Concerto di Damien Rice a Un’estate da BelvedeRe: Un articolo che rischiavate di non leggere

Siamo seduti da un po’ e qualcuno fa partire un applauso cui si uniscono piano piano quasi tutti gli spettatori per invitare Damien a salire sul palco. Inutilmente: il cantante irlandese non arriva. Io decido di urlare ogni tanto “Eccolo! Eccolo! Sta arrivando!” per far girare inutilmente le persone ansiose di vederlo. Poi, le luci si spengono, Damien Rice sale sul palco e inizia lo spettacolo, rovinandomi il divertimento.

 

1. Le Canzoni 

Damien Rice è uno di quegli artisti che necessariamente, se si è fan, vanno visti live. Sembrerà banale dirlo, ma sono obbligato a scriverlo: le sue canzoni dal vivo sono tutta un’altra cosa. Damien Rice le canta con un’intensità e un’interpretazione così forti che sembra di sentirle per la prima volta. Elephant è stata qualcosa di indescrivibile, The Box cantata con un trasporto tale che quelli seduti dietro di me hanno pianto, Cold Water suonata a luci spente insieme alla meravigliosa voce di Greta, Cannonball eseguita sul ciglio del palco e in coro con tutti noi, e l’inedito suonato al piano: ogni dettaglio durante tutto il live è stata magico.

Credo che le canzoni di Damien Rice siano di quelle che sanno tutti. Non nel senso che si conoscono perché famose e apprezzate (questo è la base, dato che si presume che ad un concerto in prims ci vada il fan), ma nel senso che parlano di quelle situazioni, ansie, dolori che tutti hanno vissuto, che tutti conoscono e di conseguenza rendono la canzone tua, anche se la stai ascoltando per la prima volta. Penso a questo mentre Damien esegue i suoi pezzi, da solo (a parte qualche featuring-vedi sotto-sul palco ci sarà sempre e solo lui) con la chitarra acustica o al pianoforte, e tutti stanno in silenzio emozionati, rapiti e imprecando internamente perché quello davanti a loro scatta le foto con il flash in barba alla security.

2. La Vista

Tra una canzone e l’altra Damien ride e scherza con il pubblico mentre qualcuno (in realtà credo fosse sempre la stessa persona) gli urla complimenti e ringraziamenti. Una cosa che ripete spesso è quanto sia bella la vista, ossia il magnifico spettacolo del panorama che lui vede mentre suona. Un Belvedere, appunto, così bello che lo emoziona a tal punto da rapirlo, portandolo lontano da noi, dal concerto e facendogli dimenticare le parole delle canzoni (défaillance recuperate subito, perché- ripeto- l’esecuzione delle canzoni è stata qualcosa di eccezionale).

3. I Featuring

La meravigliosa vista, inoltre, viene usata anche come spunto per dare l’inizio ai duetti della serata. Il primo è quello con Massimo de Vita, cantante dei Blindur. Damien sta paragonando il Belvedere con la vista di San Martino che gli ha fatto conoscere proprio Massimo, quando improvvisamente si interrompe per dire:”Massimo vuoi salire sul palco e suonarci una canzone?”. Così Massimo fa, con il pubblico che continua a chiamarlo. Damien gli passa la sua chitarra e si siede; lasciando l’amico suonare la canzone partenopea preferita dal cantautore irlandese, intento ad ascoltarlo rapito, come tutti noi: Era de Maggio. Arriva, poi, il momento dei featuring programmati e a salire sul palco è Greta Zuccoli, di Greta & The Wheels, che insieme a Damien ci regala la già citata Cold Water a luci spente e Volcano.

4. il Bis

(foto presa dalla pagina ufficiale del canale instagram di Damien Rice)

Finita l’ultima canzone, Damien saluta tutti frettolosamente, si spengono le luci e va via. Parte la classica tiritera del Bis. Per chi non è avezzo ai concerti: la classica tiritera del bis consiste nel che cantante fa finta di andare via, così il pubblico fa finta di rimanerci male e inizia a reclamare il bis; il cantante fa finta di essere stato convinto dall’amore dei fan e nonostante la stanchezza, torna sul palco e suona altri due o tre pezzi e tutti vissero per sempre felici e contenti. Durante il bis Damien viene accompagnato non solo da Greta, Maryam The Beliver, Gylda Valtysdottir (a cui va il premio Oscar per la miglior attrice non protagonista: mentre gli altri attaccavano gli strumenti, lei beatamente beve come se la cosa non la riguardi e poi suona una dolcissima canzone che ha scritto per una bambina di due anni di cui è la madrina); le quali hanno anche aperto il concerto. Insieme hanno chiuso lo show con una bellissima I remember.

5.After

I concerti di Damien Rice sono come i film della Marvel: così come si rimane in sala una volta che è finito il film per vedere le scene post-credit, così dopo il concerto si rimane ancora in zona in attesa del post-concerto di Damien. Noi attendiamo un’ora in un’atmosfera che sa molto di veglia di preghiera, con tanto di chitarre (portate proprio in vista del post-concerto di Damien Rice) e ragazzi seduti in cerchio. Se accendessimo qualche cerino a qualche passante distratto appariremmo sul serio come un  gruppo di preghiera. Infine, i cancelli si aprono e, tra la gioia generale (ormai non ci credevamo più), arriva Damien Rice con gli altri musicisti della serata e tutti insieme appassionatamente andiamo verso la terrazza del Belvedere. Lì ci sediamo in cerchio, ed è così che voglio concludere quest’articolo, come se fossi ancora là con Damien e i suoi amici in mezzo a noi che suonano  The Blower’s Daughter (la grande assente del concerto ), come se la serata non fosse ancora finita e noi fossimo ancora lì a cantare, ridere e scherzare tutti insieme.

Articolo di Francesco Orlando.

P.S: devo doverosamente ringraziare per le foto winterprayers che ha salvato la parte multimediale di quest’articolo