“Commissaria menava col manganello”, ma il video lo smentisce.

Sono 105, tra agenti della penitenziaria, funzionari del Dap e medici dell’Asl di Caserta, gli imputati nel processo per le violenze sui detenuti commesse nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) il 6 aprile del 2020.

Oggi, 30 aprile 2024, in tribunale è stato ascoltato il teste Ciro Motti, ex detenuto, ora in libertà, tra i principali accusatori della commissaria Anna Rita Costanzo, imputata di aver picchiato alcuni detenuti.

Citato più volte nelle scorse settimane, Motti non è mai venuto, tanto che è stato portato in aula dai carabinieri in modo coattivo, dopo che il presidente del collegio di Corte d’Assise Roberto Donatiello ne aveva dato disposizione durante la scorsa udienza.

Rispondendo dal banco dei testimoni al pm Alessandra Pinto, Motti ha raccontato di essere stato picchiato con violenza nella sua cella, di aver fatto le flessioni, di essere uscito per andare in saletta socialità, e qui di aver visto “la Commissaria che con il manganello ha colpito un detenuto. Questa scena mi ha scioccato”.

Questa dichiarazione però è stata smentita dai fatti, in particolare dai video dei pestaggi.

Durante l’udienza processuale di oggi, però,  il testimone pressato dall’avvocato difensore della Costanzo, è caduto in contraddizione, trincerandosi alla fine dietro un: “Non ricordo. Ho una memoria a breve termine”.

“Lei – gli contesta il legale – il 13 maggio 2020 disse di essere sicuro di aver visto la Commissaria picchiare, poi il 19 maggio fu sentito nuovamente e le fecero vedere per la prima volta i video, in cui notò un’agente donna con il casco che picchiava i detenuti con il manganello, e disse di non esserne più certo, ma di aver visto di sfuggita questa donna che picchiava mentre si alzava per andarsene”. “Non ricordo” replica il teste. Il legale fa notare che nei video che ritraggono la sala socialità la Costanzo, senza casco, appare per pochi secondi, e che quando Motti si era alzato, la Costanzo si era già allontanata. Dai video in effetti emerge la presenza di un’agente donna col casco che in 4 sezione e nella sala della socialità picchiava i detenuti col manganello, ma è stato accertato che non era la Commissaria Costanzo, visto che anche il maresciallo dei Carabinieri Medici, che ha svolto le indagini su delega della Procura, al dibattimento riferì che la Costanzo “non ha partecipato ad alcuna violenza nei confronti dei detenuti.