È morto Michele Albanese, giornalista calabrese da anni sotto scorta per le minacce ricevute dalla criminalità organizzata.
La notizia della sua scomparsa, diffusa nelle ultime ore, ha suscitato profondo cordoglio nel mondo dell’informazione, nelle istituzioni e tra tutti coloro che ne hanno conosciuto e apprezzato l’impegno civile e professionale.
Michele Albanese è stato per decenni una delle voci più autorevoli e coraggiose del giornalismo calabrese. Attraverso il suo lavoro ha raccontato con rigore e responsabilità la realtà complessa della sua terra, dedicando particolare attenzione ai fenomeni legati alla criminalità organizzata e alle dinamiche sociali più delicate.
Il suo nome è diventato, nel tempo, sinonimo di integrità, coerenza e difesa dei valori fondamentali della legalità.
Storico collaboratore del Quotidiano del Sud e presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, Albanese ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di giornalisti.
Il suo impegno si è sempre contraddistinto per il rispetto della verità e per la capacità di affrontare tematiche difficili senza cedere a pressioni o intimidazioni.
Dal 2014 viveva sotto protezione dello Stato, a seguito delle gravi minacce ricevute dalla ‘ndrangheta per via delle sue inchieste e delle sue denunce. Una condizione che ha profondamente segnato la sua vita personale e professionale, costringendolo a rinunce e sacrifici, ma che non ha mai scalfito la sua determinazione nel continuare a svolgere il proprio lavoro con dignità e senso del dovere.
Nel corso della sua carriera, il suo impegno è stato riconosciuto anche dalle istituzioni.
Nel 2020 era stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, onorificenza conferita a coloro che si distinguono per meriti civili e professionali. Un riconoscimento che ha rappresentato il segno tangibile della gratitudine dello Stato nei confronti di un uomo che ha scelto di servire la verità, anche a costo della propria libertà personale.
La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per il giornalismo italiano, in modo particolare, per la Calabria, terra che Albanese ha raccontato con passione, onestà e senso di responsabilità.
Il suo lavoro resterà una testimonianza concreta del valore dell’informazione libera e del ruolo fondamentale che il giornalismo svolge nella difesa della democrazia.
In queste ore numerosi sono i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia, a testimonianza della stima e del rispetto costruiti nel corso di una vita interamente dedicata alla professione e alla difesa dei principi costituzionali.
Con la morte di Michele Albanese si spegne una voce autorevole, ma resta viva la sua eredità morale e professionale, esempio di coraggio e dedizione al servizio della verità.