Il professor Sergio Nardini entra nel Comitato Tecnico-Scientifico dell’associazione Case Tutelate con l’incarico di supervisore scientifico dell’area ingegneristica. Un ingresso che consolida il profilo scientifico del modello interdisciplinare ideato dalla sociologa Aurora Scollo, fondatrice e presidente dell’associazione nata a Fasano nell’agosto 2026. Professore ordinario di Fisica Tecnica Industriale presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e direttore del Centro Interuniversitario di Ricerca sulla Gestione Sostenibile delle Risorse Energetiche (iCERM), Nardini è autore di oltre 390 pubblicazioni scientifiche. La sua attività di ricerca comprende i sistemi energetici, l’efficienza degli edifici, le prestazioni energetiche e il comfort degli ambienti interni. Il suo ingresso segue quello dell’architetto Gianni Terenzi, autore e conduttore di format televisivi dedicati all’architettura e alla sostenibilità. Nel corso del proprio percorso professionale e televisivo, che ha portato al grande pubblico i temi dell’architettura e della sostenibilità, maturando esperienze accanto a protagonisti del settore, tra cui Renzo Piano. Due ingressi che si aggiungono a un percorso di coinvolgimento di professionisti di rilievo nazionale, a conferma dell’impostazione interdisciplinare del modello Case Tutelate.
L’ampliamento del Comitato Tecnico-Scientifico si inserisce nella visione di Case Tutelate: sviluppare un modello capace di mettere in relazione ricerca, competenze tecniche e applicazioni concrete, affrontando in modo integrato le questioni legate alla sicurezza, all’efficienza energetica e alla salubrità degli edifici.
«Il cambiamento climatico e l’evoluzione del quadro normativo europeo e italiano ci pongono di fronte a nuove sfide, che richiedono competenze trasversali ed esperienza», dichiara Aurora Scollo, presidente di Case Tutelate APS.
«Gli episodi di Marsala e Petrosino, insieme a quanto accaduto al Policlinico di Bari, richiamano l’importanza di ripensare gli edifici integrando sicurezza, efficienza energetica e salubrità. Per questo Case Tutelate ha scelto di sviluppare un modello interdisciplinare, coinvolgendo professionalità qualificate a livello nazionale. I riscontri positivi raccolti in ambito scientifico ci incoraggiano a proseguire in questa direzione, contribuendo alla definizione di linee guida e a un nuovo paradigma dell’ambiente costruito, con al centro la tutela delle persone, soprattutto quelle più fragili».
Il modello ideato da Scollo mira a superare una visione settoriale del patrimonio edilizio, favorendo il confronto tra discipline e la costruzione di strumenti orientati alla prevenzione dei rischi e alla qualità dell’abitare. L’obiettivo è contribuire al dibattito nazionale sull’evoluzione degli edifici pubblici e privati, valorizzando il ruolo della ricerca scientifica nella definizione di soluzioni concrete.
