Capri condannata per discriminazione verso le persone con disabilità: il Tribunale impone l’adozione del P.E.B.A.

Una sentenza destinata a fare giurisprudenza e a richiamare l’attenzione di tutte le amministrazioni locali sul tema dell’accessibilità. Con la sentenza n. 8190/2026, pubblicata il 18 maggio scorso

Una sentenza destinata a fare giurisprudenza e a richiamare l’attenzione di tutte le amministrazioni locali sul tema dell’accessibilità. Con la sentenza n. 8190/2026, pubblicata il 18 maggio scorso, il Tribunale di Napoli –  Decima Sezione Civile, presieduta dal giudice Maria Corvino – ha condannato il Comune di Capri per condotta discriminatoria collettiva nei confronti delle persone con disabilità.

La decisione arriva a seguito del ricorso promosso dall’Associazione Luca Coscioni e da Christian Durso, che hanno contestato la mancata adozione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.) e i ritardi negli interventi necessari per garantire l’accessibilità dei Giardini di Augusto.

Secondo il Tribunale, l’assenza del P.E.B.A. rappresenta una forma di discriminazione indiretta collettiva, poiché impedisce la corretta individuazione e classificazione delle barriere architettoniche presenti sul territorio comunale e, di conseguenza, la programmazione degli interventi necessari alla loro progressiva eliminazione.

Nelle motivazioni della sentenza si evidenzia come tale omissione comprometta diritti fondamentali delle persone con disabilità, tra cui l’inclusione sociale, la mobilità e la piena fruizione di edifici pubblici, spazi urbani e servizi. Un problema che, nel caso di Capri, assume una rilevanza ancora maggiore considerando il forte afflusso turistico internazionale e il numero di visitatori con esigenze di accessibilità.

Il Tribunale ha inoltre disposto il risarcimento del danno subito da Christian Durso, quantificato in 6.000 euro, e ha ordinato al Comune di Capri di porre fine alla condotta discriminatoria mediante l’adozione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche entro i prossimi dodici mesi.

Sulla vicenda è intervenuto il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania, l’avvocato Paolo Colombo, che ha sottolineato il valore della pronuncia.

“Per il Tribunale di Napoli la mancata adozione del P.E.B.A. costituisce una condotta discriminatoria. L’accessibilità e l’inclusione non possono ammettere deroghe o ritardi: la Pubblica Amministrazione deve comprendere che il rispetto delle leggi è un dovere e non un optional”, ha dichiarato Colombo.

Il Garante ha inoltre rivolto un appello ai Comuni campani affinché provvedano tempestivamente all’adozione dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, avvertendo che il mancato adeguamento potrebbe favorire l’apertura di nuovi contenziosi con conseguenti richieste di risarcimento a carico degli enti pubblici.

La sentenza del Tribunale di Napoli rappresenta dunque un importante precedente in materia di tutela dei diritti delle persone con disabilità e potrebbe segnare un punto di svolta nelle politiche di accessibilità degli enti locali, ribadendo con forza che il rispetto delle norme sull’inclusione non è una scelta discrezionale, ma un obbligo giuridico e civile.