora buono Ad esempio tutto il pane non venduto la sera in quasi tutti i supermercati viene buttato, e se qualcuno aderisce alla raccolta da parte di qualche ente benefico ne va comunque una percentuale irrisoria rispetto a ciò che viene buttato Così come latticini e cibo confenzionato fresco di ogni tipo Se si rompe una confezione“.

E’ vero che esiste un’app anti-spreco che permette di fare una bella spesa a 5 €, ma lo spreco resta immenso.

Come sottolinea un’altra utente: “Senza Caritas ci sono tanti pensionati che non riescono a mettere insieme pranzo con la cena, metterli a metà prezzo, dove vado io la verdura brutta a 50 cent. Al kg… Carne e altro 30/40 %, del prezzo“.

Una testimonianza dall’estero sottolinea: “In Francia hanno l’obbligo di destinarli a chi ha bisogno.

Questo sì che è un segno di civiltà.

Ho mangiato mille volte il pollo avanzato dal giorno prima e sto benissimo 🤷🏻‍♀️”

Si lancia un appello alle associazioni dei consumatori perché facciano qualcosa: buttare cibo di tre ore, in un contesto sociale di povertà crescente, è qualcosa che fa male due volte: per chi non se lo può permettere e per le povere bestie macellate inutilmente.