Ergastolo in Appello per l’ex infermiere accusato di morti sospette

La Corte d’Assise d’Appello di Perugia ha inflitto l’ergastolo all’ex infermiere sessantaduenne della Rsa di Offida. La Procura ascolana lo aveva accusato di otto omicidi volontari e quattro tentati omicidi ai danni di anziani ricoverati nella struttura. Secondo l’impianto accusatorio, i fatti sarebbero avvenuti tramite somministrazioni indebite di farmaci tra il 2017 e il 2019. La Corte ha accolto integralmente le conclusioni della Procura generale che nel nuovo giudizio aveva chiesto il massimo della pena.

 

 

 

Il ruolo della Cassazione e il percorso processuale

Il processo d’Appello è stato celebrato dopo l’intervento della Corte di Cassazione, che nell’ottobre 2024 aveva annullato la precedente sentenza assolutoria emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Ancona. Quell’assoluzione aveva già ribaltato un primo verdetto: la condanna all’ergastolo stabilita in primo grado dalla Corte d’Assise di Macerata. L’annullamento della Cassazione ha portato a un nuovo giudizio, concluso ora con la conferma dell’accusa e con la massima sanzione prevista dall’ordinamento.

Le reazioni e gli scenari futuri

La sentenza segna un passaggio cruciale in una vicenda giudiziaria lunga e complessa, che ha coinvolto familiari delle vittime, operatori sanitari e comunità locali. La difesa potrà ricorrere nuovamente in Cassazione, ma la decisione della Corte di Perugia rafforza in modo netto l’impianto accusatorio. La vicenda riapre inoltre la riflessione sulla sicurezza nelle strutture assistenziali e sulla necessità di controlli costanti a tutela delle persone più fragili.

 

(Foto ANSA)