Centro-Destra: cominciato ufficialmente il ” balletto ” delle candidature

 

Via Cesare Battisti, fumo di diplomazia e primi conti elettorali: a Caserta il centrodestra prova a vendere l’unità, ma il vero spettacolo deve ancora andare in scena.

Tutti presenti, o quasi. Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati si sono ritrovati nella sede provinciale del Carroccio per l’atteso interpartitico di Terra di Lavoro. Una sfilata di parlamentari, consiglieri regionali, commissari ed esponenti locali, riuniti per verificare se esistano le condizioni per correre insieme alle amministrative del 2027.

La parola d’ordine? Unità. Quella che in politica viene pronunciata con maggiore convinzione proprio quando nessuno ha ancora messo sul tavolo il nome del candidato sindaco.

Per Fratelli d’Italia c’erano gli onorevoli Cerreto e Cangiano, con Paolo Santonastaso; per la Lega il segretario regionale Gianpiero Zinzi, Antonella Piccerillo, Massimo Grimaldi, Ferdinando Brogna e Angelo Polverino. Forza Italia, invece, si è presentata con Angela Parente e la commissaria provinciale Amelia Forte collegata da remoto. A completare il tavolo, Noi Moderati con Giovanni Vastano e Luigi Cobianchi.

Una riunione interlocutoria, raccontano. Traduzione dal politichese: tutti d’accordo sull’andare d’accordo, purché nessuno pretenda di comandare da solo.

E proprio qui arriva il boccone più interessante: per la candidatura a sindaco di Caserta, la Lega non dovrebbe avere l’ultima parola. La scelta, secondo quanto filtra dal resoconto dell’incontro, dovrebbe essere condivisa tra le tre principali forze della coalizione, con ciascuna pronta a proporre i propri nomi.

Insomma, Gianpiero Zinzi dovrà confrontarsi con gli alleati, non limitarsi a dettare la linea. E quando arriverà il momento di mettere i nomi sul tavolo, le strette di mano potrebbero lasciare spazio a qualche inevitabile mal di pancia.

Nel frattempo, si ragiona anche di comunicazione. Perché prima ancora di scegliere chi dovrà guidare Caserta, bisogna costruire la narrazione di un centrodestra compatto. Peccato che la compattezza, in politica, si misuri quando arrivano le candidature, non quando si scattano le fotografie.

E mentre i partiti trattano per stabilire chi avrà l’ultima parola sul candidato sindaco, resta la domanda che interessa davvero ai casertani: chi ha un progetto credibile per governare una città che deve rialzarsi?

Perché Palazzo Castropignano non è un premio da spartire tra sigle, né la candidatura a sindaco può ridursi a una partita di equilibri interni.

E qui entra in gioco anche Ciro Guerriero, che ha dichiarato la propria disponibilità a candidarsi per cambiare Caserta, non per conquistare una poltrona in Consiglio comunale. Una posizione che pone una questione scomoda per tutti: si cerca un sindaco capace di governare o un candidato funzionale agli accordi di partito?

La differenza non è sottile. È tutta la differenza tra un progetto per la città e una trattativa per il potere.

Per ora, dunque, tutti uniti a parole. Il prossimo interpartitico dirà qualcosa in più. Ma il vero spettacolo comincerà quando ogni partito presenterà il conto e pretenderà di vedere il proprio nome sulla scheda.

A quel punto, altro che unità: a Caserta la partita delle candidature potrebbe rivelarsi molto più complicata della partita elettorale.