Bagnoli, la sfiducia che riaffiora sotto la polvere delle bonifiche

Tra America’s Cup e lavori contestati, il quartiere teme l’ennesima occasione persa

A Bagnoli la parola “bonifica” continua a suonare come una promessa tradita. La ex area dell’acciaieria, simbolo di una ferita mai rimarginata, è tornata al centro dell’attenzione con l’avvio dei lavori legati all’America’s Cup. Ma invece di accendere speranze, riaccende diffidenza. Per molti abitanti, comitati e associazioni, ciò che sta avvenendo appare come l’ennesimo intervento calato dall’alto, pensato per dare lustro a un grande evento internazionale più che per restituire futuro al quartiere. Durante l’assemblea popolare tenutasi a Villa Medusa, il messaggio è stato netto: i lavori vanno sospesi se si vuole aprire un dialogo vero. Le modalità di convocazione degli incontri da parte della struttura commissariale governativa sono giudicate inaccettabili, perché limitate a pochi interlocutori e percepite come una “finta partecipazione”. Una prassi già vista in passato, che ha lasciato dietro di sé cantieri incompiuti, suoli ancora contaminati e una comunità sempre più sfiduciata. Le preoccupazioni non sono solo politiche, ma concrete: l’impatto ambientale degli interventi sulla colmata, i rischi per la salute, il peggioramento della viabilità, le voragini che si aprono nelle strade di una zona già fragile dal punto di vista sismico. Anche il consiglio comunale monotematico, convocato a lavori avviati, viene letto come un atto tardivo. A Bagnoli resta forte la convinzione che, finita la gara velica, tutto possa tornare come prima, se non peggio. E che la vera bonifica, quella sociale e duratura, sia ancora una volta rimandata.