Festival della Sociologia di Narni, sold out per Gratteri che chiude l’undicesima edizione.

Ancora un'altra edizione straordinaria per la Kermesse sociologica. Risultato esponenziale per i social.

Cala il sipario sull’undicesima edizione del Festival della Sociologia di Narni, che il 9 e 10 ottobre ha trasformato la città in uno spazio diffuso di incontro, conoscenza e partecipazione. Un’edizione che ha confermato la crescente importanza della kermesse per la comunità narnese, per il territorio e non solo, con tanti uditori provenienti da altre zone d’Italia. Studiosi, rappresentanti delle istituzioni, associazioni, studenti e cittadini, sono stati coinvolti in un programma immersivo ricco di incontri, presentazioni editoriali, mostre e appuntamenti culturali.

‘Un ambiente per abitare. Spazi, Vite e Diritti’ è stato il tema che ha guidato la riflessione di quest’anno, affrontando una questione quanto mai attuale: che cosa significa abitare oggi, in una società attraversata da disuguaglianze, crisi ambientali, trasformazioni urbane e nuove fragilità sociali?

Il Festival ha ribadito la propria missione: portare la sociologia fuori dai luoghi tradizionali della ricerca, renderla accessibile e metterla al servizio della collettività, offrendo strumenti per comprendere il presente e immaginare nuove possibilità di convivenza, cercando di piantare un seme per migliorare il futuro. Dopo undici edizioni, Narni si conferma sempre di più un punto di riferimento per il dibattito sociologico, in un percorso che intreccia ricerca scientifica, divulgazione e partecipazione civica.

Abitare, una questione di diritti.

Abitare, soprattutto oggi, significa avere una casa. Significa vivere un ambiente sano, accedere ai servizi, attraversare gli spazi pubblici, costruire relazioni, sentirsi riconosciuti e poter partecipare alla vita della propria comunità. È un’esperienza che riguarda la casa e le città, ma anche il lavoro, le relazioni familiari, le identità, gli ambienti digitali e il rapporto con la natura. Nel corso delle due giornate, il tema è stato declinato attraverso molteplici prospettive: il diritto alla casa, la gentrificazione e l’edilizia popolare; la rigenerazione delle periferie e il welfare; le politiche abitative per una società che invecchia; il rapporto tra genere, cura e spazi del sapere; la sostenibilità ambientale e le nuove forme di cittadinanza digitale. Un percorso interdisciplinare che ha messo in evidenza come gli spazi non siano semplici contenitori delle nostre vite, ma luoghi nei quali si manifestano disuguaglianze e opportunità. Garantire il diritto di abitare significa, quindi, promuovere condizioni di vita, comunità inclusive e territori capaci di offrire prospettive a tutte le generazioni.

Da Sari Hanafi a Nicola Gratteri: il confronto sui grandi temi del presente.

Tra gli ospiti principali dell’edizione, il sociologo palestinese Sari Hanafi, professore all’American University of Beirut ed ex presidente dell’International Sociological Association, intervenuto il 9 ottobre con una riflessione dedicata a ‘Spazi sociali, dialogo e speranza’. Il suo contributo ha portato al Festival una prospettiva internazionale, sottolineando il valore della conoscenza per il dialogo tra culture e società differenti in un contesto globale segnato da polarizzazioni ed eccessi.

Il ruolo della sociologia è quello di creare un ponte per poter mitigare i conflitti.

Il 10 ottobre, invece, l’intervento conclusivo di Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, ha affrontato il tema ‘Abitare territori ai margini: dai diritti promessi ai diritti agiti tra mafie e legalità. Un appuntamento che ha collegato il diritto di abitare alla legalità, in particolare, alle infiltrazioni mafiose nel sistema abitativo, alla debolezza delle istituzioni e alle disuguaglianze territoriali, richiamando l’importanza di garantire opportunità, servizi e diritti anche nei contesti più fragili. Un percorso per comprendere come legalità, integrità, onestà e giustizia siamo condizioni essenziali per costruire comunità più libere ed inclusive.

Un incontro sold out, quello con Gratteri, con tanta partecipazione e domande dal pubblico.

Il magistrato ha fotografato la situazione del nostro paese ricordando ai presenti che “non esiste nessuna attività economica, sia essa lecita o illecita, a cui le mafie non siano interessate” Il procuratore ha poi sottolineato quanto si sia abbassata l’età di chi commette omicidi e ha proseguito spiegando il motivo per cui in alcune zone del nostro paese, le organizzazioni criminali abbiano ancora così tanto terreno fertile tra i giovani.

“Le mafie danno risposte e la politica non dà risposte. Il capo mafia è sul territorio 365 giorni l’anno, il politico sta sul territorio fino al giorno delle elezioni, poi sparisce, e magari qualche volta si fa vedere per qualche inaugurazione o evento. La politica non sta sul territorio, la politica è debole, la politica non riesce a dare risposte, la politica è povera. Il mafioso ha aziende, dà lavoro drogato, clientelare, sottopagato, lavoro in nero ma, in aree ad alta densità mafiosa, in aree povere, dà le risposte che la politica non riesce a dare. Quindi per i giovani che non sono accompagnati e guidati e vivono in una famiglia dove non si pratica l’onestà, è difficile non rimanere affascinati dalla mafia”.

Un confronto, sincero, estremamente concreto, moderato dalla direttrice scientifica del Festival, prof.ssa Sabina Curti, in cui Gratteri non ha fatto sconti a nessuno: alla politica, alla scuola e alla famiglia.

Giovani, scuole e protagonismo del territorio.

Particolarmente significativa è stata la partecipazione delle scuole e dei giovani, centrali nella riflessione sul futuro delle comunità. Il Festival ha dedicato spazio alle esperienze delle nuove generazioni, alle conseguenze della pandemia, all’inclusione e al lavoro, fino al rapporto tra città, social e consapevolezza ambientale. L’incontro ‘Città, piattaforme ed ecoliteracy giovanile: pratiche di cittadinanza eco-digitale’ ha approfondito il legame tra informazione, ambiente e partecipazione, mostrando come la cittadinanza contemporanea si costruisca tanto negli spazi fisici quanto in quelli digitali. Un investimento culturale importante, che riconosce nei ragazzi non soltanto i cittadini di domani, ma interlocutori attivi del presente. Ampio spazio è stato riservato anche alle questioni di genere, con il progetto musicale e narrativo del coro Le Musiquorum, nello spettacolo ‘F – Mi sono alzata e sono uscita sola nella strada’, dedicato alle donne che hanno rivendicato attraverso il lavoro, la scrittura e l’arte il diritto all’istruzione, alla libertà e al riconoscimento. Gli incontri successivi hanno approfondito le molteplici esperienze della femminilità e le disuguaglianze di genere nella sociologia.

Ambiente, arte e collaborazione con la comunità.

Il successo del Festival è legato anche alla capacità di costruire una rete di collaborazioni con le istituzioni e le realtà locali. Importante la sinergia con ARPA Umbria, partner scientifico della manifestazione, che rafforza l’attenzione al rapporto tra ambiente, salute e società, e con il Comune di Narni, per il sostegno ad un appuntamento sempre più significativo per la vita culturale cittadina. Il dialogo con il territorio si è espresso anche attraverso la collaborazione con il Terziere Mezule della Corsa all’Anello, nell’iniziativa ‘Un’ora sola con la sociologia’, esempio dell’incontro tra ricerca scientifica, tradizioni e identità locale. Le mostre hanno arricchito ulteriormente il programma: MinervArte, con ‘Presenze, d’Arte Contemporanea’, e ArteM, in collaborazione con la Società Ornitologica Italiana, con ‘LIVREE – Strategie di sopravvivenza sociale’. Due progetti che hanno intrecciato linguaggi artistici, ambiente e riflessione sulle relazioni, confermando il ruolo delle associazioni culturali nella costruzione di un Festival aperto e multidisciplinare. Il programma ha inoltre esplorato dimensioni originali dell’abitare, dai paesaggi olfattivi delle città alla longevità, dalle pratiche di mutuo aiuto tra vicini al cohousing intergenerazionale, fino al rapporto tra imprese e territori. La musica, con il concerto dei Travel Blues e il closing party, ha completato una proposta capace di coniugare approfondimento scientifico, arte e socialità.

Un patrimonio condiviso, uno sguardo al futuro.

L’XI edizione si chiude confermando il valore del Festival della Sociologia come patrimonio culturale e civile di Narni. La partecipazione dei giovani, il coinvolgimento delle associazioni e la collaborazione tra ricerca, istituzioni e territorio testimoniano la capacità della manifestazione di generare relazioni che vanno oltre le giornate del Festival. In un momento storico in cui ambiente, casa, disuguaglianze e diritti sono questioni sempre più interconnesse, la sociologia offre strumenti indispensabili per comprendere le trasformazioni e contribuire a una società più consapevole e inclusiva. Abitare significa, in definitiva, poter vivere con dignità i propri luoghi ed essere parte attiva della comunità. È questo il messaggio che il Festival lascia a Narni, rinnovando il proprio impegno a fare della conoscenza un bene comune, della partecipazione una pratica concreta e della cultura uno strumento per interpretare e trasformare il presente.

La direttrice scientifica del Festival della Sociologia, Prof. Sabina Curti:

“Abbiamo chiuso proprio in questo momento l’undicesima edizione del Festival della Sociologia con la partecipazione del procuratore Nicola Gratteri, al quale abbiamo posto tutta una serie di questioni che erano emerse anche in questi giorni. Ho avuto l’onore e il piacere di avere una bellissima conversazione insieme a lui di estrema attualità e di estrema concretezza, come attuali e concreti, sono i temi che abbiamo affrontato in questa edizione che hanno riguardato il rapporto tra spazi, diritti e vite delle persone”.

La soddisfazione del sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, per l’ottima riuscita della manifestazione:

“Il festival rappresenta un momento prezioso per la nostra città e si rafforza sempre più, dopo undici edizioni, il binomio università e territorio. Anche quest’anno è stato un grandissimo successo. Sono orgoglioso del lavoro che è stato fatto in questo fine settimana. Sicuramente una undicesima edizione di grande confronto per la nostra città. Uno degli aspetti più belli di quest’anno è l’aver affrontato con attenzione i grandi temi della contemporaneità partendo dalla vita della nostra comunità e dalla vita delle persone”.

“Un apprezzamento particolare per la presenza di Nicola Gratteri che ha notevolmente impreziosito il confronto”, ha concluso il primo cittadino.

Una bella edizione che ha restituito soddisfazioni sia in termini di affluenza fisica che digitale.

Si è registrata anche una crescita esponenziale dei profili social che invitiamo a continuare a visitare: 

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