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	<title>Notizie di Giustizia a Caserta - BelvedereNews</title>
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	<description>Cronaca e notizie da Caserta, Napoli e province</description>
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	<title>Notizie di Giustizia a Caserta - BelvedereNews</title>
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		<title>Detenzione domiciliare terapeutica, Ciambriello: &#8220;Senza risorse la riforma rischia di restare solo sulla carta&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Peppe Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:56:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="600" height="600" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/07/Samuele-Ciambriello-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/07/Samuele-Ciambriello-1-1.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/07/Samuele-Ciambriello-1-1-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></div>
<p>L&#8217;approvazione definitiva della legge sulla detenzione domiciliare terapeutica per i detenuti tossicodipendenti rappresenta un cambio di paradigma nel sistema penitenziario italiano, perché riconosce la dipendenza patologica come una malattia da curare e non soltanto come un comportamento da punire. Un principio che Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone private della libertà personale e portavoce della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="600" height="600" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/07/Samuele-Ciambriello-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/07/Samuele-Ciambriello-1-1.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/07/Samuele-Ciambriello-1-1-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></div><p data-start="551" data-end="1146">L&#8217;approvazione definitiva della legge sulla detenzione domiciliare terapeutica per i detenuti tossicodipendenti rappresenta un cambio di paradigma nel sistema penitenziario italiano, perché riconosce la dipendenza patologica come una malattia da curare e non soltanto come un comportamento da punire. Un principio che Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone private della libertà personale e portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali, definisce &#8220;un atto di civiltà&#8221;, condividendo l&#8217;impianto della riforma ma mettendo in guardia sul rischio che rimanga inapplicata. Secondo Ciambriello, infatti, la legge potrà funzionare solo se accompagnata da un deciso potenziamento dei Servizi per le Dipendenze (SerD), con l&#8217;assunzione di psicologi, psichiatri e operatori sanitari, indispensabili per predisporre i programmi terapeutici che consentono ai detenuti di accedere alle misure alternative. &#8220;Una legge non cammina con le buone intenzioni&#8221;, osserva il Garante, ricordando che senza personale e strutture adeguate molti detenuti non potranno neppure avviare il percorso previsto dalla normativa. A destare preoccupazione sono anche le risorse economiche. Il Governo ha stimato che i potenziali beneficiari della misura possano essere circa 10mila, ma, secondo Ciambriello, i 19,4 milioni di euro stanziati sarebbero sufficienti a finanziare soltanto circa 800 percorsi terapeutici, alimentando aspettative destinate a scontrarsi con la realtà. Il Garante sottolinea inoltre che la nuova normativa, pur rappresentando un importante passo avanti sul piano del recupero e della riduzione della recidiva, non sarà da sola sufficiente a risolvere il problema del sovraffollamento carcerario. Perché la riforma produca effetti concreti, conclude, occorrono investimenti strutturali nella sanità penitenziaria e nella rete delle comunità terapeutiche, trasformando un principio condivisibile in una reale opportunità di reinserimento sociale.</p>
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		<title>Omicidio di Luigi “Luca” Esposito, svolta nelle indagini: fermato un 26enne, avrebbe confessato il delitto</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/omicidio-di-luigi-luca-esposito-svolta-nelle-indagini-fermato-un-26enne-avrebbe-confessato-il-delitto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nunzia Sannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 11:18:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#LuigiLucaEsposito #LucaEsposito #Eboli #Salerno #Cronaca #Omicidio #UltimaOra #Indagini #Carabinieri #ProcuraDiSalerno #Giornalismo #CronacaNera #Campania #Notizie #BelvedereNews]]></category>
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		<category><![CDATA[autopsia]]></category>
		<category><![CDATA[Fermato un giovane di 26 anni]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="360" height="202" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/07/ucciso-e-poi-carbonizzato-nel-salernitano-e-un-giornalista.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></div>
<p>Nella notte i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno sottoposto a fermo un 26enne di nazionalità tunisina, ritenuto gravemente indiziato del delitto. L&#8217;uomo è stato rintracciato all&#8217;interno di un casolare abbandonato, dove si era nascosto per sottrarsi alle ricerche. Secondo quanto emerso nelle prime ore successive al fermo, il giovane avrebbe confessato l&#8217;omicidio durante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="360" height="202" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/07/ucciso-e-poi-carbonizzato-nel-salernitano-e-un-giornalista.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></div><p>Nella notte i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno sottoposto a fermo un 26enne di nazionalità tunisina, ritenuto gravemente indiziato del delitto. L&#8217;uomo è stato rintracciato all&#8217;interno di un casolare abbandonato, dove si era nascosto per sottrarsi alle ricerche.<br />
Secondo quanto emerso nelle prime ore successive al fermo, il giovane avrebbe confessato l&#8217;omicidio durante l&#8217;interrogatorio davanti agli inquirenti. Gli investigatori stanno ora verificando il contenuto delle sue dichiarazioni, con l&#8217;obiettivo di ricostruire nei dettagli la dinamica dei fatti e accertare il movente del delitto.<br />
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno, hanno portato all&#8217;identificazione del presunto responsabile grazie a un&#8217;attenta attività investigativa, supportata dall&#8217;analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e da ulteriori riscontri raccolti sul territorio. Alcuni oggetti riconducibili alla vittima sarebbero stati rinvenuti nella disponibilità del fermato, elementi che hanno ulteriormente rafforzato il quadro indiziario.<br />
L&#8217;autopsia eseguita nei giorni scorsi aveva già evidenziato che il giornalista era stato vittima di un violento pestaggio prima che il corpo venisse dato alle fiamme, confermando l&#8217;ipotesi dell&#8217;omicidio aggravato. Restano ancora da chiarire l&#8217;esatta sequenza degli eventi e le ragioni che hanno portato al tragico epilogo.<br />
Luigi &#8220;Luca&#8221; Esposito era un giornalista pubblicista molto conosciuto nell&#8217;ambiente dell&#8217;informazione sportiva campana. Dirigeva il sito Tutto Salernitana e collaborava con diverse testate locali, seguendo da anni le vicende della Salernitana e del calcio campano. La sua morte ha suscitato profondo cordoglio nel mondo del giornalismo e dello sport.<br />
L&#8217;inchiesta prosegue per verificare ogni elemento emerso dalla confessione e accertare se vi siano eventuali responsabilità di altre persone. Nelle prossime ore il fermato sarà interrogato dal giudice per le indagini preliminari nell&#8217;ambito della procedura di convalida del fermo.</p>
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		<item>
		<title>Capri condannata per discriminazione verso le persone con disabilità: il Tribunale impone l’adozione del P.E.B.A.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/capri-condannata-per-discriminazione-verso-le-persone-con-disabilita-il-tribunale-impone-ladozione-del-p-e-b-a/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nunzia Sannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 16:46:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1080" height="1477" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260531_181148_Docs.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260531_181148_Docs.jpg 1080w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260531_181148_Docs-439x600.jpg 439w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260531_181148_Docs-768x1050.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></div>
<p>Una sentenza destinata a fare giurisprudenza e a richiamare l’attenzione di tutte le amministrazioni locali sul tema dell’accessibilità. Con la sentenza n. 8190/2026, pubblicata il 18 maggio scorso, il Tribunale di Napoli &#8211;  Decima Sezione Civile, presieduta dal giudice Maria Corvino &#8211; ha condannato il Comune di Capri per condotta discriminatoria collettiva nei confronti delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1080" height="1477" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260531_181148_Docs.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260531_181148_Docs.jpg 1080w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260531_181148_Docs-439x600.jpg 439w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260531_181148_Docs-768x1050.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></div><p>Una sentenza destinata a fare giurisprudenza e a richiamare l’attenzione di tutte le amministrazioni locali sul tema dell’accessibilità. Con la sentenza n. 8190/2026, pubblicata il 18 maggio scorso, il Tribunale di Napoli &#8211;  Decima Sezione Civile, presieduta dal giudice Maria Corvino &#8211; ha condannato il Comune di Capri per condotta discriminatoria collettiva nei confronti delle persone con disabilità.</p>
<p>La decisione arriva a seguito del ricorso promosso dall’Associazione Luca Coscioni e da Christian Durso, che hanno contestato la mancata adozione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.) e i ritardi negli interventi necessari per garantire l’accessibilità dei Giardini di Augusto.</p>
<p>Secondo il Tribunale, l’assenza del P.E.B.A. rappresenta una forma di discriminazione indiretta collettiva, poiché impedisce la corretta individuazione e classificazione delle barriere architettoniche presenti sul territorio comunale e, di conseguenza, la programmazione degli interventi necessari alla loro progressiva eliminazione.</p>
<p>Nelle motivazioni della sentenza si evidenzia come tale omissione comprometta diritti fondamentali delle persone con disabilità, tra cui l’inclusione sociale, la mobilità e la piena fruizione di edifici pubblici, spazi urbani e servizi. Un problema che, nel caso di Capri, assume una rilevanza ancora maggiore considerando il forte afflusso turistico internazionale e il numero di visitatori con esigenze di accessibilità.</p>
<p>Il Tribunale ha inoltre disposto il risarcimento del danno subito da Christian Durso, quantificato in 6.000 euro, e ha ordinato al Comune di Capri di porre fine alla condotta discriminatoria mediante l’adozione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche entro i prossimi dodici mesi.</p>
<p>Sulla vicenda è intervenuto il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania, l’avvocato Paolo Colombo, che ha sottolineato il valore della pronuncia.</p>
<p>&#8220;Per il Tribunale di Napoli la mancata adozione del P.E.B.A. costituisce una condotta discriminatoria. L’accessibilità e l’inclusione non possono ammettere deroghe o ritardi: la Pubblica Amministrazione deve comprendere che il rispetto delle leggi è un dovere e non un optional&#8221;, ha dichiarato Colombo.</p>
<p>Il Garante ha inoltre rivolto un appello ai Comuni campani affinché provvedano tempestivamente all’adozione dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, avvertendo che il mancato adeguamento potrebbe favorire l’apertura di nuovi contenziosi con conseguenti richieste di risarcimento a carico degli enti pubblici.</p>
<p>La sentenza del Tribunale di Napoli rappresenta dunque un importante precedente in materia di tutela dei diritti delle persone con disabilità e potrebbe segnare un punto di svolta nelle politiche di accessibilità degli enti locali, ribadendo con forza che il rispetto delle norme sull’inclusione non è una scelta discrezionale, ma un obbligo giuridico e civile.</p>
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		<item>
		<title>Sentenza Softlab: il paradosso tra polizze vita e licenziamenti</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/sentenza-softlab/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Dello Iacovo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 08:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1670" height="942" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Sentenza-Softlab.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Sentenza-Softlab.jpg 1670w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Sentenza-Softlab-600x338.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Sentenza-Softlab-768x433.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Sentenza-Softlab-1536x866.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1670px) 100vw, 1670px" /></div>
<p>CASERTA- Mentre l&#8217;ingresso di Corso Trieste è ormai un lontano ricordo per gli oltre duecento lavoratori transitati dal 2018 da Jabil a Softlab S.p.A., lasciandosi alle spalle il silenzio di una produzione mai partita, una sentenza del Tribunale di Roma mette il sigillo su una delle vicende più controverse della reindustrializzazione campana. Giovanni Casto, l&#8217;uomo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1670" height="942" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Sentenza-Softlab.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Sentenza-Softlab.jpg 1670w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Sentenza-Softlab-600x338.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Sentenza-Softlab-768x433.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Sentenza-Softlab-1536x866.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1670px) 100vw, 1670px" /></div><p align="JUSTIFY"><strong>CASERTA-</strong> Mentre l&#8217;ingresso di Corso Trieste è ormai un lontano ricordo per gli oltre duecento lavoratori transitati dal 2018 da <strong>Jabil</strong> a <b>Softlab S.p.A.</b>, lasciandosi alle spalle il silenzio di una produzione mai partita, una sentenza del Tribunale di Roma mette il sigillo su una delle vicende più controverse della reindustrializzazione campana. <strong>Giovanni Casto</strong>, l&#8217;uomo al vertice del Gruppo Softlab, è stato assolto dall&#8217;accusa di malversazione e autoriciclaggio. Per la legge, &#8220;il fatto non sussiste&#8221;. Per il territorio, il danno è totale.</p>
<hr />
<p><strong>IL TECNICISMO CHE BATTE LA REALTÀ</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Il processo si è concentrato su un frammento minuscolo di una galassia ben più ampia: 500.000 euro sottratti ai <strong>12 milioni</strong> di finanziamento pubblico erogati da<strong> Invitalia</strong> per l&#8217;emergenza Covid e &#8220;parcheggiati&#8221; in una polizza vita Genertellife. Per la Procura, quella era distrazione di fondi pubblici vincolati. Per il Giudice <strong>Chiara Miraglia</strong>, una mossa di &#8220;prudenza aziendale&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">La motivazione è un paradosso: la polizza serviva a proteggere i fondi da eventuali pignoramenti. In pratica, l&#8217;azienda ha messo al sicuro i soldi dello Stato per evitare che i creditori — tra cui gli stessi lavoratori che reclamavano stipendi e contributi — potessero toccarli.</p>
<hr />
<blockquote><p><strong>IL GIOCO DELLE SCADENZE</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Perché Casto è stato assolto? A causa del calendario. Il contratto con Invitalia fissava al 31 dicembre 2024 il termine per completare il piano industriale. Poiché l&#8217;indagine è partita prima di quella data, il tribunale ha stabilito che non si potesse ancora parlare di reato: sulla carta, c&#8217;era ancora tempo per riscattare la polizza e investire i fondi.</p>
<p align="JUSTIFY">Peccato che, mentre gli avvocati discutevano di termini contrattuali, la realtà corresse più veloce: la produzione a Maddaloni non è mai decollata, i lavoratori sono finiti in un limbo di cassa integrazione perpetua e il licenziamento collettivo è arrivato nell&#8217;ottobre 2025. Nessun piano da completare. Nessun posto dove investire niente.</p>
</blockquote>
<hr />
<p><strong>30 MILIONI DI EURO, ZERO POSTI DI LAVORO</strong></p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;inchiesta deve guardare oltre la polizza. Il Gruppo Softlab ha gestito una dote economica colossale: 18 milioni versati da Jabil per la ricollocazione dei dipendenti, più 12 milioni di fondi pubblici GID. Trenta milioni che avrebbero dovuto creare un polo d&#8217;eccellenza ICT nel casertano.</p>
<p align="JUSTIFY">Invece l&#8217;esposto presentato dall&#8217;avvocato <strong>Nello Sgambato</strong> alle Procure della Repubblica di Roma, Milano e Santa Maria C.V, per conto dei lavoratori racconta un&#8217;altra storia: stipendi arretrati per sei mesi, TFR non versati, contributi INPS e fondi di previdenza volatilizzati. E una strategia aziendale che — citando il bilancio 2021 firmato dallo stesso Casto — puntava a <em>&#8220;sostituire debito a breve con indebitamento a lungo termine a condizioni favorevoli&#8221;</em>. Traduzione: usare i soldi pubblici per tappare i buchi vecchi, non per creare lavoro nuovo.</p>
<hr />
<p><strong>LE OMBRE DEL SISTEMA</strong></p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;esposto dei lavoratori puntava il dito contro l&#8217;intero organigramma, ipotizzando un&#8217;associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Eppure il processo di Roma ha ridotto il dramma di centinaia di famiglie a una disputa tecnica su un prodotto finanziario. Rimane il sospetto che la giustizia abbia guardato il dito — la polizza — mentre la luna, il fallimento del piano industriale, stava già crollando.</p>
<hr />
<p><strong>UN EPILOGO SCRITTO</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Con l&#8217;assoluzione in mano, la dirigenza può dirsi penalmente &#8220;pulita&#8221;. E ci prova anche a cancellare le tracce: lo scorso 7 aprile,<b> Softlab Tech, </b>nel frattempo scorporata dall&#8217;originaria<b> Softlab S.p.A.,</b> ha cambiato denominazione in <b>INSED TECH</b> — come se un nuovo nome potesse seppellire cinque anni di vertenza sindacale.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma una domanda resta inevitabile: se quei 500.000 euro erano &#8220;accantonati&#8221; per essere investiti nel secondo anno del piano, come sostiene la difesa, perché quel piano si è chiuso con 146 licenziamenti e un sito industriale fantasma?</p>
<p align="JUSTIFY">La risposta è nei numeri. Sono 119 i lavoratori rimasti — dei 230 che cinque anni fa erano entrati in Softlab Tech con la promessa di un futuro — ad attendere ancora una ricollocazione in <b>Seri Industrial</b>. Una soluzione parziale, non un risarcimento. Lo Stato ha erogato i fondi. Lo Stato ha assolto chi li ha gestiti. I lavoratori — quelli a cui quei soldi erano realmente destinati — sono gli unici ad aver pagato: anni di cassa integrazione, salari incerti, contributi mancanti, incertezza permanente.</p>
<p align="JUSTIFY">Softlab Tech è il ritratto di un sistema in cui il tecnicismo legale rende invisibile il disastro sociale. <b>La sentenza n. 211/2026</b> chiude un processo. Non chiude una storia.</p>
<p align="JUSTIFY">Per <a href="https://www.belvederenews.net/l-accordo-per-i-143-lavoratori-ex-jabil-arriva-solo-allo-scadere-degli-ammortizzatori-sociali/">Approfondimenti </a></p>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>Il paradosso del caso di Michele De Lucia</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/il-paradosso-del-caso-di-michele-de-lucia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Rita Canone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 08:19:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Omicidio stradale]]></category>
		<category><![CDATA[San Felice a Cancello]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="703" height="360" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-05-at-10.11.11.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-05-at-10.11.11.jpeg 703w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-05-at-10.11.11-600x307.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 703px) 100vw, 703px" /></div>
<p>San Felice a Cancello – L’Italia è quello strano Paese in cui uno muore investito e secondo una sentenza è quasi colpa sua. I fatti succedono la sera del 24 gennaio 2018. Michele De Lucia esce di casa per compare la cena. Sta portando panini e pizzette a casa e attraversa la strada in Via [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="703" height="360" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-05-at-10.11.11.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-05-at-10.11.11.jpeg 703w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-05-at-10.11.11-600x307.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 703px) 100vw, 703px" /></div><p><strong>San Felice a Cancello</strong> – L’Italia è quello strano Paese in cui uno muore investito e secondo una sentenza è quasi colpa sua.</p>
<p>I fatti succedono la sera del <strong>24 gennaio 2018</strong>. <strong>Michele De Lucia</strong> esce di casa per compare la cena. Sta portando panini e pizzette a casa e attraversa la strada in Via Napoli. La sua vita finisce là, Michele non fa più ritorno a casa. L’uomo viene travolto e sfigurato. I primi vicini, accorsi per soccorrerlo, stentano a riconoscerlo. La vittima muore per lesioni riportate dall’investimento.</p>
<p><strong>La vicenda giudiziaria: </strong></p>
<p>Le perizie medico-legali e l&#8217;autopsia parlano chiaro: Michele era un uomo sano, senza patologie pregresse. È morto per l’incidente, è una vittima della strada. Eppure, per lo Stato italiano, il suo ottimo quadro clinico non basta per configurare una responsabilità penale. Si parla anche di un tratto di strada con scarsa illuminazione. Infatti, già <strong>prima del 24 gennaio 2018, l’illuminazione stradale era GUASTA. </strong>Michele lascia una famiglia che, da otto anni, oltre al dolore, deve subire la beffa di una sentenza paradossale. I familiari, infatti, dovranno pagare le spese giudiziarie perché il fatto non sussiste. La formula conclusiva del processo penale, infatti, è: &#8220;<em>Assolvo perché il fatto non costituisce reato</em>&#8220;. Ad esso segue la sentenza della causa civile che condanna i familiari ricorrenti a pagare le spese processuali.</p>
<p>Due pugnalate per i familiari: nessun risarcimento e pagamento delle spese processuali. La famiglia De Lucia ha perso un marito, un padre, un nonno e ora dovrà anche pagare “<em>per aver cercato giustizia</em>”. L’assoluzione lascia sgomenta la comunità e le testate giornalistiche dell’epoca riportano il fatto come &#8220;sentenza shock&#8221;.</p>
<p><strong>L’appello: &#8220;Siate la voce di Michele&#8221;</strong></p>
<p>Il caso De Lucia pone interrogativi inquietanti sulla sicurezza stradale e sulla certezza del diritto. Via Napoli, tra le 16:30 e le 20:00, resta tuttora una giungla d’asfalto, un pericolo costante che i residenti denunciano da anni. La mancata riapertura della linea ferroviaria ha solo intasato ancora maggiormente il tratto stradale, come si evince dalla foto allegata.</p>
<p>La famiglia De Lucia <strong>non chiede vendetta, chiede verità</strong>. Come è possibile, si domandano i familiari, che un uomo sano, travolto e ucciso su una strada pubblica, possa morire investito senza che nessuno ne risponda. È come uccidere Michele una seconda volta.</p>
<p>La domanda che oggi pesa sulla comunità di San Felice a Cancello è una sola: <strong>cosa deve accadere perché una vita spezzata venga riconosciuta come un reato?</strong></p>
<p>“<em>Se accettiamo in silenzio sentenze così, allora davvero Michele e altre vittime moriranno non una ma più volte</em>”.</p>
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		<title>Affluenza Referendum: Campania sotto la media, Caserta ultima.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/affluenza-referendum-campania-sotto-la-media/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Dello Iacovo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[#Referendum2026 #RiformaDellaGiustizia #Campania #Caserta #Affluenza #ReferendumCostituzionale #Voto23Marzo #SeparazioneDelleCarriere #ElezioniItalia #GiustiziaItaliana #VotoCampania #RiformaGiustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="619" height="411" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-23-at-11.11.22.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-23-at-11.11.22.jpeg 619w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-23-at-11.11.22-600x398.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 619px) 100vw, 619px" /></div>
<p>Referendum Costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia Seggi aperti fino alle 15:00 di oggi, lunedì 23 marzo. I dati dell’affluenza registrati nella giornata di domenica delineano un quadro netto: la Campania partecipa meno della media nazionale e la provincia di Caserta si colloca all’ultimo posto regionale. Fa eccezione il comune capoluogo, che con il 38,11% [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="619" height="411" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-23-at-11.11.22.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-23-at-11.11.22.jpeg 619w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-23-at-11.11.22-600x398.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 619px) 100vw, 619px" /></div><p><strong>Referendum Costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia</strong></p>
<p>Seggi aperti fino alle 15:00 di oggi, lunedì 23 marzo. I dati dell’affluenza registrati nella giornata di domenica delineano un quadro netto: la Campania partecipa meno della media nazionale e la provincia di Caserta si colloca all’ultimo posto regionale. Fa eccezione il comune capoluogo, che con il 38,11% si allinea ai livelli italiani.</p>
<hr />
<h2>Il quadro nazionale: affluenza al 46,07%, senza quorum</h2>
<p>L’Italia è stata chiamata alle urne domenica 22 marzo per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia. La consultazione, prevista dall’articolo 138 della Costituzione per le leggi di revisione costituzionale non approvate con la maggioranza dei due terzi, non richiede quorum: il risultato è valido indipendentemente dall’affluenza e dipende esclusivamente dal rapporto tra voti validi favorevoli e contrari.</p>
<p>Alle ore 23 di domenica l’affluenza nazionale si è attestata al 46,07%, dopo una crescita progressiva nel corso della giornata.</p>
<h3>Affluenza nazionale</h3>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Orario</th>
<th>Affluenza</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Ore 12</td>
<td>14,92%</td>
</tr>
<tr>
<td>Ore 19</td>
<td>38,89%</td>
</tr>
<tr>
<td>Ore 23</td>
<td>46,07%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>A livello territoriale si conferma il divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno. In testa l’Emilia-Romagna con il 53,70%, seguita da Toscana (52,49%) e Lombardia (51,83%). In coda Sicilia (34,94%), Calabria (35,70%) e Campania (37,78%).</p>
<hr />
<h2>Campania sotto la media nazionale</h2>
<p>La Campania chiude la giornata di domenica al 37,78%, quasi dieci punti sotto la media italiana. Il dato conferma un andamento già evidente nelle prime ore di voto: 10,95% alle 12, 29,89% alle 19, con un recupero pomeridiano insufficiente a colmare il divario con le regioni del Centro-Nord.</p>
<p>La regione si colloca comunque sopra Sicilia e Calabria, mantenendosi in una fascia intermedia del Mezzogiorno.</p>
<hr />
<h2>Il dettaglio provinciale: Caserta ultima</h2>
<p>All’interno della Campania emergono differenze significative tra i territori. Le province con maggiore partecipazione sono Avellino (40,33%) e Benevento (39,92%), seguite da Salerno (39,24%). Napoli si ferma al 37,19%, poco sotto la media regionale.</p>
<p>Chiude la classifica la provincia di Caserta con il 36,16%.</p>
<h3>Affluenza in Campania per provincia</h3>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Provincia</th>
<th>Ore 12</th>
<th>Ore 19</th>
<th>Ore 23</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Campania (media)</td>
<td>10,95%</td>
<td>29,89%</td>
<td>37,78%</td>
</tr>
<tr>
<td>Benevento</td>
<td>11,59%</td>
<td>32,08%</td>
<td>39,92%</td>
</tr>
<tr>
<td>Avellino</td>
<td>10,71%</td>
<td>31,85%</td>
<td>40,33%</td>
</tr>
<tr>
<td>Salerno</td>
<td>10,99%</td>
<td>30,84%</td>
<td>39,24%</td>
</tr>
<tr>
<td>Napoli</td>
<td>11,14%</td>
<td>29,47%</td>
<td>37,19%</td>
</tr>
<tr>
<td>Caserta (provincia)</td>
<td>10,20%</td>
<td>28,63%</td>
<td>36,16%</td>
</tr>
<tr>
<td>Caserta (comune)</td>
<td>14,77%</td>
<td>38,11%</td>
<td>38,11%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<hr />
<h2>Caserta: un divario territoriale marcato</h2>
<p>Il dato della provincia di Caserta evidenzia un ritardo costante nel corso dell’intera giornata: già alle 12 si registrava il valore più basso della regione (10,20%), senza un recupero significativo nelle ore successive. Alle 19 l’affluenza era ferma al 28,63%, inferiore anche a quella di Napoli.</p>
<p>Il fenomeno appare legato a fattori strutturali: una forte frammentazione territoriale e la presenza di numerosi piccoli comuni che storicamente registrano una partecipazione più bassa alle consultazioni referendarie.</p>
<p>I dati comunali lo confermano. Alle 19 si registravano percentuali molto contenute in diversi centri: Gallo Matese al 4,61%, Villa Literno al 5,45%, Prata Sannita al 5,38%. Si tratta di aree interne, dell’agro aversano e del litorale, caratterizzate da una minore partecipazione civica.</p>
<hr />
<h2>Il capoluogo</h2>
<p>In controtendenza rispetto al resto della provincia, il comune di Caserta registra un’affluenza del 38,11% già consolidata alle ore 23.</p>
<p>Il dato supera sia la media provinciale (36,16%) sia quella regionale (37,78%) e si avvicina alla media nazionale. Il comportamento del capoluogo si avvicina a quello delle aree urbane del Centro-Nord, con una maggiore mobilitazione elettorale e un tessuto civile più attivo.</p>
<p>Il divario interno tra città e provincia, superiore ai due punti percentuali, evidenzia come il problema della partecipazione nel territorio casertano sia concentrato soprattutto nelle aree periferiche.</p>
<hr />
<h2>Oggi la chiusura dei seggi e lo spoglio</h2>
<p>Le operazioni di voto proseguono oggi fino alle 15:00. Subito dopo inizierà lo spoglio delle schede.</p>
<p>La riforma sottoposta a referendum riguarda la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, l’istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura e modifiche alle procedure di nomina e disciplina dei magistrati.</p>
<p>Sul piano politico, la coalizione di centrodestra ha sostenuto il Sì, mentre larga parte del centrosinistra e le principali associazioni di magistrati si sono schierate per il No.</p>
<p>Non essendo previsto quorum, l’esito dipenderà esclusivamente dalla maggioranza dei voti validi: una prevalenza del Sì comporterà l’entrata in vigore della riforma, mentre una vittoria del No manterrà invariato l’attuale assetto normativo.</p>
<hr />
<h2>Aggiornamento</h2>
<p>Risultati attesi nel pomeriggio di oggi, lunedì 23 marzo 2026, dopo la chiusura dei seggi alle 15:00.</p>
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			</item>
		<item>
		<title></title>
		<link>https://www.belvederenews.net/345846-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pina Cupolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 11:46:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="868" height="1094" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260313_120656_edit_475767130916464.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260313_120656_edit_475767130916464.jpg 868w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260313_120656_edit_475767130916464-476x600.jpg 476w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260313_120656_edit_475767130916464-768x968.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 868px) 100vw, 868px" /></div>
<p>È previsto per stasera 13 marzo 2026 alle ore 18:00 un incontro a Vairano Patenora (CE) presso la Chiesa Madonna di Loreto al Borgo Medioevale. Il convegno è organizzato dalla Associazione &#8220;La Porta del mezzogiorno&#8221; e si propone come momento di riflessione e confronto sui temi che ci toccano più da vicino. Si parlerà infatti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="868" height="1094" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260313_120656_edit_475767130916464.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260313_120656_edit_475767130916464.jpg 868w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260313_120656_edit_475767130916464-476x600.jpg 476w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260313_120656_edit_475767130916464-768x968.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 868px) 100vw, 868px" /></div><p>È previsto per stasera 13 marzo 2026 alle ore 18:00 un incontro a Vairano Patenora (CE) presso la Chiesa Madonna di Loreto al Borgo Medioevale. Il convegno è organizzato dalla Associazione &#8220;La Porta del mezzogiorno&#8221; e si propone come momento di riflessione e confronto sui temi che ci toccano più da vicino. Si parlerà infatti della  revisione costituzionale sulla giustizia,  un argomento su cui tutti siamo chiamati a informarci e a esprimere la nostra opinione consapevole. L&#8217;evento &#8220;A cosa serve veramente la Riforma?&#8221; sarà presentato dalla D.ssa Nicoletta Ferace e dall&#8217;Avv. Antonio Ventrone, dell&#8217;Associazione Caserta Porta del Mezzogiorno. Introduce il Dott. Antonello Bonacci, portavoce dell&#8217;Associazione. Interverranno alcune tra le figure autorevoli del panorama guiridicoregionale, pronte a discutere, senza pregiudizi e a viso aperto, sia sulle ragioni del SI sia su quelle del No al referendum, quali il Dott. Ernesto Aghina, Presidente Tribunale Torre Annunziata, ex membro del CSM, la D.ssa Simona Di Monte,  Avvocato Generale della Corte di Appello di Napoli, il Dott. Paolo Mancuso, ex coordinatore Direzione distrettuale antimafia di Napoli, il Prof. Raffaele Manfrellotti, Docente di diritto costituzionale alla Federico II di Napoli, il Dott. Franco Roberti, già Procuratore Nazionale antimafia. Modera l&#8217;evento il Dott. Gianfrancesco D&#8217;Andrea, giornalista. Sarà l&#8217;occasione per fare domande direttamente ai protagonisti del dibattito. La cittadinanza è invitata a partecipare, ingresso libero.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Funerali del piccolo Domenico a Nola: dolore e istituzioni unite nel giorno dell’addio</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/funerali-del-piccolo-domenico-a-nola-dolore-e-istituzioni-unite-nel-giorno-delladdio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nunzia Sannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 15:42:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Necrologi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bimbo morto]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1080" height="1042" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260304_160221_Google.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260304_160221_Google.jpg 1080w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260304_160221_Google-600x579.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260304_160221_Google-768x741.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></div>
<p>Un silenzio carico di dolore accompagna la cerimonia. Attorno ai genitori si è stretta non soltanto la comunità locale, ma un intero Paese che guarda con commozione e sgomento a una vicenda che ha aperto interrogativi profondi e che richiederà piena chiarezza. Alla funzione religiosa sono presenti numerose autorità civili e istituzionali. Tra queste il [&#8230;]</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-345426" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/file_000000000da8720a8874462f88a9a285-600x400.png" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/file_000000000da8720a8874462f88a9a285-600x400.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/file_000000000da8720a8874462f88a9a285-768x512.png 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/03/file_000000000da8720a8874462f88a9a285.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Alla funzione religiosa sono presenti numerose autorità civili e istituzionali. Tra queste il <strong>presidente</strong> della Regione Campania, <strong>Roberto Fico,</strong> e il <strong>prefetto</strong> di Napoli, <strong>Michele Di Bari</strong>, insieme a rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali.<br />
Poco fa ha fatto il suo ingresso in chiesa anche la <strong>presidente del Consiglio, Giorgia Meloni</strong>, che nei giorni scorsi aveva annunciato la volontà di partecipare alle esequie per manifestare personalmente la vicinanza dello Stato alla famiglia del piccolo. La premier è entrata con atteggiamento composto e rispettoso, fermandosi in raccoglimento accanto ai familiari.</p>
<p>La morte di Domenico ha generato forte indignazione e richieste di verità. Secondo quanto denunciato dai genitori, nel percorso sanitario che ha riguardato il bambino vi sarebbero state omissioni e mancate comunicazioni sulla reale gravità del quadro clinico, elementi che se confermati  aprirebbero scenari estremamente delicati sotto il profilo delle responsabilità.</p>
<p>Sarà ora compito delle autorità competenti fare piena luce sui fatti, accertando eventuali responsabilità con il rigore che un caso così grave impone.</p>
<p><strong>Oggi, però, è il giorno del silenzio e dell’ultimo saluto.</strong></p>
<p>Un giorno in cui il dolore di due genitori diventa dolore collettivo, e in cui la presenza delle istituzioni rappresenta un segnale chiaro: lo Stato è chiamato a non voltarsi dall’altra parte.</p>
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		<title>Sicuri in rete contro il bullismo.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/344231-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pina Cupolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 19:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e dintorni]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1600" height="1200" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260212-WA0007.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260212-WA0007.jpg 1600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260212-WA0007-600x450.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260212-WA0007-768x576.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260212-WA0007-1536x1152.jpg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260212-WA0007-86x64.jpg 86w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></div>
<p>Il 12 febbraio 2026 presso l&#8217;IAC SOLIMENE Sparanise e S. Andrea del Pizzone si è tenuto l&#8217;incontro con la Presidente dell&#8217;Associazione Giuriste 5.0 aps ets, l&#8217;Avv. Anna Di Mauro, autrice del libro &#8220;Da Eglantyne Jebb al processo al bullo&#8221; che ha visti coinvolti le classi quinte della scuola primaria e le prime medie. Un percorso [&#8230;]</p>
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		<title>Softlab Tech: fondi pubblici in dubbie operazioni ma è tutto normale</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/softlab-tech-fondi-pubblici-in-dubbie-operazioni-tutto-normale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Dello Iacovo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 10:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Esposto Softlab]]></category>
		<category><![CDATA[FONDI PUBBLICI]]></category>
		<category><![CDATA[Invitalia]]></category>
		<category><![CDATA[jabil]]></category>
		<category><![CDATA[Vertenza Softlab]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1536" height="1024" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/giustizia.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/giustizia.png 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/giustizia-600x400.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/giustizia-768x512.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></div>
<p>Molti nel Casertano conoscono la vicenda Softlab, la vertenza ormai pluriennale nata dalla mancata ricollocazione dei lavoratori provenienti da Jabil, che ancora oggi vede decine di persone scendere in strada in cerca di ascolto e risposte concrete da parte delle istituzioni. Una crisi che, procedendo a rilento, ha prodotto solo rientri parziali degli stipendi, lasciando [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1536" height="1024" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/giustizia.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/giustizia.png 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/giustizia-600x400.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/01/giustizia-768x512.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></div><p><strong>Molti nel Casertano conoscono la vicenda Softlab</strong>, la vertenza ormai pluriennale nata dalla mancata ricollocazione dei lavoratori provenienti da Jabil, che ancora oggi vede decine di persone scendere in strada in cerca di ascolto e risposte concrete da parte delle istituzioni.</p>
<p>Una crisi che, procedendo a rilento, ha prodotto solo <strong>rientri parziali degli stipendi</strong>, lasciando tuttora <strong>scoperte posizioni previdenziali</strong>, famiglie in grave difficoltà economica e lavoratori ancora in attesa di una concreta ricollocazione. Un quadro che, nel tempo, ha assunto i contorni di un vero e proprio scempio sociale.</p>
<p>Di fronte al protrarsi delle inadempienze, la vertenza si è spostata anche sul piano giudiziario, attraverso <strong>azioni civili e un esposto alla Procura della Repubblica</strong>. Le indagini avviate, articolate e incrociate, avevano portato all’apertura di diversi fascicoli per presunte violazioni a vario titolo, riconoscendo i lavoratori come <strong>parte offesa</strong> e consentendo loro di costituirsi <strong>parte civile</strong> nel procedimento penale.</p>
<p>Nella giornata di ieri, decisiva per tante famiglie, il confine sottile tra giustizia e sfiducia nelle istituzioni si è incrinato profondamente. Nel procedimento penale che vedeva imputato l&#8217;AD accusato di aver indebitamente gestito fondi pubblici destinati allo sviluppo e all’occupazione, il Tribunale ha pronunciato l’assoluzione dell’imputato, accogliendo la richiesta di un <strong>Sostituto Procuratore diverso dal titolare del fascicolo</strong>, subentrato proprio all’udienza decisiva.</p>
<p>Una decisione che ha colto di sorpresa le parti civili – tra cui Invitalia S.p.A. – e che <strong>sconfessa il lavoro investigativo durato oltre un anno</strong>, svolto dalla Procura e dalla Guardia di Finanza, già ritenuto fondato in precedenza dal GIP e dal Tribunale del Riesame.</p>
<p>Solo poche settimane fa, infatti, l’impianto accusatorio si era addirittura rafforzato con la contestazione del reato di <strong>impiego di denaro di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.)</strong>, a seguito dei rilievi della Cassazione. Una contestazione che aveva consentito di individuare con precisione una somma di <strong>500.000 euro</strong>, confluita in una polizza vita, e che apriva scenari concreti di sequestro e risarcimento per la parte civile.</p>
<p>Nonostante ciò, il nuovo Pubblico Ministero ha chiesto e ottenuto l’assoluzione, determinando un esito che lascia <strong>delusi, sconcertati e profondamente preoccupati</strong>.</p>
<p>I difensori delle parti civili, fra cui lo <strong data-start="2162" data-end="2206">Studio legale Sgambato,</strong> hanno comunque tentato, con una lunga e accorata arringa, di richiamare il giudice alla solidità degli atti e alla gravità delle condotte contestate. Il Tribunale, dopo ore di camera di consiglio, ha però accolto la richiesta dell’accusa, riservandosi di depositare le motivazioni entro 90 giorni.</p>
<p>Motivazioni che saranno lette con attenzione, perché qui non è in gioco solo un processo, ma <strong>un principio fondamentale</strong>: la tutela del lavoro, la credibilità dei controlli sull’uso dei fondi pubblici e <strong>la fiducia dei cittadini nello Stato.</strong></p>
<blockquote><p>Intanto restano i fatti: lavoratori senza stipendi, contributi non versati, promesse di rilancio industriale mai mantenute e fondi pubblici la cui destinazione continua a sollevare interrogativi.</p>
<p>Un epilogo che rischia di lanciare un messaggio devastante: che si può usare denaro pubblico, lasciare famiglie senza reddito e uscire comunque indenni da un’aula di giustizia.</p>
<p>E questo, per uno Stato di diritto, è un segnale che non può essere ignorato.</p></blockquote>
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