INTERVISTA A VINCENZO MAZZOLETTI ALLENATORE DELLA ATLANTIDE CALROS SOCIETA’ DELLO STADIO DEL NUOTO DI CASERTA

REDZIONE GIANCLAUDIO DE ZOTTIS

Caserta: pubblico di seguito un’intervista a Vincenzo Mazzoletti, allenatore della Atlantide Carlos, società operante all’interno dello stadio del nuoto di Caserta a rischio chiusura.

D: quali sono i motivi che stanno portando alla chiusura dello stadio del nuoto di Caserta?

R: tutto è partito dal 10 gennario 2017, quando è arrivato un esposto ai vigili del fuoco e hanno riscontrato delle anomalie, hanno dato l’ordine che nel giro di 90 giorni l’impianto si doveva mettere in sicurezza, ma l’ufficio tecnico se ne è completamente disinteressato, non intervendo nonostante fosse stato sollecitato il direttore tecnico Osvaldo Sciola.

Dopo c’è stata un’ulteriore proroga di 90 giorni per la messa in sicurezza, preicso che l’ultimo giorno utile per tale operazione è il 12 luglio p.v., stabilito nell’ordinanza di chiusura della struttura.

L’anomalia grossa rigurada soprattutto il mancato spostamento delle somme che erano irrisorie per la messa a norma cosa che  poteva essere tranquillmente fatta dal direttore Osvaldo Sciola.

D: lo stadio del nuoto come si regge?

R: lo stadio del nuoto si regge grazie alle associazioni che contribuiscono con dei versamenti mensili per l’affitto delle corsie.

La provincia di Caserta e l’AGIS, che gestisce gli impianti sportivi sono completamenti assenti sulla questione.

D: il Comune di Caserta come si è comportato sulla vicenda?

R: Al comune sono stati inviati dei messaggi, in via “amichevole”, ma non ci ha fornito alcuna risposta, il Sindaco Marino ha ,anifestato un certo interesse, anche se c’è da dire che sono arrivati dei contributi per la ristrutturazione degli impianti, ma si è parlato solo della ristrutturazione della tribuna dello stadio di calcio, il Pinto.

Lo stadio del nuoto sarà occupato dagli addetti ai lavori, e dagli istruttori, ed è un’assurdita che i membri delle associazioni noonstante pagassero puntualmente debbano arrivare a ciò, tra l’altro in passato, abbiamo anche aiutato il salvataggio del Palamaggiò per evitarne la chiusura.

Non è normale che per un mancato intervento di manutenzione venga chiuso l’impianto.

D: da chi doveva essere pagato l’intervento?

la provincia avrebbe potuto comportarsi diversamente, non accollandosi la spesa per l’intervento tecnico, nonostante le associazioni pagassero il fitto tutti i mesi.