FELICI DI ATTENDERLA AL TRAGUARDO

La vittoria più bella di Maria: la promessa mantenuta e il ritorno alla corsa dopo la malattia

Ci sono storie che vanno oltre lo sport. Ci sono gare che non si corrono contro il cronometro, ma contro la paura, il dolore e quei pensieri oscuri che, a volte, sembrano più forti di noi.

Questa è la storia di Maria. Qualche tempo fa eravamo a cena a casa sua: era ancora nel pieno delle terapie. Avevamo scelto di stare da lei per non farla affaticare e, soprattutto, per farle sentire tutto il calore della squadra. Maria è un’atleta vera. Una di quelle che vivono la gara, che sentono dentro il brivido della competizione. Quella sera, mentre si parlava del nostro sport, ricordando il compianto Presidente Angelo, Maria disse con la voce rotta: «Ho paura che ora tocchi a me». Moglie e mamma di due figli, si trovava di fronte a una diagnosi dura, impietosa, e a una battaglia che nessuno dovrebbe mai essere costretto ad affrontare. In quel momento era smarrita. Ma poi, come solo certe donne sanno fare, ha raccolto tutta la sua forza  ha fatto una promessa: «Se ne esco, torno a correre con la maglia di Angelo». Domenica 20 settembre, Maria quella promessa l’ha mantenuta. Ha corso i 10 chilometri de “La Due Comuni”, gara su strada in Campania tutt’altro che semplice. Avrebbe potuto scegliere un rientro più dolce, un percorso più agevole. Ma Maria aveva bisogno di capire. Aveva bisogno di sentire il suo corpo, di ascoltare i battiti del cuore e di ritrovare la certezza che, dopo anni di silenzi, paura e sofferenza, fosse davvero tornata a vivere. E, sopra ogni cosa, voleva correre per sostenere la causa di Telethon. E così è partita. Non per il cronometro. Non per la classifica. Ma per compiere quel giuramento fatto a se stessa e alla sua squadra. Lei, che nelle gare passate staccava spesso il marito Antonio, stavolta lo ha voluto al suo fianco per tutti i 10.000 metri: non per il timore di non farcela, ma per la pura gioia di condividere con lui ogni singolo passo. E noi eravamo lì, ad aspettarla. Perché nel frattempo era arrivata la notizia più bella, quella che sembrava quasi impossibile: il male che l’aveva morsa non risultava più dagli esami. Forse i miracoli esistono davvero. Quando Maria è apparsa sugli ultimi 100 metri, indossando la maglia del suo Presidente Angelo, abbiamo percepito tutta la sua forza, la sua emozione, il battito potente del suo cuore. Quell’abbraccio subito dopo la linea d’arrivo ha detto tutto ciò che le parole non riusciranno mai a esprimere. Un abbraccio alla vita, alla sua squadra, ad Angelo, ad Antonio, ai suoi figli. E a tutte le persone che, nel buio della malattia, hanno ancora bisogno di continuare a credere.

Foto Marco Izzo