Blue whale? No, grazie. E’ di scena «Stay alive whale».

 

di Ciro Guerriero

Blue whale? No, grazie. L’associazione «Città viva» di Teverola, presieduta da Alfonso Fattore, hanno ideato «Stay alive whale».

I ragazzi dell’associazione hanno deciso di mettere un punto, contro il gioco della morte che induce i giovani al suicidio utilizzando i social.

«Balena blu»? No, grazie, ma «Resta viva balena»: una risposta originale che, alle macabre regole del gioco salito alla ribalta della cronaca nello sconcerto generale, oppone quelle che tendono alla valorizzazione del senso di comunità, di bellezza e di cura del proprio territorio.

Diversamente dal gioco originario, che dura 50 giorni, le indicazioni da rispettare prevedono ad esempio di stare sul bordo di un ponte o sul cornicione di un palazzo alto, o ancora di ferirsi il corpo e guardare film horror durante la notte, in quello ideato da «Città viva», le regole saranno orientate a condividere i propri pensieri, i propri gusti letterari o musicali, ad agire per vivere il contesto comunale alla scoperta di nuove formule di conoscenza, a compiere piccole azioni insieme ad altri. Per ora solo generiche anticipazioni, perché le regole del gioco, che partirà il 7 luglio e durerà 14 giorni, sono TOP SECRET.

Si assicura che le regole del gioco «Stay alive whale» sono state formulate anche da esperti del settore, psicologi e psicoterapeuti, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sul corretto utilizzo dei social.

 

Di certo quel che prevarrà sarà la costruzione di occasioni di aggregazione virtuale e reale, da opporre alla solitudine e all’isolamento.