CASERTA – Restituire vita a un luogo dimenticato, valorizzare il patrimonio culturale e creare opportunità concrete di lavoro per dieci donne vittime di violenza. È la sfida de Il Giardino della Camelia – Bistrot e Cultural Lab, inaugurato nell’ex Casa di Guardia di Ercole, all’interno del Parco reale della Reggia di Caserta. Un progetto che intreccia recupero storico, inclusione sociale e promozione delle eccellenze del territorio, dimostrando come la collaborazione tra istituzioni e terzo settore possa generare valore su più fronti.
Alla cerimonia erano presenti la prefetta di Caserta Lucia Volpe, la presidente della Commissione straordinaria del Comune Antonella Scolamiero, il vicario del questore Vincenzo Vitale, il nuovo direttore della Reggia Antonio Tarasco e i rappresentanti delle realtà sociali coinvolte.
Ospiti a sorpresa della giornata anche Paola Turci, attiva nell’associazionismo a sostegno delle donne vittime di violenza, e Lucariello. La cantante e il rapper si sono cimentati insieme in un freestyle dedicato appositamente all’occasione, portando anche attraverso la musica un contributo al significato sociale dell’iniziativa.
Il nuovo spazio nasce dal partenariato speciale pubblico-privato tra il Museo del Ministero della Cultura e le cooperative sociali EVA, Terra Felix e CARLA – Capability Approach Reti per il Lavoro e l’Autonomia. Una rete che ha trasformato un edificio per anni dimenticato in un luogo di accoglienza, ristoro e attività culturali, affidandogli una nuova funzione nel contesto del Parco reale.
Un patrimonio da rivitalizzare, oltre il restauro
L’ex Casa di Guardia di Ercole è un’antica masseria situata all’inizio della Via d’Acqua, a ridosso del ponte di Ercole. Nata come punto di vigilanza dei giardini della Corte, dopo i lavori di restauro e riadeguamento apre oggi a nuove possibilità di fruizione, inserendosi nel percorso di valorizzazione degli spazi della Reggia.
Il Giardino della Camelia consolida una modalità di collaborazione già sperimentata dal Museo, come nel caso delle Serre di Graefer. Non si tratta soltanto di recuperare un edificio storico, ma di restituirgli una funzione capace di coniugare la cura del patrimonio con le esigenze della comunità.
Lo ha sottolineato il direttore Antonio Tarasco, evidenziando come il progetto incarni la missione stessa del Museo, chiamato a interpretare, esporre e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale. Una sfida che si sviluppa attraverso linguaggi diversi: quello architettonico, con il recupero della struttura e dell’area; quello botanico, con la scelta della camelia, fiore simbolo della Reggia, arrivato in Europa per la prima volta proprio nel Giardino inglese; e quello etico, sociale e culturale.
«La reggia è un po’ come la materia oscura, è visitabile solo in minima parte, c’è spazio e c’è bisogno di rivitalizzare la Reggia, provare ad offrire servizi ulteriori alla visita museale si può. Quello che sogno per la Reggia di Caserta, è un luogo vivo, da ammirare rispettosamente ma con confidenza», è il senso del messaggio affidato dal direttore all’inaugurazione di uno spazio che appartiene a un’eredità culturale da preservare e, al tempo stesso, da rivitalizzare.
Anche la prefetta Lucia Volpe ha espresso apprezzamento per il risultato raggiunto grazie alla stretta collaborazione tra pubblico e privato, sottolineando il valore di un’iniziativa che unisce la valorizzazione del patrimonio all’attenzione per le persone.
Dieci donne al lavoro
Il progetto offrirà occupazione stabile a dieci donne vittime di violenza. La formazione delle lavoratrici è curata dalla chef casertana Rosanna Marziale, mentre all’offerta gastronomica contribuirà Le Ghiottonerie di Casa Lorena, il laboratorio avviato nel 2012 a Casal di Principe dalla cooperativa EVA.
Per EVA, impegnata dal 1999 nel contrasto alla violenza maschile contro le donne, l’inaugurazione rappresenta una nuova tappa di un percorso iniziato quando il fenomeno era ancora spesso negato o rimosso. Nel corso dell’incontro, la cooperativa ha ricordato l’importanza di affiancare all’accompagnamento delle donne fuori dalla violenza un lavoro più ampio sulla cultura che la alimenta e la riproduce.
In questa prospettiva si inserisce CARLA, la più giovane delle tre imprese sociali, nata come spin-off di EVA e specializzata nello sviluppo delle competenze e nell’inserimento lavorativo. Terra Felix, attiva nell’agricoltura sociale e nella valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, completa la rete con la propria esperienza nel settore.
Il risultato è un progetto che mette a sistema competenze diverse e valorizza una rete di collaborazioni costruita nel tempo con realtà del territorio e uffici di piano. Il lavoro diventa così una possibilità concreta di autonomia, mentre il recupero di un bene culturale si apre a una ricaduta che va oltre i confini del Museo.
Green food, tradizioni e laboratori culturali
L’offerta del nuovo spazio comprende green food, tisane e specialità locali, con una particolare attenzione agli ingredienti biologici e ai prodotti provenienti dall’agricoltura sociale sui terreni confiscati alla criminalità organizzata.
Il bistrot sarà affiancato da un Cultural Lab dedicato a incontri tematici, laboratori esperienziali e appuntamenti per adulti e bambini, con attività rivolte alla sostenibilità ambientale, alle eccellenze agroalimentari e artigianali del territorio, all’arte e alla creatività.
Tra le prime proposte, dal 16 ottobre al 1° novembre, nei giorni dispari e nel fine settimana, è previsto “Halloween Green alla Reggia di Caserta”, laboratorio a cura di Terra Felix per gruppi di almeno sei persone. L’attività metterà a confronto le tradizioni borboniche legate alla commemorazione dei defunti e la moderna festa della zucca, per poi approfondire le caratteristiche dell’ortaggio e i suoi utilizzi in cucina attraverso gli Orti didattici della Reggia.
Per gruppi di almeno 25 partecipanti sarà inoltre possibile attivare il ciclo “I profumi della corte Borbonica: tra botanica, chimica e storia”, dedicato alla conoscenza delle essenze vegetali e alla preparazione di acque profumate, pot-pourri, infusi, decotti e del tradizionale pisto di spezie.
Il Giardino della Camelia seguirà gli orari di apertura del Parco reale, dalle 9 fino a trenta minuti prima della chiusura.
La nuova attività amplia le possibilità di vivere la Reggia di Caserta, mettendo in relazione patrimonio storico e botanico, produzioni locali e inclusione lavorativa. Un edificio che torna a vivere e un progetto che dimostra come la cultura possa generare valore anche fuori dai propri confini, creando occasioni di crescita per il territorio e nuove prospettive per chi riparte dal lavoro.