DDL stupri: la Uil scende in piazza per protestare contro un atto di inciviltà

Sì è svolta ieri, domenica 15 febbraio, in piazza del Plebiscito a Napoli, la manifestazione di protesta contro le modifiche apportate alla legge sullo stupro

Napoli- Ieri in piazza del Plebiscito si è svolta un’importante manifestazione contro il DDL Bongiorno sulla violenza sessuale.

“Senza consenso è stupro”, è uno dei tantissimi slogan che ha visto unite associazioni femministe, centri antiviolenza, giuristi, artisti, politici e sindacati. La protesta è nata dalla proposta di legge della senatrice della Lega Giulia Bongiorno, che modifica la formulazione approvata alla Camera. Il testo elimina l’espressione «assenza di consenso libero e attuale», e ripristina una formulazione fondata sulla «volontà contraria». Un grave arretramento che andrà, inevitabilmente, a influire sui processi per stupro nel nostro Paese. E non solo…si tratta, ancora una volta, della dimostrazione di un’Italia ben lontana dal concetto di civiltà, pur essendo , ormai, nel 2026. Tra i sindacati presenti: Cgil e Uil, in particolare la Uil con Giovanni Sgambati e Camilla Iovino, segretario generale e segretaria regionale della Uil di Napoli e Campania, hanno ribadito come si tratti di una battaglia di libertà, giustizia e civiltà. Inoltre, Sgambati e Iovino hanno affermato: “Le modifiche attuate spostano di nuovo il peso del processo tutto sulle vittime, tutto sulle donne, vogliamo che la legge sia quella approvata e passata all’unanimità alla Camera. È un passaggio fondamentale che vede allineati già tanti Paesi europei e oltreoceano. Non possiamo fare un salto indietro di decenni. Non è un caso che sia stata scelta la data del 15 febbraio, data che, nel 1996, ha riconosciuto lo stupro come reato, non contro la morale ma contro la persona. La Uil non arretra e sarà alla manifestazione nazionale a Roma il prossimo 28 febbraio. Conclude il discorso la segretaria generale della Scuola Rua Campania, Roberta Vannini: “Sulla violenza non si tratta, non si attenua, non si giustifica, non si riformula. La violenza è violenza! Chi prova a cambiare le parole, prova anche a cambiare il peso della responsabilità. Non si può accettare! Le donne non sono terreno di propaganda e non sono di nessuno!