CONTRABBANDIERE DI SIGARETTE CONDANNATO

Confermata la sentenza della Cassazione

La Corte di Cassazione ha recentemente confermato la condanna per Francesco M., un uomo di 64 anni originario di Giugliano e residente a Villa Literno, accusato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Fermato con oltre 100 stecche di sigarette nella propria auto, per un totale di 13 chilogrammi di “bionde” senza regolare tassazione, l’uomo è stato definitivamente giudicato colpevole dalle autorità giudiziarie.

 

Il ruolo della Cassazione e le argomentazioni della difesa

Presieduta dal giudice Giovanni Liberati, la settima sezione della Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato dal difensore di Francesco M. L’avvocato aveva infatti contestato la condanna emessa in primo grado dal Tribunale di Napoli Nord e confermata in secondo grado dalla Corte d’Appello di Napoli, sostenendo che il proprio assistito fosse stato ingiustamente ritenuto responsabile.

Secondo la difesa, la responsabilità di Francesco M. si sarebbe basata su elementi non sufficientemente provati, come la temporanea disponibilità delle chiavi dell’automobile contenente il tabacco di contrabbando. Inoltre, il legale ha sostenuto che non vi fosse stata una “verifica concreta del peso effettivo delle sigarette sequestrate” e che l’accusa si fondava su indizi più che su prove definitive.

 

La sentenza della Cassazione

Nonostante le argomentazioni della difesa, la Cassazione ha ritenuto il ricorso inammissibile, affermando che l’imputato non aveva fornito una ricostruzione alternativa dei fatti, limitandosi a ipotesi senza fondamento concreto. Secondo la Suprema Corte, Francesco M. non ha dunque presentato prove sufficienti a giustificare un riesame della sua posizione e della sentenza di condanna.

La conclusione della Cassazione ha reso definitiva la sentenza emessa dalle corti inferiori, confermando la colpevolezza dell’imputato per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri.