Emma Bonino, una donna che non ha mai smesso di combattere

La politica come passione, la libertà come scelta, le battaglie civili come ragione di una vita. BelvedereNews la ricorda così.

Ci sono donne che attraversano la politica e donne che, invece, finiscono per diventare parte della storia politica di un Paese. Emma Bonino appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Oggi che se ne è andata, a 78 anni, viene spontaneo ricordarla non soltanto attraverso gli incarichi ricoperti, il Parlamento, l’Europa e i ministeri, ma soprattutto attraverso la donna che ha scelto di mettere la propria esistenza al servizio delle proprie idee. Emma Bonino non è mai stata una politica accomodante. Non cercava il consenso facile e non sembrava preoccuparsi troppo di piacere a tutti. La sua forza era proprio nella capacità di sostenere le proprie convinzioni anche quando significava andare controcorrente, sfidare il potere e, qualche volta, rimanere quasi sola. La politica, per lei, non è mai stata semplicemente una professione: è stata una passione profonda, una scelta di vita. Nata a Bra, nel Cuneese, il 9 marzo 1948, lascia presto la sua città per trasferirsi a Milano. Giovane, determinata, curiosa, sceglie una strada non scontata per una donna della sua generazione. Poi arriva il Partito Radicale e l’incontro con Marco Pannella, compagno di tante battaglie e figura inseparabile dalla sua storia politica. Con i radicali Bonino trova il terreno nel quale esprimere la sua idea di libertà: diritti individuali, disobbedienza civile, referendum e battaglie per una società più libera. Tra le più importanti quella per la legalizzazione dell’aborto, combattuta negli anni Settanta accanto alle donne costrette alla clandestinità e al rischio. Una battaglia difficile e divisiva, che contribuì alla nascita della legge 194 del 1978. Nel 1976, a soli 28 anni, entra alla Camera dei deputati. Da allora attraverserà quasi mezzo secolo di politica italiana ed europea: parlamentare, eurodeputata, commissaria europea, ministra degli Affari europei e degli Esteri. Ma, prima di tutto, una militante. Militante per i diritti delle donne, contro la pena di morte e la fame nel mondo, per i diritti umani, la democrazia e l’Europa. Una donna capace di portare le proprie battaglie anche nelle stanze della politica internazionale senza perdere quella determinazione che l’aveva accompagnata fin dagli inizi. Ma Emma Bonino è stata anche una donna con le sue fragilità, le sue passioni, la sua ironia e le sue contraddizioni. Ha affrontato la malattia senza rinunciare alla vita pubblica e alle proprie convinzioni. Non si è mai tirata indietro: davanti alle sconfitte, alle difficoltà, alla malattia. Oggi, ricordarla significa riconoscere che si può essere stati d’accordo oppure no con le sue idee, ma è difficile negare il coraggio con cui le ha difese. La sua storia, profondamente legata a quella di Pannella e del Partito Radicale, appartiene ormai alla storia dell’Italia. Emma Bonino lascia una testimonianza di libertà, di coerenza e di passione civile. Una donna che ha scelto di vivere la politica non come una comoda carriera, ma come una continua battaglia. Buon viaggio, Emma.

Che la terra ti sia lieve.