Alle 11.36 le sirene del porto di Genova ricorderanno le vittime del Ponte Morandi.

Sono trascorsi 8 anni dalla tragedia, dove persero la vita cinque campani.

Ricorre oggi l’ottavo anniversario del cedimento strutturale del Ponte Morandi a Genova che, come ricordiamo, crollò il 14 agosto 2018 alle ore 11:36.

 

Nel disastro persero la vita 43 persone, innocenti e ignare della catastrofe in cui sarebbero state coinvolte. La tragedia fu causata dal cedimento della pila 9 che portò giù in pochi secondi una parte consistente della struttura del ponte, trascinando con sé i mezzi e la vita di quanti in quel momento lo stavano attraversando. Tra le 43 vittime, ben cinque furono nostri corregionali. Quattro amici, partiti da Torre del Greco, in viaggio per le vacanze estive a bordo di una Volkswagen Golf, erano diretti a Nizza, da dove avrebbero poi raggiunto Barcellona. Erano tutti giovanissimi: Giovanni Battiloro di 29 anni, Matteo Bertonati di 26 anni, Gerardo Esposito di 26 anni e Antonio Stanzione di 29 anni. La quinta vittima si chiamava Gennaro Sarnataro; poco più grande degli altri ragazzi, aveva 43 anni e si trovava sul ponte per motivi di lavoro. Gennaro stava infatti ritornando con il suo automezzo dopo aver effettuato un trasporto in Francia. Il crollo, come detto, fu causato dal cedimento della pila 9, che portò giù 250 metri di viadotto. Erano le 11:36 del 14 agosto 2018 quando, in un attimo e sotto le sferze di un forte temporale, il cemento si sbriciolò diventando una nuvola di polvere, franando verso il torrente Polcevera. Oggi il ponte è stato ricostruito con il nome benaugurante di Ponte San Giorgio. Questo è un anniversario particolarmente triste e significativo per i parenti delle vittime. Dopo otto anni di perizie, udienze e testimonianze, il 16 luglio il Tribunale di Genova ha emesso la sentenza di primo grado per il crollo. Sono state comminate 32 condanne a carico di una parte dei 57 imputati originari, mentre per altri 25 sono scattate le assoluzioni. La pena più alta è stata inflitta all’ex amministratore delegato di ASPI (Autostrade per l’Italia), Giovanni Castellucci, condannato a 12 anni di reclusione. Tra le altre sentenze spiccano gli 11 anni per Michele Donferri Mitelli (ex direttore manutenzioni ASPI) e i 5 anni per Mauro Coletta (ex direttore della vigilanza sulle concessioni autostradali del Mit); gli altri imputati, tra ex dirigenti e tecnici di ASPI e Spea, hanno ricevuto pene minori. I giudici sono stati concordi nel ritenere il crollo del ponte una diretta conseguenza di incuria e gravi omissioni nel programma manutentivo della struttura. Ogni anno si tengono varie cerimonie di commemorazione, da quelle nelle città di origine delle vittime a quella ufficiale di Genova. Prima della cerimonia civile, alle ore 9:00 presso la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa di Genova, verrà officiata la Santa Messa in memoria delle vittime dall’arcivescovo di Genova, Monsignor Marco Tasca. Il rito civile di commemorazione si terrà sotto il nuovo ponte, presso la Radura della Memoria a Genova, con inizio alle ore 10:45. Saranno presenti il Sindaco di Genova Marco Bucci, il Prefetto Cinzia Torraco e il Viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, con delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Alle 11:36, in coincidenza con l’ora esatta della tragedia, un minuto di silenzio segnerà la solennità dell’evento. La città si fermerà e le campane delle chiese genovesi suoneranno a lutto, mentre le sirene delle navi nel porto fischieranno tutta la rabbia di chi ha perso per sempre i propri cari. Verranno deposte le corone di fiori della società civile e quelle inviate dalle massime cariche dello Stato (Presidenza della Repubblica, Senato, Camera e Consiglio dei Ministri). Una tragedia grande quanto l’Italia; quella parte d’Italia fatta di omissioni, di “tira a campare” e di sotterfugi che, quando emerge, lo fa solo a seguito di drammi come questo, scoperchiando interi apparati pubblici fraudolenti.